lunedì 29 novembre 2010

Cornettini briochosi, integrali e anche light


Ingredienti:
farina integrale g 250
farina manitoba (americana) g 250
burro g 60
zucchero di canna Demerara g 100
latte scremato g 200 o più
lievito di birra fresco g 25 (un cubetto)
1 uovo
buccia grattugiata di due limoni o di due arance biologiche
un pizzico di sale

Per lucidare:
 
1 uovo

Per farcire:

cioccolata da spalmare
o
marmellata (io marmellata di zucca)
o
miele

Preparazione con
la macchina del pane:
mettete nel cestello della macchina del pane gli ingredienti nel seguente ordine:
- lievito sbriciolato,
- latte tiepido (+ o – 37°),
- zucchero,
- farine,
- un uovo sbattuto
- buccia grattugiata
- burro sciolto
- sale (non a contatto con il lievito).


Far partire il programma impasto (dura circa un’ora e mezza).
Alla fine di questo programma riprendere la pasta che dovrebbe aver raddoppiato il suo volume, sgonfiarla, impastarla per un minuto e dividerla in 6 pezzi; con ognuno di questi pezzi formare una palla (tipo un mandarino), stenderla allo spessore di circa un centimetro, in un cerchio con diametro circa di 21 centimetri; fare dei tagli tipo torta (vedi figura 1) in modo da ottenere 8 spicchi, Fare un taglietto a metà dell’arco di ogni spicchio (sempre fig. 1); tirare in fuori gli angoli esterni di ogni spicchio (fig. 2),
Se volete farcire i cornetti, mettete la punta di un cucchiaino della farcia (come da figura 1 e 2), poi arrotolateli verso la punta lasciando la stessa sotto perché non si apra in cottura (fig. 2).

Fatta questa operazione per tutti, posizionarli ben distanzia sulla teglia su di un foglio di carta da forno, spennellarli con il secondo uovo dopo averlo sbattuto, coprirli con una teglia profonda o con una pentola e sopra la teglia rivoltata mettere un bollitore, una pentola, una padella… qualcosa che sia bollente.

Dopo circa 45 minuti, saranno cresciuti e si potranno infornare a 190° per 15’/20’.

Una volta cotti si possono spolverare con zucchero a velo o lucidare con un cucchiaino di marmellata di albicocche sciolto in 1/2 bicchiere di acqua tiepida e passata nel colino.

Se invece non si vogliono farcire perché si preferisce tagliarli a metà e farcirli dopo si salta la parte colorata e si procede come da spiegazione. Rimane valido il discorso di "spolverarli" o "lucidarli".

N.B.

Se non avete la macchina del pane usate un robot meglio se con le lame in plastica o lo sbattitore a mano con le due spirali, o la planetaria con il "gancio" o con la "foglia" o se vi volete punire… tutto a mano. 


mercoledì 24 novembre 2010

Vellutata di zucca


1 kg di zucca

1 cipolla bionda
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di dado biologico
(io fatto in casa*)

Far soffriggere in una pentola la cipolla tagliata a pezzetti nell’olio. Quando è diventata trasparente aggiungere la zucca sbucciata, tagliata a pezzettoni e lessata molto al dente. Farla rosolare un attimo dopodiché aggiungere acqua fino a coprirle e il dado, mescolare in modo che si sciolga tutto.

Coprire e far cuocere per un’altra mezz’ora. A cottura ultimata frullare direttamente nella pentola con il frullatore ad immersione (se fosse troppo denso aggiungere acqua e frullare di nuovo), far andare ancora sul fuoco per 2 minuti e servire.

N.B. Naturalmente è perfetta con dei crostini (tostati tipo bruschetta, non fritti), una spolverata di parmigiano e una “C” d’olio (sarebbe “mezzo giro d’olio”). E’ meno dietetica ma perfetta. 


* Questa vellutata è vegana e vegetariana usando un dado di sola verdura.

martedì 23 novembre 2010

Focaccia integrale saporita

300 g di farina integrale
300 g di farina di Manitoba
300 ml di acqua
25 g di olio extavergine d’oliva
20 g di zucchero o malto o miele
12,5 g lievito di birra fresco (½ cubetto)
100 g (+o-) di lonza o speck o gambuccio
100 g (+o-) di provola o gruviera o altro formaggio a pasta dura (io non l’ho messo)
sale q.b.



Emulsione:
1/3 di bicchiere di olio extavergine d’oliva
1/3 di bicchiere acqua
1 cucch.no di sale grosso


Con la macchina del pane: mettere nel cestello gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; far partire il programma “impasto” (circa 1h e 30’).

Con il robot: mettere nel bicchiere gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; accendere il robot e far andare agitandolo, sollevandolo e inclinandolo in modo che prenda tutti gli ingredienti e si raccolga in una palla.

Far andare ancora per un minuto, estrarre, lavorare a mano per un minuto, raccogliere di nuovo in una palla e metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Con l’impastatrice:
stesso procedimento del robot tranne che non si deve muovere nulla.


A mano: impastare tutti gli ingredienti dopo aver sbriciolato il lievito, portato l’acqua a temperatura ambiente e averne lasciato da parte 50g (usandolo solo se l’impasto risultasse troppo secco) e mettendo per ultimo l’olio.

Impastare per almeno un quarto d’ora, sbattere violentemente l’impasto sul piano di lavoro. Lavorare per altri 5 minuti, formare una palla, metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Dopo almeno 1 ora e mezza o comunque in qualsiasi modo siate arrivati a questo punto...


...riprendere la pasta, mettetela sull’asse di legno, sgonfiarla, lavorarla per 1 minuto, spianarla e sulla superficie mettere tutti i pezzetti tagliati a cubetti del salume scelto e del formaggio, lavorare in modo che il tutto sia distribuito all’interno.
Una volta distribuiti tutti i pezzetti, spianare la pasta e metterla in una teglia – ben oliata - rettangolare (+ o – 30 x 40 cm – la pasta deve essere alta almeno un centimetro e mezzo).  

- Sulla superficie fate delle fossette con le dita messe come quando si fa il gesto di graffiare (la superficie deve risultare uniformemente piena di queste fossette – potete anche arrivare al fondo della teglia facendo dei veri e propri buchi.  
-Ora coprire la teglia della focaccia con un’altra teglia in modo che la focaccia abbia lo spazio per poter crescere un poco, o se ci va strabene, raddoppiare il suo volume.
Sulla teglia rigirata mettere un bollitore pieno d’acqua che ha appena bollito o una pentola appena tolta dal fuoco (insomma deve fare una sorta di “camera calda” per aiutare la lievitazione).

- Dopo 30 minuti, quando il bollitore si è raffreddato e la pasta raddoppiata di volume (spreiamo) si versa l’emulsione (acqua+olio+sale messi in un barattolo medio-grande, tipo della marmellata, chiuso bene e agitato fortissimo per un minuto – la focaccia deve risultare coperta da questa pozzanghera di liquido – abbiate fiducia, si assorbirà tutto con la cottura) e dopo aver fatto il “colpo di vapore” (dicesi colpo di vapore: una volta arrivato a temperatura il forno, un attimo prima di infornare la focaccia (vale anche per il pane), si versa nella leccarda (vassoio/teglia del forno, quello che sta sotto la griglia e scivola con essa per capirsi) dicevo si versa un litro di acqua fredda e si richiude lo sportello fino a che il forno non riarriva a temperatura.
Dopodichè si inforna la focaccia a 200° per circa 25 minuti (dipende molto dal forno). 

Linzerine & linzerini

Dalla mamma, l'ottima signora Linzer, ecco i suoi figli:le crostatine e i fagottini fatti della stessa "pasta" e lo stesso cuore dolce.

 
Ingredienti per la pasta:
200g farina
120g zucchero
100g burro morbidino
2 uova
100g mandorle tritate finemente
5g cacao in polvere
1 limone bio (buccia grattata) oppure vaniglia vera
mezza bustina di lievito
1 pizzicone di cannella molto abbondante
1 pizzico di sale
latte q.b.  

Ingredienti per il ripieno:
200g di marmellata di lamponi o di mirtilli rossi 

Impastare con un mixer o impastatore con il gancio a foglia tutti gli ingredienti per la pasta (se serve aggiungere un poco di latte) e fatela riposare per 30 minuti in frigorifero.  
Stendete la pasta con uno spessore di 4/5 centimetri; con metà della pasta fate delle crostatine piccole (io ho usato gli stampini dei muffin)riempite di marmellata senza fare la griglia, ma con al centro un piccolo fiorellino fatto con un taglia-biscotti o con una bocchetta a stella del "sac a poche"i; con l’altra metà fare dei fagottini (o raviolini…) ripieni con la marmellata e con sopra lo stesso fiorellino. 
Spennellate con del latte la superficie e infornate a 170° per 15-20 minuti (separatamente linzerine e linzerini perché hanno tempi di cottura un po’ diversi. Dipende tutto dal vostro forno). 
Far raffreddare e spolverare di zucchero a velo. 

lunedì 22 novembre 2010

Torta di farina di castagne al profumo d’arancia

Ingredienti
200 g di farina di castagne
100 g di farina 00
3 uova
250 g di ricotta
75 g di zucchero di canna (Dulcita o Muscovado)
80 g di pinoli tostati
100 g di marmellata di arancia (io questa)
arancia candita
50 g di Cointreau
2 arance biologiche
1 bustina di lievito
un pizzico di sale

Preparazione
Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il pizzico di sale finché il volume non raddoppia.
In un’atra ciotola mettere la ricotta, il liquore, la marmellata e il succo di una arancia dopo averne grattugiato la buccia, la buccia di questa e dell'altra arancia. Con un frullatore ad immersione frullare tutto in modo da avere un composto abbastanza liquido ed omogeneo (usare il succo dell'altra arancia solo se il composto fosse troppo duro - altrimenti quando la torta è in forno... bevetelo - c'è tanta vitamina C e poche calorie... è concesso... "sepoffà").
Unire ora il composto di uova e quello di ricotta con molta cura, mescolando dal basso verso l’alto in modo che le uova non si smontino e fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Versare le farine a pioggia precedentemente setacciate con il lievito sempre mescolando con gentilezza (e per favore) dal basso verso l’alto e girando la ciotola.
Unire per ultimi i pinoli dopo averli tostati in un padellina a secco (devono solo “sudare”, non brunirsi),  l’arancia candita e la buccia grattugiata delle due arance e amalgamare il tutto delicatamente (uffa - moh lo prendo e lo sbatto per terra). 
Versare in una tortiera e cuocere in forno a 180° per 35 minuti. Sformare dopo averla fatta raffreddare e spolverare di zucchero a velo. Servire

Io l’ho messa in una tortiera quadrata e quando si è raffreddata l’ho spolverata di zucchero a velo e l’ho tagliata a pezzotti 5x5 (tipo Brownies).
E’ l’ideale per una festa e per portarla da qualche parte (così posso assaggiare e so quello che porto).

Con questa ricetta partecipo al Contest "Le Castagne" di CookingShop.

Crema di cioccolato e marron glacé


Ingredienti
400 g di cioccolato fondente
250 g di ricotta
50 g di zucchero
100 g di marron glacé in pezzi (costano molto meno)
1 cucchiaino colmo di caffè solubile
un pizzico di sale
latte scremato q.b.

Preparazione
Sciogliere a bagnomaria o con il microonde il cioccolato. Unire la ricotta, lo zucchero, il caffè e il pizzico di sale e frullare con un frullatore ad immersione per circa 3 minuti aggiungendo qualche cucchiaio di latte se il composto fosse troppo duro.
Dopodichè unirci i marron glacé ulteriormente spezzati con un coltello tenendone da parte due cucchiai per  guarnire. Girare con un cucchiaio per distribuire i marron glacé nel composto.
Dividere il composto ottenuto in coppette da dessert, unire un poco di pezzetti di marron glacé e mettere in frigorifero per almeno un’ora, prima di servire.

venerdì 19 novembre 2010

Zuppa di bieta e patate


E' presa circa 5 anni fa da un libro di Lisa Biondi(La mitica. Ma chi è? Qualcuno l'ha mai vista? Mah!) e una volta scoperta la facciamo almeno 1 volta al mese nei lunghi freddi inverni (siamo a Roma, ma per me sono pur sempre "lunghi e freddi inverni"...voglio il mare, il caldo, le vacanze, la Sardegna, la Puglia, la Sicilia... Aiuto.)

500 g di patate
500 g di bietole
olio extravergine d’oliva
1 cipolla
peperoncino
¼ di litro di brodo
sale

Staccate le foglie delle biete dalle coste e lavate entrambe separatamente e asciugatele. Tagliate le coste a pezzetti di circa 2 centimetri. Sbucciate e lavate le patate e tagliatele a cubotti, affettate la cipolla. 

Versate un poco d’olio e.v.o. nella padella e fate un soffritto di cipolla e peperoncino. Fateci insaporire le biete e le patate per qualche minuto, versate il brodo bollente, mettete il coperchio e cuocete a fuoco basso per cira 20 minuti.
Aggiungete le foglie tagliate a pezzetti e proseguite la cottura per altri 15 minuti mescolando di tanto in tanto.
A questo punto spegnete il fuoco e schiacciate le patate con una forchetta, mescolate e riaccendete il fuoco per altri 2/3 minuti mescolando in modo che l’amido delle patate renda la zuppa un po’ più cremosa. Servite.


...e anche a:




martedì 16 novembre 2010

Torta di patate e cocco

Ingredienti per 6 persone:
300g di patate farinose (comuni o dolci)
100g di fecola di patate
120g di zucchero
120g di polpa di cocco tritata
4 uova
100g di uvetta sultanina
50g di cioccolata fondente o bianca
50g di pinoli
20g di burro
1 cucchiaino di cannella
1 bicchierino di liquore
una bustina di lievito
un pizzico di sale

Sbucciate le patate, tagliatele a pezzi e lessatele. Scolatele e passatele allo schiacciapatate. Accendete il forno e portate la temperatura a 200°. Oliate o imburrate (burro fuso) con un pennello una tortiera rotonda e cospargetela con poco pangrattato.
Se il cocco non è fresco ma disidratato, mettetelo a bagno con acqua (circa un bicchiere). In una tazza a parte fate rinvenire l’uvetta
nel liquore e in poca acqua dopo averla sciacquata bene con acqua tiepida (le attenzioni igieniche dei produttori di uvetta non sono proprio il massimo)
Montatete le uova con lo zucchero. Un quarto di questo composto unitelo alle patate, la farina setacciata con il lievito, il pizzico di sale, la cannella, l’uvetta, il cocco (scolato e strizzato), i pinoli (tostati precedentemente in un padelllino a secco) e il cioccolato in piccoli pezzi. Una volta miscelato unire gli altri 3 quarti del composto di uova e zucchero mescolando con cura dal basso verso l'alto e girando la ciotola.
Travasate l’impasto nella tortiera e cuocete in forno per 20 minuti. Abbassate la temperatura a 160° e date altri 30 minuti di cottura. 

Sfornate, lasciate intiepidire e toglòiere dalla teglia solo dopo che si è raffreddata (almeno 10 minuti).

domenica 14 novembre 2010

Crema di crema alla Edgar

E’ la crema degli Aristogatti: io l’ho immaginata così. 
E’ semplice, anzi semplicissima ma molto, molto buona. 
Parola di gatto… anzi aristogatto.


Ora (8 marzo 2012) la vedrei perfetta per farcire un dole dove ci sono tante uova (vedi pan di spagna et similia); o proprio per gli intolleranti...

1 lt di latte scremato
50 gr di burro

100 gr di farina*
80 gr di zucchero

Mettere a fondere i 50 grammi di burro in un tegamino capace. Fare sciogliere a fuoco lento, togliere dal fuoco e aggiungere la farina mescolata con lo zucchero.

Mescolare con un cucchiaio di legno per stemperare tutti i grumi, rimettere sul fuoco e fare cuocere finchè non assuma un colore leggermente marroncino (non più di due minuti – lo zucchero non si deve caramellare ed indurire). Aggiungere poco alla volta, sempre girando, il latte precedentemente riscaldato. 
Sempre mescolando far bollire la crema, finché non sarà raggiunta la densità desiderata. Passate il frullatore ad immersione, fate andare ancora prima di spegnere (passando il frullatore la crema si smonta e quindi diventa più liquida).
Volendo ottenere una crema un po' più densa è sufficiente aumentare la quantità di farina (senza esagerare); volendola, invece, più fluida, va aumentata la quantità di latte. 


* La farina può essere sostituita con uguale quantità di amido di mais (per intolleranze o semplici avversioni vs glutine).


Con questa foto partecipo al contest

...e a febbraio 2012 anche al Contest di Valentina:

sabato 13 novembre 2010

Marmellata di agrumi e pinoli


Ingredienti:
2 kg tra arance, limoni e mapo (incrocio tra mandarino e pompelmo) non trattati
3 mele (per la pectina)
1 kg di zucchero di canna
200 gr di Cointreau
100 gr pinoli tostati (mi raccomando "tostati" - né "crudi" né "bruciati")
100 gr di canditi (cedro o limone o arancio ma interi e BUONI, e FRESCHI)
buccia grattata di 4 dei frutti non trattati
1 stecca di cannella (circa 10 cm)

Procedimento:

Sbucciare tutti i frutti, solo di 4 grattugiare la buccia e mettere da parte. Tagliare a pezzi e togliere tutti i semi. Sbucciare anche le mele e metterle a pezzi in una insalatiera grande insieme agli agrumi, lo zucchero, la cannella ben sbriciolata e i canditi fatti a pezzetti.
Mischiare bene in modo che lo zucchero tocchi tutto e lasciare a macerare per 24 h fuori dal frigorifero mescolando 4/5 volte.
Passato questo tempo aggiungere il liquore e le bucce grattugiate che avrete conservato coperte in frigorifero, frullare bene con un frullatore ad immersione in modo che non ci siano più frutti interi e pezzetti di cannella.
Far bollire per circa una mezz’ora (melius-um abundare quam deficere) mescolando ogni tanto altrimenti si attacca al fondo, fino a che la marmellata non supera la “prova piattino”*.
Unire ora i pinoli tostati in un padellina a secco – cioè senza liquido - fino a che non si saranno imbionditi (circa 1 minuto muovendoli). Far andare ancora per 1 minuto mescolando bene, spegnere ed invasare dopo aver sterilizzato** barattoli e coperchi in acqua bollente e una volta chiusi i barattoli capovolgerli.


* La “prova piattino” consiste nel prendere una cucchiaiata dalla marmellata che bolle, versarla al centro di un piattino messo nel freezer per 10 minuti, spanderla un pochino, contare fino a 10, passare velocemente un dito al centro dividendola in due, inclinare a 90 gradi il piattino (in modo che una macchia sia sopra ed una sia sotto),… se le due macchie restano separate la marmellata è pronta, se si uniscono vuol dire che è troppo liquida, quindi deve cuocere ancora.

** Per la sterilizzazione dei vasetti e dei coperchi basta farli bollire in una pentola
per una ventina di minuti, togliere dalla pentola scolando tutta l’acqua e metterli in forno ventilato a 100° per 10 minuti; oppure solo per i vasetti: mettere i vasetti ben lavati, scolati, vuoti e dritti in una teglia in forno a 90° per 90’ (facilissimo da ricordare: 90-90), i coperchi sempre bolliti.

Torta "quaellà" di farina di castagne

Prendendo un po’ qua e un po’ là tra internet, la mia collezione di ricette prese dai giornali e i libri di cucina, è nata questa torta. Provata, fatta, mangiata e molto apprezzata.
La rifarò e questa volta ci metterò i canditi d’arancia (tanto mia figlia se la torta non è di cioccolato non la mangia).


Ingredienti per 4 porzioni:
200 g di farina di castagne
100 g di farina 00
3 uova
250 g di ricotta
150 g di zucchero di canna
100 g di pinoli
100 g di uvetta
arancia candita (io non l'ho messa)
50 g di rum
vaniglia vera
cannella
buccia d’arancia bio grattata
1 bustina di lievito
un pizzico di sale

Preparazione:
Montare le uova con lo zucchero (meno un cucchiaio) e il pizzico di sale finché il volume non raddoppia, aggiungere la ricotta e mescolare fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Versare le farine a pioggia precedentemente frullate con il lievito, un cucchiaio (dei 150) di zucchero e gli aromi. Unire per ultimi i pinoli dopo averli tostati, l’uvetta ammolata in acqua per 30’ poi sciacquata bene e sgocciolata e messa nel rum per 15’, l’arancia candita, il rum e amalgamare il tutto.
Versare in una tortiera e cuocere in forno a 180° per 35 minuti. 


Io l’ho messa in una tortiera quadrata e quando si è raffreddata l’ho tagliata a pezzotti 5x5 (tipo "brownies"). E’ l’ideale per una festa e per portarla da qualche parte (così posso assaggiare e so quello che porto).

giovedì 11 novembre 2010

Tarte Tatin all'ananas

E' un errore di una delle due sorelle Tatin... un dolce errore.

Ingredienti:
1 ananas medio
250 gr fecola
100 gr burro
150 gr zucchero
3 uova
1 bustina di lievito

Preparazione:

Caramellare la tortiera con lo zucchero. 

Disporre sullo zucchero dorato le fette di ananas. 
Impastare tutti gli ingredienti e poi versare o spianare sopra l'ananas nella tortiera. 
Cuocere per 50 minuti circa in forno a 250° gradi. 
Togliere quando la superficie risulta ambrata. 
Fare riposare qualche minuto e poi capovolgere la teglia, per liberare la torta. 
Voila.

P.S. L'originale è con le mele ma si può fare con altri tipi di frutta ed anche in versione salata sostituendo l'impasto con una Brisé o al limite con la pasta sfoglia comprata.


 

mercoledì 10 novembre 2010

Muffin “oki”

Sono muffin presi dal sito "cucinaitaliana.it" che ora non esiste più (parliamo di circa 7 anni fa). Li chiamo io così perché "oki" in greco vuol dire "senza", infatti sono senza burro, senza latte, senza uova e senza zucchero bianco raffinato.
Sono fantastici! Non dico che siano sani... ma sicuramente sono un’ottima colazione per i vostri bambini (e x voi).

Ingredienti:
500 gr farina
100 gr. di zucchero di canna (muscovado o dulcita)
1 bust. di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di sale
225 ml latte di soia
70 ml olio di oliva

Procedimento:
Accendete il forno a 200° e imburrate lo stampo apposito (è uno stampo rettangolare con 12 o 14 buchi tipo vaschette rotonde).
In una ciotola mettete i primi 4 ingredienti facendo un buco in mezzo; in un altra ciotola mescolate bene il latte e l'olio.
Versate
il tutto nel buco fatto nella farina, amalgamate rapidamente aiutandovi con una forchetta, girando 12 volte ottenenendo un impasto omogeneo (va bene anche se ha qualche grumo).
Versate il composto ottenuto nelle vaschette imburrate/oliate col pennello riempite per tre quarti (è molto comodo per questa operazione il cucchiaino dosatore per gelati – quello con la molla che fa le palline).
Infornate subito per 20-25 minuti fino a quando risulteranno belli dorati. Fuori dal forno, sformateli subito aiutandovi con una spatola e serviteli caldi.


n.b. Se volete, potete aggiungere all'impasto 2 cucchiai di albicocche secche a pezzetti oppure 200 gr di mirtilli oppure100gr di gocce di cioccolato.


Pasta brisé light

500 gr di farina”00”  (o "0", o "Integrale"... come volete basta ci sia il glutine)
1 buccia di limone bio grattugiata
100 gr di burro light “Vivace-Giglio” o 80 gr di burro normale
1 bustina di lievito chimico per torte salate (non “di birra”)
½ bicchiere di vino bianco
1 pizzicone di sale
latte q.b.

Preparazione
Mettere gli ingredienti (1/4 di vino solamente) nel robot. Farlo andare agitandolo, sollevandolo, shakerandolo, in modo che prenda tutti gli ingredienti e fino a quando il composto sarà tipo delle briciole (circa 3 minuti).
Provate se è giusto l’impasto: pizzicate tra pollice ed indice e vedete se le briciole si uniscono in una pasta, se così non fosse aggiungete ancora un poco di vino e fate andare ancora il robot.
Se invece fosse pronto, versatelo in una ciotola, riunitelo in una palla e mettetelo a riposare in frigorifero per circa mezz’ora avvolto da della pellicola.

Per una torta salata:
riprendere l’impasto, dividetelo a metà e dopo aver oliato pochissimo una teglia da circa 24cm con un pennello o con della carta da cucina (fatelo anche se vi sembra superfluo, serve per la conduzione del calore – l’ha detto Luca Montersino…) mettete 2/3 di una metà (l’altra metà fateci un’altra torta salata, dei biscottini, surgelatela – si può fare) nella teglia e con le mani schiacciatela e lavoratela fin o a foderare il fondo e anche il bordo. 
Con un coltello (possibilmente di plastica per non rovinare la teglia) o con una rotella liscia della pizza, rifilate il bordo in modo che non sia più alto di tre centimetri, impastate - velocemente e senza aggiungere tanta farina - i ritagli con il terzo di pasta, spianateli non più sottili di 3 mm, tagliate delle strisce e, dopo aver messo il ripieno scelto, fate la griglia. 
Spennellate con un poco di latte e infornate a 180° per 35’ (la cottura dipende sempre dal forno, si può arrivare anche a 45’ – alzando la crostata il fondo non deve essere giallo pallido, né carbonizzato, ma biondo dorato).

N.B. Ripeto (è la stessa nota di "pasta frolla light"):
«Se vi fosse avanzata un poco di pasta, fateci una striscia in più (per un grafico è una follia… ma la maggior parte delle persone normali non se ne accorgerà), una pallina al centro prima di infornarla, datela al cane. Ma NON mangiatela assolutamente… altrimenti non è più “light”!»

martedì 9 novembre 2010

Cake di zucca



250 gr di farina
150 gr di zucchero + 1 cucchiaino
4 cucch. di olio
2 uova
500 gr circa di zucca
100 gr di noci (o nocciole)
50 gr di gocce di cioccolato
1 cucch.no di cannella
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di coriandolo (facoltativo)
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Lavorare le uova con lo zucchero e il pizzico di sale fino a che non sono diventate color crema e raddoppiate di volume.
Aggiungere la farina, il lievito e le spezie setacciati e le noci/nocciole (prima tostate in un padellino senza niente per circa un minuto e poi tritate con un robot dopo avere aggiunto il cucchiaino di zucchero per assorbirne l’olio che tirano fuori una volte tritate).
Mescolare delicatamente dal basso verso l’alto (possibilmente con una spatola in silicone/leccapentole/marisa… fondamentale… compratene una – io ne ho circa 30).
Versare il composto in uno stampo da plumcake oliato con un pennello o con della carta-cucina.
Cuocere a 170° per 55 minuti. Tirare fuori dal forno. Infilzare al centro con uno stecchino, se lo stecchino una volta tolto risulta pulito… allora la torta è pronta.
Fatela raffreddare fino a che la teglia si può maneggiare a mani nude (circa mezz’ora), sformatela e mangiatela.


domenica 7 novembre 2010

Pasta frolla light

500 gr di farina”00”
1 uovo
1 buccia di limone bio grattugiata o ½ bacca di vaniglia
100 gr di burro light “Vivace-Giglio” o 80 gr di burro normale
100 gr di zucchero meglio se di canna (se fosse il Muscovado o il Dulcita, non c’è neanche bisogno del limone o della vaniglia)
1 bustina di lievito
1+1 bicchierini di liquore (Limoncello, Cointreau, Rum, Brandy… dipende dal ripieno)

Preparazione

Mettere tutti gli ingredienti (1 bicchierino di liquore solamente) in un robot. Azionare la macchina e farla andare agitandola, sollevandola, shakerandola, in modo che prenda tutti gli ingredienti e fino a quando il composto sarà tipo delle briciole (circa 3 minuti).
Provate se è giusto il composto: pizzicate tra pollice ed indice e vedete se le briciole si uniscono in una pasta, se così non fosse aggiungete ancora un poco di liquore e fate andare ancora il robot.
Se invece fosse pronto, versatelo in una ciotola, modellatelo in una palla e mettete a riposare in frigo per mezz’ora fatto su con della pellicola.

Per una crostata: riprendere l’impasto, dividetelo a metà e dopo aver oliato pochissimo una teglia da circa 24cm con un pennello o con della carta da cucina (fatelo anche se vi sembra superfluo, serve per la conduzione del calore – l’ha detto Luca Montersino…) mettete 2/3 di una metà (l’altra metà fateci un’altra crostata, dei biscottini, surgelatela – si può fare) nella teglia e con le mani schiacciatela e lavoratela fin o a foderare il fondo e anche il bordo.
Con un coltello (possibilmente di plastica… la teglia e vostra però sarebbe un peccato inciderla) o con una rotella liscia della pizza, rifilate il bordo in modo che non sia piu alto di tre centimetri, impastate - velocemente e senza aggiungere tanta farina - i ritagli con il terzo di pasta, spianateli non pi sottili di 3 mm, tagliate delle strisce e dopo aver messo il ripieno che volete, fate la griglia (non a 90°... please).
Infornate a 180° per 35’ (la cottura dipende sempre dal forno, si può arrivare anche a 45’ - alzando la crostata il fondo non deve essere giallo pallido, né carbonizzato, ma biondo dorato).

N.B. Se vi fosse avanzata un poco di pasta, fateci una striscia in più (per un grafico è una follia… ma la maggior parte delle persone normali non se ne accorgerà), una pallina al centro prima di infornarla, datela al cane. Ma NON mangiatela assolutamente… altrimenti non è più “light”! 


giovedì 4 novembre 2010

Pizza (tiella) di Gaeta coi polipetti

E' un ricordo della mia gioventù (l'ho rifatta perhé 
non andavo mai a Gaeta per prenderla).
La ricetta me l'ha data una mia amica di Gaeta e internet mi ha dato una mano.
Questa e la "Pizza di scarola" sono la prova che non bisogna 
mangiare ostriche per essere felici.

Per la pizza:
600 g di farina “0” (o meglio 300g “0” + 300g Manitoba)

300 ml di acqua 25 g d'olio e.v.o.
20 g di zucchero o malto o miele 

25 g lievito di birra fresco  

Per il ripieno:
800g/1kg di polipetti
1 bottiglia (800 g) di polpa di pomodoro

150 g (+o-) di olive di Gaeta denocciolate 
4 spicchi d'aglio
1 peperoncino
olio extavergine d’oliva 
1 bicchiere di vino bianco
acqua q.b.
sale q.b.
 

Emulsione:
1 cucchiaio di olio extavergine d’oliva
1 cucchiaio d’acqua
sale q.b.



Con la mdp: mettere nel cestello gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; far partire il programma “impasto” (circa 1h e 30’). Lasciar lievitare la pasta nella macchina per altri trenta minuti.

Con il robot: mettere nel bicchiere gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; accendere il robot e far andare agitandolo, sollevandolo e inclinandolo in modo che prenda tutti gli ingredienti e si raccolga in una palla
.
Far andare ancora per un minuto, estrarre, raccogliere in una palla e metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Con l’impastatrice: stesso procedimento del robot tranne che non si deve muovere nulla.


A mano:
impastare tutti gli ingredienti dopo aver sbriciolato il lievito, portata l'acqua a temperatura ambiente e averne lasciata da parte 50g (usandola solo se l’impasto risultasse troppo secco) e mettendo per ultimo l’olio. 

Impastare per almeno un quarto d’ora, sbattere violentemente l’impasto sul piano di lavoro. Lavorare per altri 5 minuti, formare una palla, metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Ora: Riprendere l'impasto in qualsiasi modo sia stato fatto, sgonfiarlo, impastarlo di nuovo e dividere la pasta in 2/3 e 1/3 abbondante. Stesa con il matterello la parte più grande, foderarci una teglia “usa e getta” da otto porzioni (mi sembra 33x43, boh, ora non ce l’ho). Tendetela tanto facendo sbordare abbondantemente la pasta (effetto tamburo – rimarrà cioè sollevata da fondo).
Nel frattempo preparate il ripieno: fare il soffrito aglio/olio/peperoncino (senza bruciare l'aglio - please!) aggiungere a fuoco vivo i pollipetti tagliati a  pezzetti di 1/2cmm; sfumare con il vino bianco e poi aggiungere la polpa di pomodoro, abbassare il fuoco e far cuoc ere fino a che i polipetti non sono cotti (circa 1/2 ora).

Salare , girare e spegnere.
Versare tutto il ripieno nel “tamburo” (il peso farà in modo che la pasta si assottiglierà ancora di più).

Prendete il terzo di pasta e spianatelo sottile con il matterello, coprite la teglia (sempre “effetto tamburo”).

Sigillate bene il contorno e con delle forbici tagliare il bordo a filo della teglia (eliminate più pasta possibile ripiegando solo il minimo iondispesabile- altrimenti la pizza diventa un mattone). 

Mettere da parte i ritagli di pasta (fateci dei panini), e rimboccare il bordo della pizza all’interno della teglia creando un “cornicione” (piccolo).
Create ora l’emulsione: prendete gli ingredienti, sbatteteli in modo da amalgamarli (metteteli in un barattolo, chiudete e agitate fortissimo per 30 secondi), quindi stendeteli sulla pizza.

Infornare e cuocere a 220° per circa 45 minuti.


Questa ricetta la trovate anche su: