lunedì 31 gennaio 2011

Orecchiette alle cime di rapa

Non c’è foto perché non ho fatto in tempo a farla. 
Finita. 
Buonissima. 
L’uomo di mia sorella, barese DOC, mi ha detto che non si sentivano le alici (infatti ne avevo messe solo 3), però li ha ripresi… Buon segno.

4 etti di orecchiette

8 etti di cime di rapa pulite
6 filetti di acciuga sott’olio
peperoncino
2 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva

Per prima cosa si devono pulire le cime di rapa, tenendo solamente le parti più piccole e tenere delle foglie.

Mettere della cqua a bollire in una pentola molto capiente (ci devono entrare le cime di rapa e la pasta). Salare e quando bolle buttare le cime di rapa, far riprendere il bollore e buttare anche le orecchiette. 

Far bollire fino a che le orecchiette non sono al dente. Scolare verdura e pasta essendosi ricordati di tenere da parte una tazza di acqua della bollitura di pasta/verdura. 
Scolare bene e mettere il tutto in una padella in cui è stato messo aglio, olio, peperoncino e le acciughe ben scolate dal loro olio (bleah!), fatte a pezzetti e fatte sciogliere nell’olio (buono) senza esagerare col fuoco alto altrimenti diventano amare.
Saltare fino a che la pasta non arriva a cottura, se serve unite un poco dell’acqua di cottura. Servire possibilmente direttamente nella padella. 


Questa ricetta la trovate anche su:

sabato 29 gennaio 2011

Pellegrino Artusi

Pellegrino Artusi: tanto di cappello a chi è il Re della cucina italiana (e dato che la cucina italiana è di gran lunga superiore a tante altre cucine del mondo - forse per la creatività, o forse per la varietà, può darsi che sia per l’originalità, comunque qualcosa che finisce per “à” - Pellegrino Artusi è il Re della Cucina. Punto.
Questo è quello che penso di lui (per me sono tanti i maestri di cucina, io sono una briciola - per restare in tema gastronomico - nel mondo culinario, ma lui è il Maestro dei maestri.  
La sua opera, "La scienza in cucina e l' arte di mangiar bene" (la prima edizione è del 1891) è un opera vastissima: consta di circa 800 ricette, raccolte da lui stesso in tanti anni e tanti viaggi.  
Il suo libro è diventato il libro più famoso e letto per chi lavora, vuole lavorare o per chi (tipo me e 1000 altri) è un malato cronico di cucina o per chi si interessa di cucina sporadicamente ma vuole andare sul sicuro e così si “rivolge” alla base (nell senso di fondamenta) della cucina italiana.  
E’ il libro a cui tutti i più grandi cuochi del secolo scorso si sono ispirati e hanno tratto suggerimenti. È l’opera che esalta il piacere del mangiar bene; più che un ricettario arido è un libro che trae il suo successo proprio dalla semplicità e dalla normalità con cui si rivolge ai propri lettori. 

La sua opera potete scaricarla QUI.

Calorie e...


giovedì 27 gennaio 2011

Grande Muffin (Torta di banana e cioccolato)

Questa è la ricetta di una “Torta di banane e cioccolato” presa 3 anni fa da una rivista e che ho chiamato così per il suo metodo di preparazione che è identico a quello dei muffin.
E ogni volta che dico o penso "gran muffin" penso al "Gran Mogol" delle Giovani Marmotte, lui.

Ingredienti:

300 g di farina bianca
3 banane grosse
75 + 75 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di cannella
1,5 dl di latte scremato
1 bicchierino di rum
1 uovo grosso
un pizzico di sale
2 cucchiai di pangrattato dolce*

Procedimento:

Schiacciare le banane e mescolarle con l’uovo, il latte, il rum, mischiare bene. Poi setacciare la farina, il lievito, la cannella e unire al composto dei liquidi mescolando brevemente.
Unire 75 g di cioccolato tritato grossolanamente. Mescolare e versare in una teglia a cerniera da 23 cm precedentemente oliato e spolverato con il pangrattato dolce.
Cuocere a 180° per circa 40 miinuti.
Una volta cotto, far raffreddare il dolce, coprire con una glassa di cioccolato fatta facendo sciogliere i 75 grammi di cioccolato rimasto con 3 cucchiai di acqua bollente in un pentolino messo sul fuoco basso.
Mescolare accuratamente e versare la gassa sul dolce oramai freddo. 

 
* biscotti rotti, briciole per il taglio d torte, ecc. ecc. Passati inforno per 5 minuti e messi nel frullatore e ridotti a polvere.


 

Questa è la pubblicazione 
dove ho preso la ricetta. 
Era con un giornale, ma mi 
sembra di aver visto un 
mega-libro in libreria, 
forse sono le 4 o 5 pubblicazioni 
messe insieme.

martedì 25 gennaio 2011

Crema di spinaci

400g spinaci lessati
1 patata media lessa
1 cipolla bionda
50cc latte scremato
1 cucchiaio di parmigiano
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
sale fino


Pulire e tagliare e far soffriggere vell’olio la cipolla fino a che non diventa trasparente. Metterci la patata sbucciata e tagliata a dadini piccoli e far andare per 2 minuti. Mettere anche gli spinaci, salarli e cuocere per altri due minuti,

A questo punto metterci anche il latte, il tempo di scaldarsi e spegnere.
Mettere il parmigiano.
Con un frullatore ad immersione passare bene il tutto (almeno 1 minuto).
Servire.


lunedì 24 gennaio 2011

Bigné all’olio extravergine

Non bisogna risparmiare le energie nel mischiare e si avrà un risultato sorprendente.
Sono perfetti con ripeni sia dolci che salati (la pasta è di sapore neutro).
Resistno fino a 2/3 giorni conservandoli in un sacchetto di carta.


90 g farina

120 ml acqua
2 uova piccole
2 cucchiai di olio extravergine
1 pizzico di sale


In una casseruola mettete a scaldare l’acqua, il sale e l’olio. Non appena prende bollore, togliere dal fuoco e versare in una sola volta tutta la farina. Mescolare energicamente con un cucchiaio di legno e vedrete formarsi una palla elastica che si staccherà dalle pareti della pentola.

Rimettete a cuocere su fiamma molto bassa per un paio di minuti, finché sentirete sfrigolare un poco.
Spegnere, versare su di un piano di marmo o su un piatto grande, aprire/spargere il composto in modo che si raffreddi. Tenere a portata di mano la pentola che si raffredderà a sua volta.
Passata una decina di minuti, ricomporre la palla e rimetterla nella pentola, aggiungere una per volta le uova intere incorporandole alla pasta con il cucchiaio di legno (all’inizio la pasta tenderà a separarsi in tante palline vischiose, poi continuando a mescolare energicamente, si otterrà un composto omogeneo: solo a questo punto aggiungere l’altro uovo).
Portare il forno a 200°C.
Depositate delle piccole noci di pasta servendosi o di un cucchiaino o meglio ancora di un sac a poche. Distanziatele una dall’altra, tenendo conto che in cottura il volume raddoppierà.
Infornate a 200° per 20 minuti, quindi abbassate il forno a 180° e lasciateli altri 10 minuti (finché non saranno dorati in superficie).


La ricetta è presa fedelmente dal libro "Dolci naturali" Biganzoli Corazza, Honegger, Chiari. 

domenica 23 gennaio 2011

Mousse fumé

E’ una ricetta facilissima che insieme alla mia “mousse di ciauscolo e stracchino”, spopola ad ogni Natale nelle Marche.

250g (+o-) di provola affumicata

250g di ricotta
100g di pistacchi
1 pizzico di sale
1 pizzico di peperoncino frantumato

Tostare i pistacchi e frantumarli finemente o nel mortaio o in un robot insieme al sale e al peperoncino.

Mettere insieme agli altri ingredieni (la provola con tutta la buccia e fatta a pezzetti) nel bicchiere del Minipimer e amalgamare per circa 1 minuto.
E’ tutto. Finita.
Servire in una ciotolina o spalmatelo voi su delle tartine, su dei grissini o ancora meglio su delle coste di sedano. 


sabato 22 gennaio 2011

Biscotti di Natale per l’albero (3 tipi)


Capisco che siamo al 22 gennaio, capisco che il Natale è (per fortuna) passato (per fortuna perché: a Natale sono tutti isterici, si mangia in continuazione, bisogna fare i regali - comprare cose inutili, spendendo soldi inutilmente - io non li faccio più, regalo simbolicamente un qualcosa fatto da me e con i soldi dei regali faccio una mega-offertona di beneficenza, quest’anno abbiamo adottato Memory Petulo, una bambina di 11 anni del Malawi) e capisco che siamo fuori tempo massimo perché ormai si va finalmente verso l’estate, il mare, il caldo, la vacanza! No?? Troppo presto?? Esagero?? Vabbè!!).

Insomma, io DEVO mettere queste ricette altrimenti me le scordo.
Sono tre: due di questo Natale (2010) nella fotografia e una del Natale dell’anno scorso (2009) senza foto.


1. Omini di panpepato Natale 2010 (nella fotografia sono gli omini - appunto)


300g di farina 0

300g di farina semi-integrale
2 uova
60 g di burro
100g di zucchero di canna

250 g di sciroppo d’acero
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di cacao
3 cucchiaini di cannella
3 cucchiaini di spezie per panpepato

Per la decorazione:

150 di zucchero a velo
1 albume 


Li ho rifatti anche per questo Natale (2011), eccoli qui:


Non li ho decorati perché non ho fatto in tempo, però,  
MOLTO IMPORTANTE * (vedi nota rossa in basso).

... e del Natale 2012 
 (decorati da "LE PASTICCIONE - Antonella e Francesca):

 















 2. Biscotti di panpepato Natale 2010 (nella fotografia sono quelli coperti totalmente di glassa)

400g di farina 00

350g di farina semi-integrale
320g di miele (millefiori, arancio, sulla,… non castagno, corbezzolo e c.)
250g di zucchero di canna
1 uovo
15g spezie per panpepato
1 cucchiaino di cannella
1 bustina di lievito
50ml di latte scremato

Per la decorazione:

150/200g di zucchero a velo
1 albume
confettini, zuccherini, cuoricini… 



3. Fantasie al miele (si chiamano così sul giornale!) Natale 2009


700g di farina

350g di miele (idem come sopra)
3 uova
2-3 cucchiai di latte
50g di burro
½ bustina di lievito
1 pizzico di sale
150g di nocciole + 2 cucchiai di zucchero

Per la decorazione:

150/200g di zucchero a velo
1 albume
marzapane
confettini, ecc.

Preparazione (+o- comune a tutti e tre i tipi):

A bagno maria (o nel microonde) sciogliere il burro, il miele/sciroppo d’acero, unire il latte e mescolare.
Sbattere leggermente le uova da sole o con lo zucchero e quando il composto del burro è freddo, unircelo mescolando bene.
Setacciare insieme le farine, il lievito, le spezie e l’eventuale cacao.
Unire insieme il composto liquido con quello secco (nelle “fantasie” ci sono anche le nocciole che vanno tritate grossolanamente nel robot con i 2 cucchiai di zucchero).
Impastare bene e * " " stendere il tutto ad una altezza di 5mm. Intagliare con delle formine a tema natalizio, fare in ognuna un buco per il filo (considerando che negli impasti c’è sempre il lievito, quindi in cottura il buco si restringerà – poi in alcuni c’è anche la glassa…).
Infornare a 190° per 15 minuti circa.
Sfotnare e lasciar raffreddare.

Decorazione:

Frullare a secco lo zucchero per farlo quasi a velo.
Montare il bianco d’uovo con questo zucchero “quasi a velo” fino a quando il composto non diventa liscio e denso (+o- come uno yogurt).
Decorate i biscotti come + vi piace. Spolverare con zuccherini o cuoricini.
Lasciar asciugare la glassa.
Nelle “fantasie” dopo la glassa usare anche il marzapane dove si crede. 


* "raccogliere in una palla l'impasto e mettere in frigorifero a riposare per un paio d'ore; riprendere e portarlo a temperatura ambiente (ci vuole almeno mezz'ora) e senza lavorarlo troppo... "

Con questa ricetta partecipo a

E alla raccolta:

mercoledì 19 gennaio 2011

Riso “oriente”

E’ un riso che ci ha fatto il nostro amico Enrique, ora che siamo andati a trovarlo a Londra per il Capodanno. 
Un modo stupendo per mangiare i fagiolini (io di solito non li amo!).

400 gr di riso basmati

400 gr di fagiolini
30/40 gr di zenzero fresco pulito
2 spicchi d’aglio
40 gr di cocco essiccato
200 gr di acqua 

20 gr di pinoli tostati
olio extra-vergine d’oliva
sale q.b.

Le quantità possono essere imprecise. Vale per tutto il “più o meno”…


Comunque:

Schiacciare l’aglio e grattare lo zenzero, con le polpe ottenute fare un soffritto a fuoco medio nell’olio d’oliva; una volta che si è dorato il tutto, alzare il fuoco, mettere i fagiolini precedentemente lessati al dente e salati (poco, il sale fa male); far andare 1 minuto poi aggiungere il riso (anch’esso lessato al dente e con poco sale), altro minuto, poi aggiungere i pinoli dopo averli tostati in una padellina, senza nessun condimento, finché non diventeranno dorati e “sudati”. Spegnere il fuoco e dedicarsi al “lattedicoccofattoincasa”:
Mettere il cocco essiccato nel bicchiere del frullatore, aggiungere i 200cc di acqua bollente un pizzichino di sale e frullare per 2 minuti (se fosse poco liquido aggiungere un poco d’acqua).
Versare il composto in un passino e fate uscire più liquido possibile… questo è il “lattedicoccofattoincasa”.
Riaccendete il riso e quando è caldo mattete il latte di cocco (se avete aggiunto dell’acqua, fatelo gradatamente). Fatelo andare 1 minuto e voilà: il riso “oriente” è pronto. 


Marmellata di clementine


Ingredienti:

2 kg di clementine
3/4 mele renette (per la pectina)
1 kg di zucchero di canna chiaro (Demerara)
200 gr di Cointreau
1 stecca di cannella (circa 10 cm)

Procedimento:

Sbucciare tutti i frutti, tagliare a pezzi e togliere gli eventuali semi. Sbucciare anche le mele e metterle a pezzi in una insalatiera grande insieme alle clementine, lo zucchero, la cannella.
Mischiare bene in modo che lo zucchero tocchi tutto e lasciare a macerare per 24 h fuori dal frigorifero mescolando 4/5 volte.
Passato questo tempo aggiungere il liquore, toglier la stecca di cannella, frullare bene con un frullatore ad immersione in modo che non ci siano più frutti interi.
Far bollire per circa una mezz’ora mescolando ogni tanto, fino a che la marmellata non supera la “prova piattino”*. Invasare dopo aver sterilizzato** barattoli e coperchi in acqua bollente e una volta chiusi capovolgerli e lasciarli così per 10 ore.

Prendo questo testo da un’altra marmellata postata in passato:

* La “prova piattino” consiste nel prendere una cucchiaiata dalla marmellata che bolle, versarla al centro di un piattino messo nel freezer per 10 minuti, spanderla un pochino, contare fino a 10, passare velocemente un dito al centro dividendola in due, inclinare a 90 gradi il piattino (in modo che una macchia sia sopra ed una sia sotto),… se le due macchie restano separate la marmellata è pronta, se si uniscono vuol dire che è troppo liquida, quindi deve cuocere ancora.

** Per la sterilizzazione dei vasetti e dei coperchi basta farli bollire in una pentola per una ventina di minuti, togliere dalla pentola scolando tutta l’acqua e metterli in forno ventilato a 100° per 10 minuti; oppure solo per i vasetti: mettere i vasetti ben lavati, scolati, vuoti e dritti in una teglia in forno a 90° per 90’ (facilissimo da ricordare: 90-90), i coperchi sempre bolliti.

  
Nota de novembre 2012:
Vari procedimenti/consigli/accorgimenti oggi li puoi trovare QUI.
In special modo la sterilizzazione dei vasetti al n.16 
e la prova piattino al n.7 


Con questa ricetta ho partecipato al Contest:

e al Contest:

martedì 18 gennaio 2011

Mousse di caffè: light e veloce


500 g di ricotta* (stessa nota, altra mousse)

2 tazzine di caffè ristrettissimo
100 g di zucchero
1 cucchiaino di polvere di caffè
35 g di marshmallows
un cucchiaio di pinoli tostati

Mettere lo zucchero nel caffè caldo e girare finché non è sciolto.
Mettete nel bicchiere del frullatore ad immersion nell’ordine:
- ½ ricotta
- i marshmallows
- l’altra ½ ricotta
- la polvere di caffè
- il caffè con lo zucchero sciolto
e mettete nel microonde per circa un minuto.
E’ molto importante l’ordine degli ingredienti: i marshmallows non devono venire a contatto con le lame del frullatore ad immersione perché una volta caldi diventano appiccicosissimi. Una volta tirato fuori il composto dal forno a microonde, frullare bene con il frulatore ad immersione (almeno due minuti e aggiungere latte se necessario); mettere in delle coppette e sopra mettere 4 o 5 pinoli precedentemente tostati in un padellino “a secco” messo sul fuoco e girati finché non sono “sudati” (+ o – 2 minuti).
Mettere nel frigorifero per almeno ½ ora.
Anche questa mousse è velocissima e soprattutto molto leggera. 


Con questa ricetta partecipo a

e al contest sul caffè della Massaia Canterina:

lunedì 17 gennaio 2011

Liquore di liquirizia di Rosa

1 litro di alcool
1 scatola (42 gr) di liquirizia pura (tronchetti)
1 scatola (36 gr) di radice di liquirizia
1 litro di acqua
700 gr di zucchero

Metti a bagno nell'alcool la liquirizia pura e la radice e lasciar macerare per sei settimane agitando il vaso ogni 3 o 4 giorni.

Passato questo tempo, toglier la radice, versare in un robot/frullatore e frullare alcool e tronchetti (Provera) fino a che si è sciolto tutto.
Prendere un litro d’acqua, metterlo sul fuoco e scioglierci lo zucchero, far raffreddare ed aggiungere l’alccol con la liquirizia frullata.
Dopo 3 giorni filtrare con un colino ed un canovaccio.


venerdì 14 gennaio 2011

And the winner is...

Non siamo i "winner" ma sul podio ci siamo.

Io non ci capisco nulla d'olio, è mia sorella l'esperta (lo beve pure... per degustarlo), ma l'avevo detto anch'io che quest'anno non era buono come al solito, ma "stra"buono!

Brave (noi sisters).
Bravi tutti quelli che hanno "colto" (io non ho colto ma sfamavo i coglitori).
Bravo il grafico delle etichette (modestamente).
Bravi per la stampa delle etichette (tempi da record).
Bravi tutti.

E ora... bruschetta per tutti!


giovedì 13 gennaio 2011

Mousse velocissima di cioccolato

E' supervelocissima:

500 g di ricotta*
200 g di cioccolato fondente o extra-fondente
100 g di zucchero
60 g di cacao
35 g di marshmallows
½ bicchiere di latte

Mettete la cioccolata a pezzetti insieme al latte nel bicchiere del frullatore ad immersione e scioglietela nel forno a microonde.
Tirate fuori dal microonde e mettete tutti gli altri ingredienti nell’ordine, sopra al cioccolato/latte: i marshmallow, il cacao, lo zucchero e la ricotta.
Ripassate nel microonde per circa un minuto.
E’ molto importante l’ordine degli ingredienti: i marshmallows non devono venire a contatto con le lame del frullatore ad immersione perché una volta caldi diventano appiccicosissimi.
Frullare bene per almeno due minuti (aggiungere altro latte se necessario); mettere in delle coppette lasciar raffreddare e mettere in frigo per almeno ½ ora.

Il tempo per realizzarla? 5 minuti? Troppo poco. Al massimo 10.
 

* La ricotta deve essere quella che si trova nel banco frigo nelle confezioni da 250g (Santa Lucia – Pettinicchio – Vallelata… ne esiste anche una nei negozi bio che è buonissima). Questo perché sono tutte molto più cremose di quelle artigianali, sicuramente meno “ottime” ma più cremose. Comunque assaggiate prima di mettere la mousse nelle coppette, se fosse ancora poco liscia, frullate ancora.
Comunque essendo io una fissata delle calorie, nelle ricotte confezionate posso controllare quante ce ne sono, in quelle sfuse no (magrezza batte "sanezza" 1 a 0 - viva il "light" - se mi sentisse mia sorella mi ammazzerebbe... è dietologa ed io sono l'esemmpio di tutto ciò che non si dovrebbe fare... tipo bere la Coca Cola Light).

Leckerli di Basilea

Ricetta presa "integralmente" (lo so, non è da me, ma lei è un mito) dall'ultimo libro del Cavoletto di Bruxelles:

Naturalmente i suoi (oltre che sicuramente buonissimi) sono bellissimi:
I miei?
Hanno il loro fascino!
Ingredienti: 
450 g di farina
450 g di miele
180 g di mandorle
80 g di canditi di arancia (assolutamente buoni e freschi!!!)
8 g di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
una punta di chiodi di garofano in polvere
120 g di zucchero a velo
2 cucchiai di Kirsh


Preparazione
Tritare grossolanamente le mandorle. Mescolare la farina con le spezie e il lievito. Scaldare il miele con lo zucchero a fiamma bassa, aggiungere la frutta secca e i canditi e incorporare la farina. Mescolare e riversare tutto il composto su una teglia da forno, livellandolo a 1 cm abbondante. Infornare a 170°C per 30 minuti. Nel mentre, mescolare lo zucchero a velo con il liquore quanto basta per ottenere una glassa non troppo densa. Sfornare e far sgocciolare la glassa sulla superficie del dolce. Lasciare raffreddare e tagliare a rettangolini. Con queste dosi verranno 24 lekerli.

mercoledì 12 gennaio 2011

GRAZIE!

Non inserisco una ricetta ma un disegno fatto al computer da mia figlia di buon augurio a me, al blog, a tutti quelli che mi seguono e mi capiscono.
CAPISCONO IL MIO AMORE INCONDIZIONATO PER LA CUCINA.
Grazie Mia.
Dann


martedì 11 gennaio 2011

RisoRisotto: funghi e zucchine

Il risultato è DEGNO.
Se la sera che decidete di preparare questa ricetta tra i commensali non c
- un milanese,
- uno chef (vero o sedicente),
- un ospite con il "palato fino",
- un intenditore di risotti… 

farete un figurone (certi ristoranti servono dei risotti – facendoseli pagare non poco – fatti con il riso “parboiled”… Ho anche sentito dire "mhh, buono"... Orrore...).
Se invece ci fosse qualcuno che sa distinguere una cipolla da uno scalogno, un coltello per il pane da uno per il prosciutto, un pelapatate da uno schiacciapatate...
Allora cambiate ricetta, oppure non lo invitate.

Ingredienti: 
riso Arborio o Baldo o Roma insomma tutti i tipi tranne: PARBOILED, Basmati, Thai e Venere

zucchine
funghi
maizena o fecola
parmigiano
pepe nero al mulinello

RisoRisotto, perché è un “finto” risotto: è un riso lesso scolato molto-molto al dente (importantissimo: tenere da parte un bricchetto – più o meno 300cc - di acqua in cui ha bollito il riso) e finito di cuocere nella stessa pentola in cui ha bollito, senza più l'acqua, girandolo e mantecandolo con le zucchine e i funghi cotti entrambe da soli e al dente, aggiungendo piano piano l’acqua di cottura in cui è stato sciolto il cucchiaino di maizena (fatelo andare un pochino altrimenti si sente la maizena). 
Aggiungere il pepe nero macinato di fresco.
Rimantecare. 
Spegnere. 
Spolverata di parmigiano e senza girare, mettere un coperchio e servire dopo un minuto.

N.B. Mio padre e sua sorella, zia Ornella, sono milanesi e Campioni Mondiali di Risotto (quello vero!).
Ora, spero che non leggano mai questa ricetta… se mai lo facessero: sono stata momentaneamente posseduta dalla Parodi (Cotto e mangiato. Brrrivido!).

Scusate.
E' tutta colpa sua! 

lunedì 10 gennaio 2011

Mirto umbro

Riporto fedelmente la ricetta del mirto che mi ha dato Paola, la sorella del mio pseudo-cognato (pseudo perché mia sorella non è sposata in chiesa, nemmeno in comune, ma nella vita si… avoglia se lo è).
Cmq, la sorella di Marco, il compagno di mia sorella, si chiama Paola e vive a Bologna ma è di Bari e mi ha insegnato a fare il liquore di mirto. Lo facciamo ogni anno (io e Paola, il liquore di mirto) con le bacche dell’unico albero di Mirto che abbiamo in campagna che è in Umbria (vicino Moiano/Chiusi/Città della Pieve).
Tutto ciò per spiegare il titolo della ricetta. Prolissa??

1 litro di alcool
250 gr. di bacche di mirto
1 litro di acqua
350 gr. di zucchero  

Metti a bagno nell'alcool le bacche e lasciale macerare per tre settimane . Fai uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero e lascia raffreddare. Scola le bacche dall'alcool nello sciroppo freddo . Puoi strizzare le bacche scolate in modo da recuperare un pò di polpa (usa un paio di guanti in lattice altrimenti......)
Quando saranno unificati sciroppo ed alcool, metti  nelle bottiglie filtrando il tutto un paio di volte. Dovresti riuscire a fare circa due litri e mezzo di liquore.
Buon lavoro .