giovedì 31 marzo 2011

Chicken Nuggets ovvero Pollo FintoFritto*


Ho deciso che oggi è il giorno di Jamie Oliver ed io nel mio piccolo ho fatto un’operazione che forse Jamie Oliver condividerebbe: i pezzetti di pollo “fintofritto”.
Ai bambini della festa di mia figlia ho detto che erano i Chicken Nuggets in realtà erano pezzetti di pollo "fintifritti". 

 
petti di pollo o tacchino
yogurt bianco magro (quello che quando lo mangi “allappa”)
pangrattato

limone e pepe bianco (per i grandi)
ketchup (per i piccoli)
olio extra vergine d’oliva
sale q.b.

Tagliare i petti a pezzetti, metterli in una ciotola e coprirli con lo yogurt, mescolare e lasciar macerare per 1/3 ore.
Sgocciolarli e impanarli (la funzione che di solito ha l’uovo nelle impanature in questi è data dallo yogurt stesso - un passaggio in meno).
Metterli in una teglia foderata con carta da forno, mettere su ogni pezzetto un goccino di olio e.v.o. e infornarli a 180°/200° per circa 15 minuti (il pollo deve cuocere pochissimo altrimenti diventa secco e stoppaccioso).

Detto fra noi, non hanno nulla a che fare con i Chicken Nuggets di McDonald (infatti in questi c’è la carne di pollo, non solo cartilagini e ossa), ma se c’è un bambino nei paraggi… sono identici.

* La tecnica del “fintofritto” l’ho imparata da Pedro Bò e fatta subito mia… Non friggo mai, non ne ho bisogno… Così sono perfetti.
I fegati (mio e di parenti e amici) ringraziano.


Con questa ricetta partecipo a: 

Ed ora (11 febbraio 2012) con questa stessa ricetta partecipo al Contest di Valentina:

Me l’avete fatto piangere.



Lui, "Jme" Oliver, pensavo fosse un uomo rude, rozzo, un po’ strafottente… e invece no… 
Piange.  (Piccolo, t'hanno fatto arrabbiare!)
C’è da dire che me l’hanno “dubitato”, denigrato, offeso: anche un santo avrebbe perso le staffe.
Però, visto che sono repliche ed io ho già visto le puntate successive, so che si riscatterà e naturalmente vincerà, lui che aveva un intero paese contro ce la farà… trionferà.
Lo adoro in maniera spassionata. Trovo che faccia delle cose meravigliose: i vari “Fifteen” nel mondo (forse 5 ristoranti in cui gli chef e le brigate sono composte da ragazzi giovanissimi che si erano persi in qualche mondo terribile – droga, alcool e quindi furti, strada, prigione, sfruttamento… naturalmente per familiarità per i problemi suddetti, violenze fatte o subite – insomma un gran bordello e la cosa bella è che lui, oltre ad insegnar loro un mestiere dandogli un’occasione irripetibile, gli dà fiducia. Bravo.)
I piani sull’alimentazione nelle scuole primarie in Gran Bretagna e negli Stati Uniti (dove me l’hanno anche fatto piangere – “Non permettetevi mai +!”).
Lo ha fatto anche in una mensa militare in Inghilterra (per questa scelta non ero d’accordissimo ma “transit” (Ford… Orrore… Siamo grandi… Queste battute ormai le capiscono solo quelli che sono sopra i 30… vabé.).
Jamie, Jamie, Jamie! (Tifo da stadio)
Grande.

giovedì 24 marzo 2011

Giustificazione

Sono ben 5 giorni che non inserisco una ricetta nuova, ma giuro che ho avuto da fare e tra un po’ di giorni si capirà cosa.
Comunque espongo le mie "scusette":

Compleanno di mio padre – 20/3 - che festeggeremo una settimana dopo – 27 – al ristorante – fin qui tutto comodo – ma io ho avuto la fantastica idea di dire che “assolutamente” avrei portato il dolce e così dopo aver pensato alla torta After-eight e scoperto che mio padre odia la menta soprattutto se abbinata col cioccolato, ho pensato ad una torta facile-facile… la “mimosa”... al caffè! Se riesce (e deve riuscire per forza) la pubblico.


Poi il 27, giorno del pranzo con papà, è anche il compleanno di mia sorella (avrei fatto una torta per festeggiarla - mimosa all’arancio: lei la adora ma proprio non possiamo portare due torte al ristorante, l’avrei fatta volentieri… peccato).


Poi il 26 (sabato) è il compleanno di mia figlia Mia.

Naturalmente… festa a casa nostra… da mezzogiorno (quindi anche pranzo) fino alle 11 del giorno dopo (io alle 8 mi chiudo in cucina con Pedro Bò e invece di fare cose sconce sul tavolo – 1) neanche ci sta 2) a quell'ora del mattino neanche George Clooney mi farebbe venire in mente qualcosa che non sia "biscotti", "latte", "caffé"... aaargh, la MIMOSA DI PAPA... – monto la torta di papà).

La mia mente malata ha pensato e proposto a Mia straeccitata della pensata della mamma pazza e anche incosciente (era il lontano ottobre 2010 e Mia se la legò al dito – aveva anche iniziato a preparare i bigliettini per gli inviti – io le dissi che forse era un po’ prestino per farli, che sicuramente in 5 mesi avrebbe trovato uno spazietto di tempo da dedicarci) un “Hamburger Party” (ma non nel senso che si va tutti da Mac Donald e "saluti e baci!” Noo.
Ghe pensi mi! Faccio tutto io (nella mia testa c’era: “così i bambini dopo aver mangiato un panino – fatto in casa, con l’hamburger – fatto in casa, e poi il chicken-nugget – fatto pure quello in casa e le patatine arrosto anziché fritte – diranno: ma Mac Donald fa schifo e comunicheranno al papà e alla mamma che non vorranno andarci più… e vissero tutti felici e contenti... con il colesterolo basso e Mc Donald? ...Fallirà.
Naturalmente la torta di compleanno di Mia (al cioccolato ovviamente) è obbligatoria. Checcevò?

Insomma, una vita piena.


Bastano come “scusette”.


Però una cosa importante la voglio scrivere:


L’altro ieri, il 22, sono stata alla scuola Cuciniamo-Ci di Palma D’Onofrio, dove c’era una lezione/incontro con Sal De Riso.
Quando sono tornata a casa
Pedro Bò come al solito mi ha chiesto del corso: cos’era? Con chi era? Com’era andata?
Io con un gesto della mano e con aria sognante ho detto: 
"Sal De Riso…FAVOLOSO".
Dato che non mi sembrava per nulla sconvolto dalla notizia, ho detto:
se Sal De Riso fosse un attore sarebbe o De Niro, o Anthony Hopkins, o Morgan Freeman… insomma un premio Oscar.
Ha capito.
E ora che li rivedo tutti scritti qui, tutti tronfi, tutti americani… direi Colin Firth… tieh... capirebbe benissimo e farebbbe anche "ohhhh".

venerdì 18 marzo 2011

Filone alla ricotta


300 g di farina 0
300 g di farina di Manitoba
200 g di ricotta
120 ml di latte scremato
25 g d'olio e.v.o.
20 g di zucchero o malto o miele
15 g lievito di birra fresco
1 uovo

Per impastare
potete: 
- usare una macchina del pane,  
- usare un robot,
- usare un’impastatrice,
oppure se proprio "tenete gana"... impastate a mano 

 
Con la macchina del pane:
mettere nel cestello gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; far partire il programma “impasto” (circa 1h e 30’). Lasciar lievitare la pasta nella macchina per altri trenta minuti.


Con il robot:
mettere nel bicchiere gli ingredienti nell’ordine: acqua a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; accendere il robot e far andare agitandolo, sollevandolo e inclinandolo in modo che prenda tutti gli ingredienti e si raccolga in una palla

Far andare ancora per un minuto, estrarre, raccogliere in una palla e metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Con l’impastatrice:
stesso procedimento del robot tranne che non si deve muovere e agitare e sollevare nulla.


A mano: impastare tutti gli ingredienti dopo aver sbriciolato il lievito, portato l’acqua a temperatura ambiente e averne lasciato da parte 50g (usandolo solo se l’impasto risultasse troppo secco) e mettendo l’oli per ultimo l’olio.

Impastare per almeno un quarto d’ora, sbattere violentemente l’impasto sul paiano di lavoro. Lavorare per altri 5 minuti, formare una palla, metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Dopo di che
(in qualsiasi modo siate arrivati a questo punto) prendere la palla, sgonfiarla – perché avrà raddoppiato il suo volume – rimpastarla e dividerla in 2 filoni che metterete in una teglia distanti circa 8 cm uno dall’altro.

Spalmate con un pennello da cucina (o con le mani se non l’avete) su tutta la superficie dei due filoni, l’uovo sbattuto; fare un'incisione lungo tutto il pane al centro con un coltello molto affilato; coprire con un’altra teglia e lasciar lievitare un'altra ora.
A questo punto dovrebbero essere cresciuti di volume, quindi infornare e cuocere a 220° per circa 45 minuti.

Il tempo è così vago perché dipende da:

- la grandezza dei pani,
- forno,
- se la pasta era più o meno asciutta….
Comunque un pane/panino è pronto quando il suo peso è… poco e se rivoltandolo e bussandoci sopra, suona vuoto.

giovedì 17 marzo 2011

Tortino di scarola

Pasta (tipo) brisé:
300g di farina 
75g di burro
½ bustina di lievito
acqua e sale q.b.
1 uovo

Per il ripieno:
2 cespi di scarola
80 g di olive di Gaeta 

1 manciata di pinoli 
3 spicchi d'aglio
1 peperoncino
olio extavergine d’oliva
acqua e sale q.b.
 
Pasta (tipo) brisé: mettere in un robot la farina setacciata con il lievito (passati in un colino), il burro freddo tagliato a dadini, 1/2/3 cucchiai di acqua freddissima (tenete un bicchiere in freezer per 20 minuti o in frigorifero per almeno 1 ora), fatelo andare per un paio di minuti, agitandolo come se fosse uno shaker da cocktail (sollevarlo e scuoterlo), in modo che prenda tutti gli ingredienti: si devono formare delle briciole o meglio ancora una palla. Spegnete, se la palla non si è formata, formatela voi, mettetela in una ciotola, coprite con pellicola e mettete in frigorifero per almeno mezz’ora.
Trascorso questo tempo, riprendetela dal frigorifero e dopo averla schiacciata con le mani (senza esagerare perché questo tipo di pasta - anche se è “tipo-brisé” -  teme il calore e il troppo impasto, quindi NON maneggiatela troppo (fredde, se così non fosse mettetele un attimo sotto l’acqua fredda del rubinetto, asciugatele velocemente e ricominciate)) ) dopo averla schiacciata con le mani, spianatela con il matterello ad uno spessore di circa 4 millimetri (per avere un rettangolo con uno spessore uniforme ogni 2 “mattarellate” si gira la pasta di mezzo di giro sempre nello stesso verso).
Oliate 3 tegliette (le mie erano 3 circa 10x21cm) e dividete il rettangolo di pasta e mettetela facendola aderire con il dorso della mano. Sborderà della pasta che taglierete via facendo il seguente movimento: con un coltello a lama liscia appoggiatelo al bordo, parallelo al fondo, la lama tutta interna alla teglia, tiratela verso l’esterno muovendo intorno in modo che la pasta caschi all’esterno… complicato a spiegarlo, facilissimo a farlo… mi sono capita da sola? Devo imparare a mettere i video.

Nel frattempo avrete preparato 
il ripieno: fare il soffritto con l’aglio, l’olio e il peperoncino (è molto importane che non si abbrustolisca troppo perché pregiudicherebbe la torta salata stessa) aggiungere a fuoco vivo la scarola precedentemente lessata al dente in acqua salata far andare per un minuto, mettere i pinoli e le olive, abbassare il fuoco e far andare ancora un poco (2 minuti circa).
Salare, girare e mettere sull’impasto nelle teglie, spianare e mettere sopra l’uovo sbattuto con una tazzina da caffè d’acqua e un pizzichino di sale veramente piccolo (la verdura è già salata) dopo aver intinto un pennello da cucina e messolo (non me l’ha segnalato come errore quindi si può dire) da parte.
Con il pennello intinto nell’uovo/acqua spennellare tutto il bordo.
Infornare le tre tegliette (o una teglia intera) e cuocere a 185° solo sotto per circa 35 minuti.

sabato 12 marzo 2011

Chi è Pedro Bò?

Pedro Bò... intanto la pronuncia non è Bo chiuso come la provincia di Bologna, è aperta come Bond - James Bond - anche se non indica proprio un James Bond ma ...il mio compagno.

Cioè, Pedro Bò era un personaggio che interpretava l’attore comico brasiliano Chico Anysio circa 30 anni fa.
Questo soprannome gli è stato dato da Henrique, un nostro amico regista, brasiliano (appunto), che vive a Londra da 15 anni.
Siamo andati a trovarlo a Londra a Capodanno e dopo qualche giorno Enrique ha deciso che il mio compagno ERA proprio “Pedro Bò”.
 

Pedro Bò era quello che:
vedendo un amico che palesemente sbucciava un’arancia gli chiedeva:
che fai? Ti sbucci un’arancia?
Allora l’amico gli rispondeva pazientemente:
No Pedro Bò, sto operando di strabismo un bambino di tre anni.
 

Oppure:
L’amico addentando una fetta di torta.
Pedro Bò all’amico: Ti mangi una fetta di torta, eh? (con l’aria di chi ha scoperto un segreto).
L’amico molto paziente: No Pedro Bò, sto facendo un atterraggio d’emergenza con il mio elicottero.
 

Oppure:
Sempre l’amico assorto leggendo il suo libro.
Che fai, leggi?
L’amico distoglie lo sguardo dal libro, si gira verso Pedro Bò e gli dice con molta calma:
No Pedro Bò, sto costruendo una casa con il Lego… sto scattando una fotografia… sto facendo bunchy jumping… sto impastando il pane… sto scalando l’Everest, ecc, ecc…
 

Questo è Pedro Bò e questo è il mio compagno, il padre di mia figlia, un po’ Pedra Bò anche lei (mamma dov’è il burro? Prova nel mobile delle scarpe, tra gli stivali e le scarpe da ginnastica!).
Tale padre… tale figlia.

venerdì 11 marzo 2011

Barretta ipercalorica

E’ una “barretta”: si… ma tutt’altro che dietetica.
Dico solo che Pedro Bò (il mio compagno) quando ne ha visto ancora un pezzettino in cucina, ha sparato un "maledetta", s’è ingoiato l’ultimo boccone, tutte le bricioline, ha accartocciato la teglia usa e getta, giustamente riciclata e poi ho sentito che diceva al nulla: 
“Finalmente t'ho finita! Troppo 'bbuona!”

400g tra fiocchi, riso soffiato, muesli…
100g tra uvette, albicocche secche, prugne secche…
100g di miele o malto
200g di cioccolato bianco
3 manciate di cocco

Mettere in una pentola il miele/malto farlo sciogliere ed unire i fiocchi/riso soffiato/muesli, 1 manciata di cocco, la frutta secca scelta e mescolare in modo che il miele sia ben distribuito.

Ungere 2 teglie rettangolari di alluminio con dell’olio, versarci questo composto e schiacciare con il dorso di un cucchiaio.
Sciogliere nel microonde o a bagno-maria il cioccolato bianco e distribuirlo uniformemente sulle 2 teglie dopodiché distribuire le due manciate di cocco rimanenti sulla superficie e schiacciare in modo che il cocco aderisca al cioccolato e il cioccolato aderisca ai fiocchi.
Lasciar raffreddare e quindi solidificare e tagliare a barrette con un coltello ben affilato a lama liscia.
Naturalmente si può fare anche col cioccolate fondente o al latte, ma secondo me l’accoppiata cocco/cioccolato bianco è il massimo.

Crema di topinanbur e carote

L'idea di questa ricetta l’ho presa da internet (ma non mi ricordo più da dove): nasce dall’unione di due ricette e da mie modifiche (è più forte di me).
Così è come l’ho fatta ed è venuta buonissima.


500g di topinambur biologici
2 carote grandi biologiche
1 cipollotto/ 1 cipolla
1 gambo di sedano piccolo
q.b. di acqua
q.b. di dado biologico o fatto in casa
* (io ho il mio)

Lavate benissimo carote e topinambur senza pelarli (se non fossero biologici invece pelateli anche) e affettateli. Stufate cipolla/cipollotto e sedano tritati in 1/2 cucchiaio di olio extravergine.
Unite carote e topinambur, fate insaporire per un paio di minuti e poi coprite abbondantemente di acqua e aggiungere il q.b. di dado, abbassate il fuoco (medio/basso) e coprite con un coperchio.
Fate cuocere fino a quando non saranno morbidissimi (circa 20 minuti: dipende dalla grandezza dei pezzi) e poi frullate con un frullatore a immersione. 


* Questa vellutata è vegana e vegetariana usando un dado di sola verdura.


...con questa ricetta partecipo a:

martedì 8 marzo 2011

Ciambellone al cacao di Emilia

Un altro ciambellone... ...al cioccolato... niente di nuovo all’orizzonte!
Ma guardate gli ingredienti:


In un piccolo recipiente mescolare:
75g di cacao amaro in polvere
675ml di acqua calda 


In un altro recipiente mescolare:
600g di farina bianca 00
430g di zucchero di canna
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio setacciato
1 cucchiaino e ½ di cannella
¾ di cucchiaino di sale

In un terzo recipiente:
225 ml di olio di semi di girasole (io 200, unica "modifichina" che ho fatto)
3 cucchiai di aceto di mele
vaniglia

Esecuzione:
Unire il cacao setacciato sciolto nell’acqua calda, alla miscela di olio e aceto, quindi aggiungere mescolando lentamente gli ingredienti secchi finché saranno amalgamati.
Trasferire il composto in uno stampo da ciambella grande precedentemente unto e spolverato di farina.
Infornare per circa un’ora a 180° finché la torta sarà completamente cotta. I tempi di cottura variano secondo il forno, comunque dopo 40’ fare la prova stecchino, se esce asciutto vuol dire che deve cuocere altri due minuti e il dolce è pronto.

“IL” ciambellone

E’ una ricetta di "FDM" che ho preso dal sito www.cooker.net:
- non ho cambiato una virgola nelle dosi e nel procedimento;
- il mio voto (perché do i voti alle ricette per ricordarmi il risultato) è stato “10 e *”;

- mia nonna materna non sapeva cuocere neanche un uovo al tegamino; mia nonna paterna era a 600 km di distanza, mia madre era una cuoca provetta di salati, ma di dolci... Dio ce ne scampi (...e gamberi - siamo in tema?).
Insomma, la tradizione culinaria me la sto facendo da sola (da mia madre ho fatto in tempo a farmi insegnare solo qualcosa – che ne sapevo io che dovevo tirare fuori un quaderno per le ricette?) e “il ciambellone di famiglia” è un tassello fondamentale.
Il mio primo ciambellone degno di questo nome, l'ho fatto nel 2009 con questa ricetta. 
FANTASTICO. 
Grazie FDM di Cooker.
 
Ecco la ricetta originale:
Ciambellone dei Piccoli che Piace ai Grandi


Ingredienti per 6-8 porzioni
200 gr di farina
100 gr di fecola
3 uova
170 gr di zucchero
100 gr di olio di semi (uso quello di semi di girasole)
120 gr di latte
scorza grattugiata di limone (o arancia o vaniglia)
1 bustina di lievito
sale
zucchero semolato q. b.
1 cucchiaio colmo di cacao amaro per la variante marmorizzata (facoltativo)

Preparazione
Quasi certamente vi sembrerà strano mischiare subito insieme tutti gli ingredienti, come un bel minestrone, ma sta proprio qui il segreto per la perfetta riuscita della ricetta. Ho provato infatti anche ad impastare la ciambella nel modo "classico" montando a lungo le uova con lo zucchero e aggiungendo poi pian piano il resto e unendo la farina a cucchiaiate, mescolandola con il cucchiaio di legno per non smontare tutto: vi assicuro che ho impiegato il triplo del tempo e la ciambella è cresciuta poco più della metà!

E allora... via di corsa che è tardi: in una ciotola capiente setacciare insieme la farina e la fecola, aggiungere lo zucchero, la scorza grattata del limone, l'olio, il latte a temperatura ambiente e le uova, dare una leggera mescolata con un cucchiaio di legno poi sbattere con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto omogeneo senza grumi. Unire il lievito, un pizzico di sale e mescolare ancora brevemente per amalgamare il tutto. Trasferire l'impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato, spolverare la superficie con lo zucchero semolato (che in cottura formerà una croccante crosticina) e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 40 minuti (fare la prova stecchino).

Per la variante al cacao, dividere in due l'impasto e ad una aggiungere un cucchiaio abbondante di cacao setacciato, poi trasferire nello stampo alternando cucchiaiate di impasto scuro a cucchiai di impasto chiaro così da creare un effetto marmorizzato.

lunedì 7 marzo 2011

Moelleux aux pistaches et au chocolat blanc

E' il mio “moelleux aux pistaches et au chocolat blanc”... e frutta
Naturalmente l’ho modificato e forse non è più un moelleux, comunque è buonissimo.
Il rapporto farina/burro è più accettabile dell'originale e la frutta gli da un poco più di “sanezza”. Comunque l'originale è
qui.
 
250 g di farina
70 g burro
50 g zucchero
100 g di cioccolato bianco
50 g d pistacchi
estratto di vaniglia
2 uova
100 g yogurt greco Total “0”
2 banane (o 2 mele, o 2 pere, o ½ ananas…)
1/2 bustina di lievito

1 pizzico di sale

Scaldare il forno a 160°.

Mischiare in una ciotola il burro morbido e lo zucchero fino ad ottenere una crema montata. Aggiungere le uova e continuare a montare.
Tritare grossolanamente i pistacchi e il cioccolato bianco. Unire al composto insieme allo yogurt, la farina setacciata con il lievito, la vaniglia e il sale. Mescolare il composto con delicatezza dal basso verso l’alto.
Versare in una teglia quadrata imburrata questo composto e metterci sopra le banane (o l’altra frutta scelta) fatte a fettine per lungo (infilandole di taglio altrimenti non entrano tutte).
Cuocere a 160° per circa 30 minuti.
Lasciar raffreddare per 2/3 minuti prima di sformare e tagliare a quadrotti. Spolverare con zucchero a velo.

mercoledì 2 marzo 2011

Torta di ananas e pinoli

200 g farina
200 g zucchero di canna (dulcita o muscovado)
75 g burro
3 uova
300 g ananas
50 g pinoli tostati
50 g cioccolato bianco
1 bicchierino di liquore (rum, strega, cognac)
½ bustina di lievito
buccia grattugiata di 3 limoni non trattati
un pizzico di sale

Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il pizzico di sale, fatele raddoppiare di volume e unire tutti gli altri ingredienti (farina+lievito setacciati, cioccolato tritato grossolanamente – mettetelo prima in freezer per mezz’ora, l’ananas fatto a tocchetti, pinoli tostati a secco in un padellino – devono essere “sudati”, e gli altri). Mescolate con una spatola/lecca-pentole dal basso verso l’alto e con molta delicatezza fino ad avere un composto omogeneo.
Versare in una teglia (24/26 cm) oliata/imburrata e cuocere in forno ventilato a 175° per 30/35 minuti.

martedì 1 marzo 2011

Timbales con carote viola


E' così scuro il composto interno perché è stato fatto con le carote viola*, se fossero state usate le carote arancioni sarebbe "color ragù".

Ingredienti per 12 persone

Ripieno:

800g di macinato di manzo
2 salsicce
1 grossa cipolla
800g di carote viola (le normali vanno benissimo =)
½ bottiglia di pomodoro
1 bicchiere di vino
1 cucchiaino di paprica dolce
1 cucchiaio di cannella in polvere
olio e.v.o
1 manciata di sale


Pasta (tipo) brisé:

300g di farina (0 o 00 o integrale)
75g di burro
½ bustina di lievito
acqua q.b.
sale q.b.

1 uovo per lucidare



› In una padella/tegame basso capiente, mettere l’olio, la cipolla tritata e tutte le carote tritate e far andare a fuoco vivo per circa 5 minuti. Aggiungere le carni e cuocere sempre a fuoco vivo per un minuto/due.
 
› Sfiammare con il vino, altro minuto poi aggiungere le spezie, il pomodoro, l’altra metà della bottiglia di acqua, il sale. Incoperchiare e far andare per circa mezz’ora (va regolato come un sugo: +o- di acqua, togliere il coperchio se serve, ecc. ecc…)
› Intanto fare la pasta simil-brisé: mettere in un robot la farina, il lievito, il burro freddo tagliato a dadini, 1/2/3 cucchiai di acqua freddissima (consiglio: tenete un bicchiere in freezer per 20 minuti o in frigorifero per almeno 1 ora), fatelo andare per un paio di minuti, agitandolo come se fosse uno shaker da cocktail, in modo che prenda tutti gli ingredienti: si devono formare delle briciole o meglio ancora una palla. Spegnete, se la palla non si è formata, formatela voi, mettetela in una ciotola, coprite con pellicola e mettete in frigorifero per mezz’ora.
› Trascorso questo tempo, riprendetela dal frigorifero e dopo averla schiacciata con le mani (senza esagerare perché questo tipo di pasta - anche se è “simil” - teme il calore e il troppo impasto, quindi NON maneggiatela troppo) dunque, dicevo, dopo averla schiacciata con le mani (FREDDE) spianatela con il matterello ad uno spessore di circa 3/5 millimetri in un cerchio di circa 40 cm di diametro (per avere uno spessore uniforme ogni 2 “matterellate” si gira il cerchio di pasta di ¼ di giro sempre nello stesso verso).
› Oliate una teglia con i bordi alti di circa 26 cm.
Sbattete l’uovo in una ciotolina, intingeteci copiosamente un pennello da cucina e mettetelo da parte.
Unite l’uovo al composto del ripieno (non si butta via niente) e dopo avere messo la sfoglia centrata nella teglia precedentemente oliata (quindi sborderanno circa 10 cm di pasta), con il dorso della mano morbida far aderire la pasta alla teglia. Mettere all’interno il composto e ripiegarci sopra la pasta (è una rifinitura che è bella proprio perché irregolare. Spero che dalla foto si capisca).
Con il pennello precedentemente imbevuto di uovo spennellare la pasta.
› Deve cuocere in forno a 180° per circa 45 minuti.
Servire caldo.


*carote viola: sono antiossidanti e antinfiammatorie
Non sono organismi geneticamente modificati, anzi! Le carote, quelle vere, sono viola. Già sembra strano credere che possano esistere davvero; difficile pensare poi che facciano anche bene alla salute. Eppure una recente ricerca lo conferma: le carote viola sono antinfiammatorie e antiossidanti.
Chi l’avrebbe mai detto, le carote arancioni che siamo abituati a vedere sulle nostre tavole in verità sono solo frutto di modifiche apportate dagli olandesi, che, 500 anni fa, presero le originali di colore viola e le fecero diventare arancioni in onore della dinastia regnante degli Orange, appunto.
Forse non saranno in grado di favorire l’abbronzatura, ma un team di scienziati australiani ha appurato che le carote viola possiedono ben altre proprietà: possono infatti contrastare gli effetti della malsana dieta occidentale, grazie a potenti qualità antinfiammatorie e antiossidanti.
Nelle sperimentazioni, gli studiosi dell'University of Southern Queensland, guidati dal professore di scienze biomediche Lindsay Brown, hanno sottoposto dei topini a una dieta ricca di grassi e carboidrati. E subito si sono innalzati i livelli della pressione sanguigna e dell'intolleranza al glucosio (pre-diabete). La semplice aggiunta alla dieta di succo di carote viola, pur continuando con grassi e glucidi, è però sorprendentemente riuscita a portare alla normalità tutti i valori.
A confronto con le carote arancioni, quelle viola hanno un contenuto fino a 28 volte maggiore del composto antocianina, l'antiossidante che crea il pigmento viola-rosso nei mirtilli, nei lamponi e in altre bacche commestibili. “Sono già note le loro qualità antiossidanti, che contrastano l'azione dei radicali liberi e quindi l'invecchiamento”, spiega lo scienziato. Il loro effetto di contrasto alla cattiva dieta indica che sono anche antinfiammatorie.E intanto l’estratto di carote viola già vende bene in farmacia. Ovviamente però il dottor Brown ricorda: le carote viola, o il loro estratto, potrebbero anche possedere ottime qualità per il nostro benessere, ma vanno abbinati in ogni caso a una dieta moderata e a un costante esercizio fisico.
Da TGCOM - Giovanni Rossi