lunedì 30 maggio 2011

Taralli scaldati pugliesi

E’ una ricetta pugliese molto conosciuta, è di Palma D’Onofrio (La Prova del Cuoco, S.O.S. Cuoca, Cucina and More - scuola di cucina…)
Da quello che ho capito io ci sono i “taralli scaldati” che sono bolliti e hanno un aspetto liscio e lucido e poi ci sono quelli “caserecci” (cioe' non bolliti): io preferisco i caserecci ma anche questi - meno friabili – si lasciano mangiare.


Cito da un blog di Palma del 2009:

Tarallini Pugliesi Al Finocchio
Il grano uno dei pilastri della cucina pugliese. Il grano e i prodotti da esso derivati, grande risorsa per l'economia e per la gastronomia regionale che in esso si rispecchia. Strascenate, chiancaredde, lagane, felone, fresedde, pagnocchele, passulata. Di poema in poema, l'acquasale con le frise o cialledde, cibo degli dei. Il pane poi, nelle sue svariate forme e peso, sino a 15 kg! I taralli altro prodotto tipico della regione, gettonato souvenir per i turisti che, in massa, accorrono d'estate e che in gran quantità acquistano taralli di tutte le forme e sfumature di gusto per portare a casa un gastronomico ricordo della Puglia.
La ricetta che segue è quella dei tipici taralli scaldati, ma esiste anche la possibilità di assaporarli nella versione più friabile che va direttamente in forno... ma questa è un'altra storia...


Ingredienti
1 kg di farina
300 di vino bianco
250 di olio
Sale
Semi di finocchio

Preparazione
Setacciare la farina e metterla a fontana su un tagliere, aggiungere l'olio, il vino bianco tiepido, il sale e i semi di finocchio. Lavorare la pasta fino ad ottenere un impasto sodo, farlo riposare almeno 30 minuti.
In una capiente pentola portate ad ebollizione dell' acqua in cui avrete aggiunto 1 cucchiaio di sale.
Formare i taralli ricavando dalla pasta dei bastoncini e chiuderli su se stessi sovrapponendo le estremità e schiacciandoli col dito in modo da sigillarli. Quando saranno pronti immergerli nell'acqua bollente e ritirarli con una schiumarola appena salgono a galla.
Sistemarli su di un panno, uno accanto all'altro, ad asciugare per qualche minuto.
Oliare una teglia da forno e adagiarvi i taralli.
Infornare a 200°, e far cuocere fino a che non saranno dorati e croccanti.”

Preso da www.gennarino.org “acqua” ha scritto:  

Sono di Acquaviva delle fonti (Bari). E' una ricetta antica tramandata dalle nonne che li preparavano per i loro mariti perchè li consumassero quando lavoravano nei campi, per spezzare l'appettito. Dai noi le casalinghe fanno a gara perchè riescano il più friabili possibile. ad Acquaviva si chiamano "mscuèt scallèt" ovvero "bsicotti scaldati", perchè si cuociono due volte prima in acqua bollente poi in forno.

Questa ricetta la trovate anche su:
 

venerdì 27 maggio 2011

Bavette al pesto leggero di rucola


bavette o linguine (80g a testa)
300g di rughetta
100g di primosale
100g di mandorle spellate 

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1/2 cucchiaio a testa di parmigiano
mandorle lamelle


Frullare insieme la rughetta, i 2 cucchiai d’olio extravergine, il primosale e il pizzico di sale.
Agitate il frullatore/robot/mixer aggiunte un cucchiaio d’acqua se servisse.
Scolate le bavette al dente avendo tenuto 1 tazza dell’acqua di cottura.
Mettete la pasta, il pesto e un poco d’acqua di bollitura, mantecate per un minuto e servite con una spolverata di parmigiano e con le mandorle a lamelle che avrete tostato per 1 minuto.

mercoledì 25 maggio 2011

Pasta alla “nonsibuttaniente”

E’ una pasta “per pochi intimi”, parenti molto stretti (direi compagno/marito e figli). 


 
pasta in diversi formati (fusilli + penne + rigatoni… o bavette + spaghetti + trenette… o fettuccine + tagliatelle + pappardelle… comunque sta meglio la pasta non all'uovo e corta)
sugo di arrosto o spezzatino
carne cotta di arrosto o spezzatino (pochissima)
1 cucchiaino di maizena biologica
parmigiano 


Non si deve seguire nessuna ricetta, bisogna solo fare un rapido calcolo perché i diversi formati di pasta siano cotti allo stesso momento (nella stessa pentola “ovviously”) si deve quindi buttare la pasta a scaglioni.

In un pentolino mettete il sugo, aggiungere dell’acqua di cottura in cui è stata sciolta della maizena (biologica è obbligatorio), aggiungere la piccola quantità di carne sfilacciata (non tagliata) e far cuocere per 5 minuti (se il sugo avesse troppi pezzettoni, prima di aggiungere la carne passatelo al Minipimer.
Scolate, condite nella pentola della pasta. Fate andare un nanosecondo.
Spolverata di parmigiano.
Pepe nero al mulinello (bambini pemettendo).
Servite… sempre nella stessa pentola “riovviously”.

martedì 24 maggio 2011

Torta tartufata allo yogurt


La base al cacao:
60g di zucchero di canna biondo (tipo Demerara)
2 uova
30g di farina
30g di cacao amaro
un pizzico di sale

Il “sopra” – la crema
yogurt/caffè/panna
60ml di caffè ristrettissimo
20 ml di brandy
2 cucchiai di zucchero (idem come sopra)
2 g di agar agar (se volete potete usare 5g di colla di pesce)
170g di yogurt greco “Total 0%”
200g di cioccolato
200ml di panna montata

Forno: 180° - 20/30 minuti.

Frigorifero: 2 ore

Dopo aver tirato fuori le uova dal frigorifero almeno ½ ora prima in modo che siano + o – a temperatura ambiente, montatele con lo zucchero e il pizzico di sale o con lo sbattitore o se l’avete con la planetaria* in modo che raddoppino di volume.

A questo punto versateci a pioggia e gradualmente, mescolando dal basso verso l’alto con una frusta o con una spatola, girando la ciotola, la farina e il cacao setacciati insieme (passati da un colino per evitare grumi).
Una volta omogeneo e NON smontato il composto e dopo aver unto una teglia a cerniera d circa 22cm di diametro, versateci dentro il composto e infornate a 18’°per 20/30 minuti. 

Al termine di questo tempo, sfornate e lasciate raffreddare nella teglia.
Dopo 20 minuti con un coltello di plastica girate tutt’intorno in modo che il dolce sia completamente staccato dai lati. Aprite la cerniera, toglietela e lavatela.

Nel frattempo preparate la crema:

in un pentolino a calore medio-alto mettete il caffè, il liquore e lo zucchero e far bollire per un paio di minuti.
Aggiungere e sciogliere bene l’agar agar fate bollire sempre girando per 2minuti, togliere dal fuoco e con il Minipimer unire e amalgamare questo composto allo yogurt.
Ora unite anche la panna ma mescolando con molta attenzione (quello che è sotto deve andare sopra) e girando la ciotola.
Sformate la torta (sarà abbastanza bassa e non è importante il verso – sopra… sotto… è =) in un piatto da portata, mettete l’anello della teglia, chiudete la cerniera e all’interno versate il composto yogurt/panna/caffè.
 

In frigorifero per due ore, poi: tirare fuori dal frigorifero, passare la lama di plastica tutt’intorno, aprire la cerniera, togliere l’anello, sistemare se c’è qualcosa da sistemare e servire. 


Io ho questa da 6 anni e sono tanto felice … ("soldi pochi – costa 1/3 delle più famose – spesi bene”).
Si chiama Kenwood Patissier, c'è in vari colori tipo il Kitchen Aid, ha anche l'anello paraspruzzi di plastica (utilissimo)... unica cosa non ha tutti gli accessori che hanno le altre... però il costo è interessantissimo.

Con questa ricetta partecipo al Contest: 


e anche a quello della Massaia Canterina sul caffè:

venerdì 20 maggio 2011

Dolcetto o scherzetto

Che c’entra Halloween ora? 
Intanto lui è proprio un dolcetto e poi più scherzetto di un Halloween il 20 maggio?


Dolcetti al pistacchio

Ingredienti

100 g di farina
250 g di ricotta
2 uova
80 g di zucchero di canna (Demerara)
100 g di pistacchi
½ bustina di lievito

Montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e un pizzico di sale finché non sono raddoppiate di volume e il composto risulti morbido e giallo paglierino.

Tostare i pistacchi in un pentolino a secco (senza condimento) e frullarli molto finemente (devono tirare fuori l’olio e diventare una pasta).
Mettere in una ciotola questa pasta, la ricotta non scolata (se fosse asciutta aggiungere 2 cuccchiai di acqua) e con un frullatore ad immersione frullare per almeno 3 minuti (il composto deve essere morbido e la sua consistenza avvicinarsi a quella del composto uova/zucchero).
Unire i due composti (uova/zucchero e ricotta/pistacchi) mescolare dal basso verso l’alto e rotando la ciotola in modo che venga mischiato tutto e non si smonti il composto ottenuto, unire anche la farina precedentemente setacciata con il lievito.
Mettere in una teglia quadrata antiaderente e oliata.
Cuocere a 180° per circa 30 minuti.
Una volta cotto, far raffreddare, sformare e tagliare a quadrotti di circa 5x5 cm.
Ricoprite con la cioccolata che avrete fuso a bagno-maria o nel microonde, fatta rafffreddare mescolandola (la sua temperatura deve essere + o - come quella corporea) e fatta rifondere di nuovo. Infilate gli stecchini quando il cioccolato è ancora caldo (quando si raffredderà saranno più stabili).


Con questa ricetta partecipo al Contest: 
... e anche a questo.

mercoledì 18 maggio 2011

Marmellata di fragole al profumo di limone

3 kg di fragole
4 limoni non trattati
3 mele (per la pectina)
1,4 kg di zucchero di canna (Demerara)
300 g di limoncello


Se le fragole non sono biologiche, prima di tagliarle e pulirle, sciacquatele e mettetele a bagno per 172 ora in una soluzione fatta di 1/3 acqua e 2/3 aceto (uno che costa poco).

Trascorso questo tempo, sciacquatele benissimo, pulitele e tagliatele in 4 facendo in modo che il succo che si crea con il taglio non vada perso.
Mettere in una grossa pentola non di alluminio (sarà, se vi va, quella in cui sarà cotta la marmellata) le fragole, le mele grattate e lo zucchero e mischiate bene in modo che lo zucchero tocchi tutta la frutta.
Lasciare questo composto a macerare per 24 ore girandolo 4/5 volte.
Passato questo tempo prendere 1/3 del composto (50% liquido zuccherato 50% fragole) e con un frullatore ad immersione frullarlo per renderlo omogeneo. Ora riversate questo composto ottenuto nella pentola.
Unite anche la buccia grattata dei limoni (vedere
QUI al 4 a al 5) e il limoncello, mescolate bene e cuocete per circa 1 ora. Fate la prova del piattino (come spiegato QUI al 7) e invasate.

martedì 17 maggio 2011

????????????????????

Aiuto: chi mi può spiegare che differenza c'è tra "contest", "giveaway", "blog candy" e se ce ne sono altri.
Dovrei organizzarne uno ad inizio giugno per il primo compleanno del mio blog, ma non mi ero mai soffermata a pensare alle loro differenze.

Qualcuno sa che caratteristiche hanno?

lunedì 16 maggio 2011

Riso al profumo di limone

Mi vergogno anche a pubblicarla, ma era buonissima.
Forse è talmente semplice che non ci si pensa mai a farla.

riso bianco da minestre

4 limoni biologici

olio extravergine d’oliva 


sale q.b.

 

Lessare il riso, scolarlo, condirlo con l'olio, la buccia grattata dei limoni e il sale.
Per il succo vedere qui al punto 4.

venerdì 13 maggio 2011

Budino di Kos

Cioè "Budino di Kostas".
Questa è la versione mia di un dessert che mangiai in Grecia un bel po’ di anni fa.
Mi feci dire come era fatto e ben lungi dall’immaginare della mia futura passione per la cucina, l’ho sempre custodito in una piccola parte del cervello (no nel cervelletto altrimenti avrebbe fatto una brutta fine – più che un budino ora sarebbe tipo scultura post-moderna).
Ora, dopo solamente 25 anni, l’ho voluto riprovare, eccolo qui (ho sostituito le fragole tiepide alla macedonia che ad agosto, in Grecia, in vacanza, giovani e belli – mica poi tanto "belli" - era tutta un’altra cosa e ho usato l’agar agar (che a quei tempi neanche se ne sospettava l’esistenza) invece della gelatina.
Naturalmente farei ancora un paio di modifiche, tipo:
1. le noci frantumate a pezzi più piccoli
2. … l’atra non me la ricordo più (l’avevo ripensata 2 minuti fa… ma l'ho già dimenticata.

Ma la scultura post-moderna nel mio cervelletto?... Ne vogliamo parlare?)

Ingredienti per 4 persone (4 budini):

2 barattoli di yogurt greco “Total 0%” (mi sembra 170g+170g)
50 g di zucchero
3 g di agar agar in polvere (se volete potete usare la colla di pesce)

Per la presentazione:

4/5 cucchiai di miele*
4/5 gherigli** di noci
250 g di fragole
1 cucchiaio di zucchero

* io non amo molto il miele di castagno, quindi avevo un 1000fiori normale, però se vi piace il suo amarognolo può creare un contrasto interessante… eh? Vi sono sembrata per un attimo Laura Ravaioli? No?


** dicesi “gheriglio”: metà dell’interno di una noce sgusciata… almeno credo!

Procedimento:

In un pentolino su fuoco medio, sciogliere con un cucchiaio d’acqua lo zucchero. Quando si è sciolto e non ha ancora preso colore versarlo nel bicchiere del frullatore ad immersione (o simili purché stretto e alto) con lo yogurt e dare una frullata.
Nello stesso pentolino (che si sarà raffreddato nel frattempo) sciogliere l’agar agar in 4 cucchiai d’acqua e mettere sul fuoco per 5 minuti (comunque leggete le indicazioni sul barattolo – può darsi che sbaglio qualcosa, l’unica cosa di cui sono sicura è il dosaggio: 3 grammi). Ora unirlo allo yogurt/zucchero e frullare bene.
Versare il composto nelle coppette e quando è tiepido mettere in frigorifero per almeno 1 ora.
Una volta indurito, sformarlo e mettere su ogni budino il miele, le noci frantumate e tostate in un padellino a secco. Accanto mettere un paio di cucchiai della dadolata di fragole possibilmente tiepida (nello stesso padellino delle noci mettere le fragole tagliate a cubetti, lo zucchero e un paio di cucchiai di acqua far andare a fuoco vivo girando per 2 minuti).
Servite.
Un figurone! 

Con questa ricetta partecipo al Contest: 

e a questo:

martedì 10 maggio 2011

Pan di Spagna senza uova


E’ una ricetta che in passato ho fatto molte volte presa da un libro di Gribaudo/Paragon del 2003.
La facevo non perché ero intollerante alle uova, ma prerché per me allora rompere un uovo era un’impresa, dovevo chiamare Pedro Bò per aiutarmi e dato che almeno questo aiuto glielo volevo risparmiare, preferivo questa ricetta.
Poi, imparato a rompere le uova, la facevo lo stesso perché la trovavo un poco più leggera e “bilancevole” (una volta ho usato questo impasto per fare un rotolo riempito di simil-crema pasticcera – simil perché invece di 8 rossi c’erano 4 uova intere – e quindi l’impasto e la farcia erano bilanciati).
Ora la voglio inserire perché è una torta molto utile e versatile e dato che ho ritrovato la ricetta non la voglio riperdere.


225 g di farina (meno 25g per la versione al cacao)

½ bustina di lievito
175g di zucchero (di canna)
50g di olio di girasole (e.v.oliva leggero)
250cc di acqua
aroma (vaniglia o buccia grattata di limone)
cannella (facoltativa)
25g di cacao (per la versione al cacao)
4 cuchiai di marmellata di fragole o lamponi*

Per la versione della foto:

ungete 2 teglie antiaderenti di 20 cm di diametro.
Setacciate la farina, il lievito e il cacao se lo usate e unite lo zucchero. Nella stessa ciotola versate anche l’olio, l’acqua, l’aroma scelto e miscelate bene tutti gli ingredienti per un minuto in modo che non ci siano più grumi.
Con questo impasto riempite le due teglie dividendolo equamente.
Infornate a 180° per 25-30 minuti.
A cottura ultimata (prova stecchino) tirare fuori dal forno e fatele raffreddare.
Una volta fredde sformare le due torte e lasciarle riposare (circa venti minuti) su di una gratella (vanno benissimo quelle del forno girate in modo che restino alzate e circoli l’aria sotto). Questo serve a far uscire tutta l’umidità.
Passati almeno venti minuti mettere uno dei due dischi in un piatto da dolci, spalmate la superficie con la marmellata e adagiatevi sopra l’altro.
Spolverizzate di zucchero e servite.

* Comunque nel mezzo ci potete mettere qualsiasi tipo di marmellata, crema, mousse… oppure aggiungere all’impasto mele, pere, banane (queste ultime due sono perfette se la versione della torta è al cacao).

lunedì 9 maggio 2011

Lassì di fragola


E’ una bevanda indiana che accompagna i pasti. La versione classica è al mango ma in certi posti si può trovare anche alla fragola.
E’ una versione poco dolce e un poco acidula del nostro frullato.

Fantastico... lo adoro.



Ingredienti:
250 ml di yogurt bianco magro
125 ml di latte scremato
1 cestino(100g??) di fragole
2 cucchiai rasi di zucchero
Pulite, lavate e tagliate in 4, le fragole, mettetele in freezer per un ora in un sacchettino chiuso.

Frullare prima lo yogurt, il latte e lo zucchero (in modo che lo zucchero si sciolga bene). Poi unite le fragole prese dal freezer e fulllare fino a che il composto non è omogeneo. 
Nella foto non si vede perché era passato qualche minuto, ma la consistenza era più densa.
Versare nei bicchieri… cannuccia e servire.
Così si può fare anche quello classico di mango.

domenica 8 maggio 2011

Cupcake al cacao e amarene per la mamma

Ingredienti per 24 cupcake:
200 g di farina
30 g di cacao
80 g di zucchero di canna (se non li glassate 120g)
2 uova
240 g di latte
60 g di burro fuso
24 amarene
½ bustina dii lievito

Per la glassa:

350 g di zucchero a velo
1 albume medio
1/2 succo di limone
24 amarene sciroppate
4 cucchiai dello sciroppo delle amarene 



Preparazione: preriscaldare il forno a 175°C: dopo aver setacciato la farina, il lievito, il cacao e fuso il burro mescolare in una grande terrina fino ad ottenere un composto omogeneo.
Riempire per metà ogni pirottino con l'impasto (ideale per questa operazione è il dosatore per gelati a molla).
Mettere al centro di ognuno una amarena facendo una piccola pressione (non troppo altrimenti vanno troppo infondo – se rimangono scoperte non è importante). Infornare per 20 minuti. 


Preparare la glassa:
Sbattere con uno sbattitore per almeno 5 minuti gli ingredienti e con una sacca da pasticcere coprire i dolcetti una volta raffreddati. Al centro di ognuno mettere una amarena. Rimettere i cupcake nel forno a 100° gradi per un’ora e dopo aver spento il forno lasciateli per qualche ora dentro.



venerdì 6 maggio 2011

Torta di nozze

E’ giunto il momento, tra poco gli sposi in questione festeggeranno un anno di matrimonio...
dunque dicevo che è giunto il momento di mettere la torta delle nozze di Rosa e Claudio.


La mia prima esperienza con il fondente e devo dire che a farne un’altra ci penso bene (che poi in realtà il fondente lo ha preparato Rosa con la mamma... ma mi ha detto che è stata un’esperienza impegnativa).
Comunque ecco il risultato:
(i pupazzetti li ha fatti mia figlia: penso che siano meravigliosi. Li ha fatti non con la pasta di zucchero ma con il “fimo”, un materiale tipo pongo che una volta finito di modellare si cuoce nel forno di casa – senza il minimo odore - e si indurisce. Non sapevo che sarebbero venuti così carini, ma volevo che si conservassero).


“Pasticceristicamente” parlando si tratta di una Genoise al cacao con ripieno di mousse di panna e marron-glace bagnata di acqua+zucchero+pezzetti di marrron glace fatta bollire per 15 minuti. Tutto ricoperto di “marshmallows fondant” e ornata.

mercoledì 4 maggio 2011

Crema di riso, ricotta e cannella

½ lt di latte scremato
½ lt di acqua
250gr di riso
250 g di ricotta* è la stessa nota di QUI
80 g di zucchero di canna chiaro/bianco
sale grosso q.b.
1 bacca di vaniglia
2 stecche di cannella
100 g di cioccolato fondente (facoltativo)

Preparazione:
Versate il latte e l’acqua in una casseruola quando bolle unire prima il sale grosso e poi unire il riso NON riscicquato, le due stecche di cannella, la bacca di vaniglia (dopo averla divisa a metà dal lato lungo e raschiati i suoi semini), lo zucchero.
A fuoco medio, continuando ogni tanto a mescolare portarlo a cottura e superarla di un paio di minuti, spegnere il fuoco, togliere la bacca di vaniglia e le stecche di cannella, (metterle in un colino e sciacquarle abbondantemente sotto il rubinetto dell’acqua calda e metterle ad asciugare su di un pezzo di carta da cucina, una volta più o meno asciutti metterli in una teglietta in forno a 100° per 1 ora) ed attendere 3 minuti circa prima di mettere il coperchio. Messo il coperchio lasciare gonfiare il riso per 45 minuti.
Ora aggiungere la ricotta e con un frullatore ad immersione frullare il tutto in modo che ne risulti un composto molto liscio (se fosse necessario aggiungere dell’acqua o del latte).
Mettere in bicchierini o coppette e coprire con il cioccolato fuso. Sbriciolare un poco di cannella fatta asciugare in forno, metterla sul cioccolato e mettere in frigorifero. Lasciare almeno ½ ora a raffreddare e lasciare fuori dal frigorifero 20 minuti prima di servire. (La bacca di vaniglia usata può essere frullata con un cucchiaio di zucchero e usata per profumare una torta – riciclata, quindi meno profumata ma sicuramente meglio della “vanillina”).


Con questa ricetta partecipo al Contest: 

lunedì 2 maggio 2011

Cupcake cocco e limone all'olio


Cupcake???
Adesso vanno di moda.
A New York spopolano.
Sono della famiglia dei muffin (le sorelle “sciantose” …fanatiche …smorfiose), qui in Italia devono la loro popolarità al telefilm “Sex and the city” dove sono state protagoniste di una scena e da allora sono famosissime nel mondo intero.
Per carità, sono buonissime... Ma sono tortine glassate.
...Sti americani sò fforti.

250 g di fecola di patate o frumina
150 g di zucchero di canna (Demerara)
3 uova
150 g di latte scremato o un barattolino di yogurt magro o di soia*
75 g di olio di semi
80 g di cocco essiccato/rapé
1 bustina di lievito
buccia di 2 limoni biologici
1 pizzico di sale 

acqua (se serve)
 

Per la glassa:
1 albume
100 g di zucchero a velo


Per decorare:
 
roselline di cialda


Mettere nel bicchiere del frullatore ad immersione l’olio e lo zucchero. Accendere e fare un composto tipo maionese (+ o – 5 minuti), aggiungere le uova e il latte/yogurt far andare fino a che non risulta omogeneo e montato.
Ora, dopo aver setacciato la farina con il lievito, averci aggiunto il cocco e la buccia di limone, unire questo composto di polveri a quello di uova/zucchero/olio.
Mescolare con attenzione, con calma e dal basso verso l’alto (non si deve “stressare” il glutine della farina) finché il tutto non risulta omogeneo.
In una teglia da muffin o nei pirottini di alluminio “usa e getta” mettere i pirottini di carta (io ho usato quelli di “lusso” ma vanno benissimo anche quelli semplici che si trovano al supermercato o dai “cinesi”)
e riempirli per metà del composto (qui è un’altra differenza dai muffin – oltre al procedimento – non si devono rompere in superficie – c’è da dire che poi viene coperto tutto dalla glassa…). La densità del composto deve essere morbida tipo uno yogurt. Se serve aggiungete un poco d'acqua.
Cuocere a 180° per 20/25 minuti.
Una volta raffreddati, lasciate i pirottini, coprite con la glassa (tutto il sopra, non come la foto*. Questo fa si che i cupcake si conserveranno per un paio di giorni – non avendo nessuna parte esposta all’aria, non si seccheranno).
La glassa si ottiene unendo albume e zucchero a velo e montando il tutto NON a neve ferma ma deve risultare più liquido.
Con una sacca da pasticceria coprire i cupcake di glassa.
Può succedere che dopo un’ora la glassa non si è ancora seccata (è umido, forse sta piovendo o state cucinando qualcos’altro) allora mettete in foro a 100° finché la glassa non si è indurita (1 ora/2 ore). 


* Se si usasse latte o yogurt di soia non ci sarebbero neanche i latticini.

N.B. Io ero sola a casa quando le ho fatte quindi non c’era Pedro Bò o Pedrina Bò (mia figlia) per decorarli. Ho fatto da sola (e si vede). Sicuramente voi farete qualcosa di meraviglioso. 

Con questa ricetta partecipo al Contest: