mercoledì 27 febbraio 2013

Basmati, curcuma e ceci. (è importante la NOTA in basso)

Per 5 persone:
400 gr di riso Basmati
400 gr di ceci
2 cucchiaini colmi di curcuma
la punta d'un cucchiaino di cannella
olio extra-vergine d’oliva

50g di uvetta sciacquata (facoltativo)
sale grosso q.b.
sale fino q.b.

Mettere a bagno i cei almeno 12 ore prima e poi lessarli molto al dente.

Mettere una pentola d’acqua sul fuoco e salare – come per la pastasciutta – quando bolle versare il riso e girarlo circa 5 volte.
Dopo circa 4 minuti mettere i ceci lessati, la curcuma e la cannella girando ancora. 

Al termine di 7 minuti (deve essere al dente altrimenti non rimane sgranato, comunque è sempre meglio assaggiarlo) togliere la pentola dal fuoco e prima di scolarlo riempire con acqua fredda del rubinetto e girare ancora.
Ora scolare il riso giallo con i ceci, unire l'uvetta sciacquata se si è deciso di usarla, mettere tutto in una ciotola: mettere un giro d’olio, salare, rimescolare e servire. 


Nota: Questo riso insieme a quello con feta, fagiolini e pinoli (QUI), insieme al Riso "oriente" (QUI) serviti tutti e tre con il Pane Azzimo di Artù (QUI) con le mie Kofte (QUI) o con i più semplici Bocconcini di Pollo Fintofritto normali (QUI) oppure al sesamo (QUI), fanno un "gran papocchio" di culture ma il risultato sarà veramente buono. Promesso.

sabato 23 febbraio 2013

Ho vinto!!!!!


Ho frequentato un corso di Food Writing: "La scrittura con i sensi" che si teneva alla scuola Cuochepercaso di Roma.
Era diviso in quattro giornate intere e lo teneva Stefania Aphel Barzini (La scrittrice cucinava qui, Così mangiavamo, L'ingrediente perduto, Una casalinga a Hollywood...).
Mi è piaciuto tantissimo e alla fine ho vinto anche una lezione gratuita che la scuola metteva in palio ed andava alla più brava.

La Barzini ha avuto difficoltà a scegliere perché tutte, con stili e personalità differenti, siamo state brave, ma alla fine il premio è andato a me.

Grazie Valeria
(la titolare della scuola) e grazie Stefania.

venerdì 22 febbraio 2013

Tartufi e Chicche rosa: insieme per Morena.


In realtà sono 2 ricette distinte ma io le posto insieme perché domani scade il suo Contest di febbraio ed io non ho tempo di fare 2 post separati. 

Tartufi nocciole ed arancia


La ricetta l’ho presa da QUI con delle piccole modifiche ed una copertura di cioccolato fondente e nocciole.
Volendo se ne possono fare dei CakePops – tortine a pallina con il bastoncino, tipo il leccalecca chupachups.
  


100g di farina 00
100g di farina 0
100g di zucchero
170ml di succo, polpa e buccia d’arancia non trattata
35ml di olio d’oliva
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Copertura:
30g di nocciole
70g di cioccolato fondente
30g di cioccolato bianco
2 cucchiai d’acqua

Procedimento:

Grattare la buccia dell’arancia dopodiché sbucciarla e pelarla al vivo (QUI un video che spiega la procedura) – mettere sotto una scodella in modo che non si perde il succo.
Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e montare/sbattere/mescolare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Riempire degli stampini di carta messi nell’apposita teglia a 6 oppure nelle vaschette monoporzione d’alluminio.
Infornare a 180° per circa 20-25 minuti (fare la prova stecchino).
In un padellina senza condimenti far andare a fuoco vivo per 2 minuti le nocciole, dopodichè dopo che si sono raffreddate riducetele in una polvere finissima.
Mettere in un pentolino dal fondo spesso a fuoco bassissimo, oppure a bagnomaria, oppure nel forno a microonde (sempre facendo MOLTISSIMA attenzione perché il cioccolato si brucia subito) l’acqua e quando è bollente unite i 2 cioccolati a pezzetti. Girare continuamente, unire anche la polvere di nocciole e una volta liquido ed uniforme coprire le palline scuotendo il cioccolato in eccesso e far raffreddare su della carta da forno.

Se invece si vogliono fare dei CakePops, intingete i bastoncini nel cioccolato sciolto ed infilzate le palline e mettete nel freezer per 15 minuti.
Sciogliete di nuovo il cioccolato, riprendete le palline ed intingetele in modo da coprirle. Scuoterle ed infilzarle in un blocco di polistirolo (tenuto da qualche vecchio imballaggio).


Chicche rosa
 

Sarebbero le Ginevrine: le caramelle che le nonne avevano sempre in casa. 

50g di zucchero semolato
1 cucchiaio d’acqua
½ cucchiaino di succo di rapa rossa
1 cucchiaino di sciroppo d’amarena

In una ciotolina amalgamare tutti gli ingredienti (se fosse ancora troppo solido unire un poco ancora di acqua).
Con un cucchiaino versare delle gocce del composto su un foglio di carta da forno.
Far asciugare per un paio d’ore.
 


Con queste 2 ricette vorrei partecipare a: 

mercoledì 20 febbraio 2013

"Sparabiscotti" senza glutine e senza burro

E’ lo stesso procedimento dell’ultima ricetta inserita (QUI) infatti lo ripeto. Cambiano solo le due farine: castagne e riso – senza glutine ma con molto sapore. 
 
150g di farina di riso
150g di farina di castagne
75g di zucchero di canna
150g di ricotta
70g di latte (se si usa anche il latte di soia… niente latticini)
70g di olio di mais
1 uovo
vaniglia vera (altrimenti nulla)
16 g di lievito
1 pizzico di sale

Passare in un passino le 2 farine e il lievito (quella di castagne è molto fina quindi mischiatela prima a quella di riso).
Unite l’uovo leggermente sbattuto e tutti gli altri ingredienti.
Lavorate senza comprimere troppo l’impasto ottenuto, formate in disco (20cm di diametro alto circa 5cm) e lasciate riposare coperto con della pellicola per almeno 30’ minuti.
Riprende l’impasto e riempite la sparabiscotti con la trafila che preferite (se non l’avete, fate delle palline modellando con le mani senza comprimere troppo la pasta e poi appiattitele leggermente) e su una teglia antiaderente, senza grassi, carta o tappetini di silicone, “sparate” i biscotti con un paio di centimetri tra loro.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 15’ minuti (dipende dal forno, dalla grandezza dei biscotti… insomma regolatevi voi sul loro colore. L’importante è che appena tolti saranno morbidissimi e raffreddandosi acquisteranno la loro croccantezza).

martedì 19 febbraio 2013

Ma chi ha detto che "sparabiscotti = burro"?


Questi biscotti ne sono la prova (ci vuole un poco di tempo per prepararli – ci ho messo circa 5 anni - ma dopo prove e prove e fallimenti e di nuovo prove… ci cono riuscita!).
Dicevo: questi, questi altri ed altri ancora che sto facendo da circa 1 mese, ne sono la prova provata.
E – 4 righe fa babbiavo… ehm, scherzavo – sono anche veloci e facili da fare (con o senza sparabiscotti):


150g di farina 0
150g di farina integrale
75g di zucchero di canna
150g di ricotta
70g di latte
70g di olio di mais
1 uovo
vaniglia vera (altrimenti nulla)
16 g di lievito
1 pizzico di sale

Passare in un passino le 2 farine e il lievito (rimettete dentro la crusca che rimarrà nel passino – questo passaggio serviva ad eliminare eventuali impurità delle farine… ormai queste, con tutti i controlli odierni, non ci sono più ma la procedura è rimasta perché serve ad arieggiare le farine, a distribuire al loro interno il lievito e ad eliminare eventuali suoi – del lievito – grumi).
Unite l’uovo leggermente sbattuto e tutti gli altri ingredienti.
Lavorate senza comprimere troppo l’impasto ottenuto, formate in disco (20cm di diametro alto circa 5cm) e lasciate riposare coperto con della pellicola per almeno 30’ minuti.
Riprende l’impasto e riempite la sparabiscotti con la trafila che preferite (se non l’avete, fate delle palline modellando con le mani senza comprimere troppo la pasta e poi appiattitele leggermente) e su una teglia antiaderente, senza grassi, carta o tappetini di silicone, “sparate” i biscotti con un paio di centimetri tra loro.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 15’ minuti (dipende dal forno, dalla grandezza dei biscotti… insomma regolatevi voi sul loro colore. L’importante è che appena tolti saranno morbidissimi e raffreddandosi acquisteranno la loro croccantezza)


Con questa ricetta partecipo al:

domenica 17 febbraio 2013

Tartelletta “furba” al cioccolato e arancio

E’ furba perché non ha cottura, perché è velocissima e perché a fine cena fa una scena pazzesca. 
 
Per 5 tartellette:
200g di biscotti al cioccolato*
40g di burro
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di succo d’arancia
1 conf. piccola (250g) di panna da montare
100g di cioccolato fondente
1 arancia non trattata
diavolini bianchi (facoltativi)

* Se non si hanno al cioccolato, vanno anche bene 150g di biscotti normali + 1 cucchiaino di cacao.
Se non si hanno neanche semplici: 150g di fette biscottate + 1 cucchiaio di zucchero + 1 cucchiaino di cacao.
Se non avete neanche le fette biscottate vi conviene fare dei gusci di pasta frolla o di cambiare proprio ricetta.

 

Grattare la buccia dell’arancia e tenere da parte. Sbucciarla e pelare al vivo (QUI come si fa) tenendo il succo che viene da questa operazione.
Tagliare in 3 gli spicchi ottenuti e dopo aver tenuto da parte un paio di cucchiai di succo, mettere tutto in un pentolino con il cucchiaio di zucchero. Cuocere a fuoco vivacissimo finché lo zucchero non si è sciolto e il liquido si è asciugato tutto (dovrebbero essere al massimo 5 minuti).
Tritate le fette con lo zucchero in un mixer, una volta che il composto è diventato tipo sabbia (NON tipo polvere), aggiungete il burro fuso e il succo e date un'altra brevissima frullata.
Versate il composto, ora sabbia bagnata, in una teglia da muffin o nei contenitorini usa e getta di alluminio formando una superficie compatta premendo molto bene e considerando che il bordo sara volutamente frastagliato (non saranno rifilate). Mettetele in frigorifero per almeno un’ora.
Ora in un pentolino dal fondo spesso e a fuoco bassissimo, o a bagnomaria o nel forno a microonde sciogliete il cioccolato. Mentre si raffredda, girandolo ogni tanto, montate la panna e unite le due cose con delicatezza e mischiando dal basso verso l’alto.

Ora comporre le tartellette:

nei “contenitori” di briciole mettere un paio di cucchiai abbondanti di arancia, coprire con la panna al cioccolato aiutandovi con un sac a poche o con un cucchiaio dosa gelato a molla o con due cucchiai semplici.
Spolverate con i diavoletti e la buccia d’arancia grattata tenuta da parte. 


N.B. Non deve essere fatta troppo tempo prima di servirla altrimenti il "guscio" si bagna.

venerdì 15 febbraio 2013

…e un cuore infranto e fiero per San Faustino

Oggi si festeggiano i “single”
Io ho un compagno d’oro –
Pedro Bò ...come ho già detto ieri – ma anche delle amiche d’oro che festeggiano oggi invece di ieri.
Sperando che presto questo cuore si ricomponga senza però che questo implichi che debbano scegliere frettolosamente…
Sperando che siano sempre contente… 

Intanto ecco il mio biscottino per San Faustino.

Biscotti per la sparabiscotti con pochissimo burro

300g di farina 00
50g burro
60g di robiola 

60 di ricotta
150 di zucchero di canna (Dulcita o Muscovado) 

buccia di 1 arancia non trattata
½ bustina di lievito
un pizzico di sale

Scaldare il forno a 180°.
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Mettere lo zucchero, il sale, la farina, il lievito in una ciotola e mescolare finché non si distribuiscono in maniera omogenea e si eliminano eventuali grumi.
Aggiungere anche il burro morbido, la robiola e la ricotta.
Raccogliere l’impasto in una paalla schiacciata e mettere in frigorifero a raffreddare per almeno mezz’ora.
Dopodichè riempire la sparabiscotti e su una teglia antiaderente NON imburrata e SENZA carta da forno o tappetini di silicone, “sparare” i biscotti con la formina desiderata.
Se invece non avete una sparabiscotti fate delle semplici palline che poi schiaccerete leggermente.
Cuocere per 17’ minuti a 180° gradi (sembreranno morbidi ma lasciateli raffreddare).

* E’ importante NON comprimere troppo l’impasto – ne va dela loro friabilità e ne verrebbero di meno.

giovedì 14 febbraio 2013

Un cuoricino per San Valentino.

Oggi festeggiamo la festa degli innamorati.
Io il mio amore ce l’ho sempre uguale da quasi 20 anni e nonostante in certi momenti lo attaccherei volentieri a un muro e sicuramente anche lui vorrebbe fare la stessa cosa con me… non penso che potrei vivere neanche 5 minuti senza di lui.
Ti amo Pedro Bò!
Veniamo al dolce: in realtà è una torta di riso al cioccolato che ho “truccato” per l’occasione.

Torta di riso al cioccolato, pinoli e arancia

300g di riso per minestre
50g di cioccolato fondente
50g di cacao
50g di pinoli tostati
150g di zucchero di canna (chiaro tipo Demerara)
1lt di latte parzialmente scremato (o metà acqua e metà intero)
3 uova
60g di burro
2 arance non trattate
1 bustina di lievito
1 manciatina di sale grosso

In una casseruola capiente portare a bollore il latte (o latte e acqua) con lo zucchero, la buccia grattata delle due arance e il sale, versate il riso e portatelo abbondantemente a cottura (deve essere quasi scotto) ci vorranno 15/18 minuti. State attenti che non strabordi e mescolate spesso.
Passato questo tempo il liquido si dovrebbe essere assorbito tutto, spegnete e aggiungete il cioccolato fatto a pezzetti, il burro, i pinoli precedentemente messi in un padellina “a secco” a fuoco vivace finché non “sudano” – circa un paio di minuti.
Quando il riso è freddo mettere tutto in una ciotola, unire le uova leggermente sbattute e la farina + il cacao + il lievito setacciati insieme e mescolare finché il composto non risulta omogeneo.
Mettere in una teglia oliata con un pennello e pareggiare la superficie.
Cuocere in forno già cado a 200° per 30’ minuti. Una volta freddo sformare e spolverare on abbondante zucchero a velo.
In questo caso specifico intagliare con una formina per biscotti a forma di cuore e spolverare con abbondante zucchero a velo.

martedì 12 febbraio 2013

Pane azzimo di Artù


Pesavo fosse il pane azzimo di Artù (un turco che conobbi in Turchia tanti anni fa).
Ma ho scoperto guardando la televisione che il pane di turco non ha nulla: la ricetta coincide con l’Atta Roti, pane acido, più volgarmente conosciuto come Chapati, il famoso pane indiano.
Comunque io continuerò a chiamarlo il “pane azzimo di Artù”.


150 g di farina tipo 0

150 g di farina integrale
125 g di yogurt
2 uova (facoltative: se non si usano mettere meno di 1 bicchiere d’acqua)
sale
burro
 

Sgusciare le uova in una ciotolina e sbatterle con una forchetta.
In una capace terrina setacciare le due farine, unire due abbondanti pizzichi di sale e miscelare accuratamente. Fare un foro al centro ed unire le uova sbattute.
Unire un cucchiaio di yogurt e sbattere con una forchetta amalgamando ed incorporando piano piano anche un po’ di farina.
Unire lo yogurt a cucchiaiate continuando ad amalgamare. Finito di incorporare lo yogurt, impastare a piene mani. Portare l’impasto su un tagliere infarinato, coprirlo con uno strofinaccio e farlo riposare per 5 minuti.
Nel frattempo foderare due teglie con carta da forno ed imburrarla.
Dividere l’impasto in 8 parti uguali, dargli la forma di pagnottelle, quindi appiattirle con il matterello in dischi dal diametro di 12 cm circa.
Infornare per 10 minuti in forno già caldo a 220° C, girando a metà cottura. Mettere una teglia piena d’acqua sul ripiano più basso del forno per creare la giusta umidità che permetterà al pane di essere soffice e fragrante.
Servire tiepido.

Se lo preparate in padella:
Cuocetelo in una padella antiaderente o su una piastra di ghisa infuocate entrambe.
Cuocete per 10/15’ minuti girando i pani dopo circa metà del tempo.
Attenzione a non bruciarli!

Grazie per la ricetta trovata da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/atta-roti-pane-acido
N.B. Nella fotoografia a destra è quello cotto in forno a sinistra quello in padella... 

...Non ho parole! Alla tenera età dell'età che ho;
Madre di una figlia quasi tredicenne e alta quasi quanto me...
Non so ancora qual'è la destra e qual'è la sinistra!
Cioè lo so:
la destra è quella con il pollice che succhio e la sinistra è l'altra. 
Io faccio ancora così e nonostante il mio metodo empirico a volte sbaglio.
Quindi:
Ri-N.B. Nella fotoografia a sinistra è quello cotto in forno e a destra quello cotto in padella

venerdì 8 febbraio 2013

Fritto? E che fritto sia!


Ma che sia almeno INTEGRALE.
Non nel senso che friggo tutto ciò che incontro (anche se in un certo senso avrebbe il suo perché – l’olio è nella padella… smaltirlo è comunque complicato… io e il mio compagno Pedro Bò che mi ha aiutato puzziamo già come due supplì…) ma nel senso di farina integrale e zucchero integrale (cioè di canna).
Almeno fatevi lo zucchero a velo in casa! In realtà ci sarebbe andato benissimo lo zucchero a velo di canna (QUI al 6) ma se mettevo anche quello mia figlia (erano per la sua classe) me le avrebbe tirate appresso… quindi ho usato normalissimo zucchero a velo bianco.
Nella fotografia c’è la versione al cioccolato e la versione alla cannella; io le ho fatte al cioccolato (per dei bambini, ops, ragazzi le trovo molto più adatte).
Non unite le due versioni, non nel senso che non possono stare nello stesso vassoio, ma nel senso di una stessa frappa ricoperta di zucchero a velo e cannella con striature di cioccolato fondente – secondo me cannella e cioccolato fondente stanno malissimo insieme… è solo una mia modesta opinione.
Mia figlia, conoscendo le mie fisime, mi ha chiesto preoccupatissima prima che le facessi, “Ma le fai fritte o al forno?” ed io come se la risposta fosse ovvia: “Ma fritte certo!”.
In realtà la verità è che le frappe al forno non esistono!
Cioè esistono frappe casalinghe fatte al forno, ma quelle industriali con la dicitura sul pacchetto “AL FORNO” in realtà sono pre-fritte e dopo ripassate in forno, cioè non sono più salutari di quelle normali.
Riguardo a quelle casalinghe ho una ricetta che voglio provare ma ieri sera non mi sembrava il caso di fallire e quindi ho fritto.
Poi, alla fine, sempre perché mi dispiace sprecare cose alimentari e perché la mia Titti tende già al “barattolo con 4 zampe” e perché non si butta via niente:
sapevo che i pizzoccheri (la pasta del Valtellina) si chiamano così perché originariamente si facevano prendendo pezzetti del loro apposito impasto a pizzicotti…
allora ho preso tutti i ritagli di pasta delle frappe, li ho rimpastati insieme, fatti su in una palla e da questa ho preso della pasta con dei pizzicotti dopodiché l’ho fritta…
e dato che
“…fritta è buona anche una suola di scarpa”
…questi, spolverati di zucchero a velo, sono buonissimi; ancora più buoni passati nel cioccolato fuso.
Bruttissimi ma buonissimi. 




Frappe integrali

450g di farina integrale
100g di zucchero integrale (Demerara)
50g di burro
50cc di latte scremato (oppure 25cc l. intero + 25cc acqua)
50cc di grappa (avevo dimenticato di scriverla)

vaniglia vera
1 pizzico abbondante di sale
cannella in polvere
50g di cioccolato fondente
olio per friggere

Dopo aver montato con delle fruste elettriche l’uovo (a temperatura ambiente) con lo zucchero finché questo composto non raddoppi il volume.
Unire ora il burro sciolto, il latte, la grappa e la farina setacciata e i pezzetti che rimangono nel setacciop e il sale.
Lavorare a lungo e raccogliere l’impasto in un disco alto circa 3cm che metterete a riposare in frigorifero debitamente coperto.
Passato questo tempo con la macchina sfogliatrice (Nonna Papera) e coc la rotella zigrinata formate le frappe (devono essere finissime: passatele fino al penultimo buco).
Friggetele a fuoco medio-alto per pochissimo, il tempo di buttarle e di girarle e già si imbiondiranno.
Toglietele e mettetele a scolare su carta da cucina. 

E’ importante che non riempiate troppo la padella (io friggo in una wok) perché altrimenti si abbasserà la temperatura dell’olio e non friggerà piu bene. 
Una volta fredde e scolate spolverare con lo zucchero a velo.
Sciogliete il cioccolato e con una siringa (quelle della farmacia la più grande che c’è o se siete pratici un conetto di carta forno) o al limite intingendo i rebbi di una forchetta fate delle striature direttamente nel vassoio in cui le avete messe. 





Con questa ricetta partecipo a:

volevo partecipare anche a:
  di Batuffolando.
Ma non ho la fotografia della preparazione e dato che era una regolza importante...

mercoledì 6 febbraio 2013

Biscotti della nonna con albicocche e pistacchi

Sono circa gli stessi della volta scorsa (QUI) ma con ingredienti diversi.

Dose per circa 80 biscotti:  
200g di farina
100g + 80g di zucchero di canna chiaro (io Demerara)
1 uovo
50g burro
75g latte o ricotta o yogurt (io ricotta)
100g di albicoccche secche
(invece di 250)
160g di pistacchi
½ bustina (8g) di lievito chimico
un pizzico di sale

Mettere in una terrina capiente la farina, lo zucchero e il lievito e mescolare per distribuire tra loro tutte le polveri (tranne gli 80g di zucchero che serviranno alla fine) e se ci fossero eventuali grumi romperli con le mani.
Tritare con il coltello le albicocche a pezzi molto piccoli e tritare molto finemente (con un cutter) i pistacchi – quasi una polvere. Unire alle polveri farina/zucchero/lievito, mischiare e unire anche l’uovo leggermente sbattuto con il pizzico di sale.
Mischiare un poco e poi unire il burro sciolto a bagnomaria unito al latte o ricotta o yogurt.
Mischiare fino ad avere un composto omogeneo che metterete a riposare raccolto in una palla (stringere delicatamente raccogliendolo – ne va della loro morbidezza) per almeno mezz’ora in frigorifero.
Riprendere poi l’impasto e fare delle palline poco più piccole di una nocciola con il guscio – sempre senza comprimere molto l’impasto altrimenti i biscotti saranno più duri e di meno - passarle nello zucchero messo da parte e posizionarle ben distanziate tra loro perché con il calore si allargheranno molto.
Infornare a 180° gradi per circa 15’ minuti (dipende dal forno e dalla loro grandezza) comunque quando saranno appena dorati.
Sfornate e anche se vi sembrano morbidissimi – l’importante è che siano cotti sotto – una volta freddi si induriranno e saranno pronti.

Nota:
il passaggio nello zucchero incide poco, io ho continuato a farlo perché ormai l’impasto era poco dolce. La prossima volta metterei tutti i 180g  di zucchero nell’impasto…


P.S. La prox metterò solo 100g di albicocche. Sono comunque buoni ma mi hanno detto "...con troppe albicocche". (8 febbraio 2013)

Nota di sabato 9 febbraio a colazione: Buoni!

lunedì 4 febbraio 2013

Biscotti della nonna al torrone

Questa ricetta me l’ha data Ivana del Centro Sportivo di Polizia dove vado 3 volte a settimana a fare (con molto piacere) da “cavia” a Giuseppe – se l’avessi incontrato una decina di anni fa sicuramente mi sarei risparmiata molti “disagi”. Io non ho precisamente la malattia per cui sta facendo la sperimentazione (sclerosi) coadiuvato da una neurologa dell'Ospedale Sant'Andrea, ma molti dei sintomi coincidono e quindi “mi presto” per vedere “se” (e non è un “se” ma un “non ci posso credere”) le sue idee hanno un fondamento scientifico – non impone le mani, ne dice a Lazzaro alzati e cammina, ma quando ho – con enorme difficoltà… chiaramente – riballato gli Earth, Wind & Fire… un altro po’ mi mettevo a piangere… ma non l’ho fatto… c’avevo da fare… dovevo “ballare”. 
(E a Capodanno?
Ore…? Non lo so ma tra il pranzo e la cena, eravamo in casa, eravamo tanti amici e tanto per cambiare preparavamo da mangiare, dallo stereo altissima una canzone di Jovannotti (Piove)…
Beh,
dopo 13 anni,
dopo la sedia a rotelle,
dopo tanti Taxi,
dopo la patente disabili,
dopo,
dopo,
dopo…
ho ballato di nuovo.
E a me venivano le lacrime.
E al mio compagno venivano le lacrime.
E mia figlia… Si vergognava perchè non ballavo "bene"... sempre carina).

Comunque torniamo a Ivana,
torniamo ai biscotti…
Buonissimi.
Secondo me possono essere la risposta italiana ai Cookies americani.
Anzi, forse sono anche più buoni! 



Biscotti della nonna al torrone (dose per circa 60 biscotti).
 
200g di farina
180g di zucchero
1 uovo
125g di burro (io 75g burro + 50g latte)
150g di torrone bianco duro alle mandorle
150g di mandorle
½ bustina (8g) di lievito chimico
un pizzico di sale

Mettere in una terrina capiente la farina, lo zucchero e il lievito e mescolare per distribuire tra loro tutte le polveri e se ci fossero eventuali grumi romperli con le mani. 

Unite il torrone frantumato in pezzi piccoli e le mandorle tritate anch'esse finemente.
Mischiare e unire l’uovo leggermente sbattuto con il pizzico di sale.
Mischiare un poco poi unire il burro sciolto a bagnomaria unito al latte freddo.
Mischiare fino ad avere un composto omogeneo che metterete a riposare raccolto in una palla (senza stringere troppo) per almeno mezz’ora in frigorifero.
Riprendere poi l’impasto e fare delle palline grandi come una nocciola con il guscio – sempre senza comprimere molto l’impasto altrimenti verranno biscotti meno e più duri – e posizionarle ben distanziate tra loro perché con il calore si allargheranno molto.
Infornare a 180° gradi per 12/15’ minuti (dipende dal forno e dalla loro grandezza) comunque quando i biscotti saranno appena dorati.
Sfornate e anche se vi sembrano morbidissimi – l’importante è che siano cotti sotto – lasciateli raffreddare.
Sono pronti.
Buoni,
sani e…
italiani.

sabato 2 febbraio 2013

Castagnaccio Pugliese

Direttamente da QUI, ho fatto solo delle minime modifiche e riporto il testo originale di Giulia e la ringrazio della ricetta perché è veramente facile e ottima (ah, secondo me il giorno dopo é ancora meglio).

125 gr farina 00
125 gr farina di castagne
150 gr zucchero (io di canna - Demerara)
50 ml olio oliva (io il MIO)
25 gr cacao amaro
2 uova
300 ml latte (io di soia)
1 bustina lievito

aroma vaniglia (io vaniglia vera)
buccia di limone (io no)

Mescolare le uova e lo zucchero con una frusta, a mano, ma esprimetevi come meglio preferite ;)
Aggiungere l'olio, le farine, il cacao e il lievito setacciati insieme e alternare col latte. Versare in una teglia possibilmente quadrata o rettangolare e infornare a 180° per la solita mezz'ora. Io di solito mi tengo sui 160° perchè, col mio forno, è meglio così. Anche voi, regolatevi di conseguenza.
Quando si sarà raffreddata, spolverare con abbondante zucchero a velo.

venerdì 1 febbraio 2013

Lemon Cheesecake light

L'anno scorso ne ho fatto un altro (QUI), questo ha in piuù il lemon curd, ma è indifferente.

Per una teglia da 28cm - 10 persone:
Base:

250g di biscotti assortiti (o fette biscottate + 1 cucchiaio di zucchero)
80g di pistacchi (io nocciole x’ non li avevo)

40g di burro 

40g di succo di frutta (o latte)

Crema di formaggio (parte in mezzo):

500g ricotta
200g di fiocchi di latte
100g di robiola

60g di farina 0
4 uova
100g di lemoncurd (io il mio senza burro)
100 gr di zucchero 




Copertura:
300g di lemoncurd (io sempre il mio)
2 cucchiai d’acqua

4g di agar agar


Tritate i biscotti o le fette con lo zucchero in un mixer, unire i pistacchi già tritati grossolanamente, il burro fuso e il liquido scelto. Dare qualche colpetto di accensione per avere un composto tipo sabbia bagnata (NON fina!).
Versate ora il composto in una teglia apribile di circa 28 cm di diametro, formando un fondo compatto premendo molto bene con le nocche delle dita. 

Mettete in frigorifero per almeno un’ora. 

Ora in una ciotola mettete la ricotta, i fiocchi, la robiola, le uova, lo zucchero, la farina e il lemoncurd e con un frullatore ad immersione (minipimer) mischiate bene tutto rendendo il composto omogeneo e versatelo nella teglia che avevate messo in frigorifero sul fondo indurito

Mettete in forno già caldo a 160° per 75' minuti (verificate la cottura con la lama di un coltello, una volta infilata nel centro del dolce deve uscire pulita). 
Una volta sfornato, fatelo raffreddare completamente.
Intanto avrete messo in un pentolino il curd, l'acqua e li avrete fatti bollire per 2 minuti rendendoli omogenei. Unire ora l'agar agar mischiate con il minipimer e far bollire per un altro minuto.
Versare questo composto sul dolce e far rapprendere in frigorifero appena è tiepido.
Dopo un'ora riprendere la teglia dal frigorifero, passare una lama (possibilmente di plastica o silicone) per staccare il bordo e solo dopo questa operazione aprire la cerniera. Togliere l'anello e sformare facendolo scivolare delicatamente su un piatto di portata.