martedì 26 marzo 2013

Potage

Sinceramente le dosi esatte delle verdure non me le ricordo... era un minestrone pronto però in tutto erano circa 3 kili di cui 500g di patate.

cavolfiore
patate
carote
1 cipolla
olio extravergine d’oliva
sale o dado vegetale biologico (io ho messo il mio di carne QUI

100g di tofu bianco (o robiola se non si è vegani)

Fare un soffritto con la cipolla tagliata a dadini a fuoco moderato (la cipolla deve diventare trasparente), dopodichè aggiungere tutte le altre verdure fatte a tocchetti – le patate a dadini piccoli e fatele soffriggere girandole per un paio di minuti (se le verdure sono sicuramente biologiche non le sbucciate ma spazzolatele molto attentamente sotto l’acqua corrente; intendo le carote e le patate, infatti la maggior parte delle vitamine sono nella loro buccia).
Poi aggiungete dell’acqua bollente coprendo di un dito e il dado vegetale o il sale.
Far cuocere a fuoco medio-basso girando e controllando e aggiungendo acqua se necessario fino a che non superiamo un poco la cottura – comunque “comandano” le patate.
Aggiungere ora il tofu o la robiola a pezzettini e con un frullatore ad immersione, aggiungendo ancora acqua bollente se necessario, frulliamo bene tutto.
Facciamo andare ancora per un paio di minuti.
Spegniamo il fuoco.
Ultima veloce frullata (GRAZIE minipimer).
Et voila… le potage. 

Con questa ricetta partecipo al contest di marzo:

venerdì 22 marzo 2013

Marmell... ops... Confettura di ananas e rum


1 kilo di ananas sbucciato*
400g di zucchero di canna
100g di rum biondo
100cc di succo di limone

Mettete tutto a bollire su fuoco vivace per 20 minuti, abbassate e frullate tutto con un frullatore ad immersiome direttamente nella pentola.
Riaccendere e fate andare a fuoco basso per 5 o 10 minuti (dipende da quanto è soda); invasare in barattoli sterili (vedi QUI al n.16) incoperchiare e tenere capovolti per almeno 5 ore.

* usate anche il cuore (quello duro che di solito si butta e anche il liquido che fa quando si pulisce... insomma utilizzate il più possibile pesando tutto).

giovedì 21 marzo 2013

Very inspiring Blogger Award:

Questo fantastico premio l’ho ricevuto da
Una Fetta Di Paradiso
che ringrazio tantissimo.
Le regole del premio sono:
Copia e inserisci il premio in un post;
Ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog;
Racconta 7 cose di te;
Nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca.

Scrivere 7 cose di me…
Scriverò di 7 miei difetti (cioè un paio saranno veri, gli altri sarò costretta ad inventarli):


1. Sono testarda ma come un ariete che ci sbatte le corna e poi dopo cinque minuti ci risbatte e dopo ancora cinque minuti ci sbatte di nuovo.

2. Sono anche golosa – forse non è il termine giusto perché non mi piacciono solo i dolci, adoro anche i salati, gli sciapi, i piccanti, i gelati, i frullati, le centrifughe e i gelati sciolti (che sono come i frappé), gli yogurt greci (che con tanta fantasia, un po’ di frutta secca, qualche fiocco d’avena e un po’ di succo d’acero sembrano dei veri dessert)…
Insomma mi piace tutto ciò che è commestibile (cavoletti di Bruxelles: li adorooo! - ma
per etica non mangerei mai il “foie gras”  non lo voglio assaggiare, non l’ho assaggiato e mai lo assaggerò - per schifo non magerei mai il rognone o il cuore o qualsiasi tipo di oggetto classificato come “interiora”, - la trippa? Mi piaceva solo quella che faceva mia mamma, non vado matta per il pesce con le spine (riesco a trovare una spina al primo boccone nonostante la persona che me lo ha pulito – io non posso… sono malata tipo di Parkinson n.d.a. – giura spergiura e rigiura che non c’è assolutamente più nessuna spina… 
Anche se, il mio compagno Pedro Bò, con infinita pazienza pulisce il pesce in una maniera tale che sembra di mangiare un bastoncinodipesceFindus – si lo so è un paragone del cavolo ma li non ho mai trovato neanche una spina). 
Tutto questo per dire che mi piace anche il pesce con le spine.
Insomma mi piace QUASI tutto.
Non sono un tipo onnivoro, ma neanche un “palato fino” piuttosto un “palato esagerato”.

3. Sono anche un po’ invidiosa: sono ben felice che un’altra persona vinca al posto mio ma ogni tanto mi piacerebbe essere io la vincitrice.
D'altronde l’importante è anche vincere non sempre e solo partecipare.

4. Stavo dimenticando... sono permalosa oltre i livelli di guardia: a volte mi ritrovo a prendermela per qualche critica che mi fa mia figlia Mia (13). 

Poi mi rendo conto, faccio finta di niente e sorrido con nonchalance.

5. Sono anche molto timida: secondo me la timidezza fa parte dei difetti – almeno io lo vivo come tale: quante volte ho partecipato a dei corsi di dolci o pane o di qualche metodologia di cucina particolare e mi sono ritrovata nel mio angoletto con tante cose da dire ma nessuno a cui dirle (la mia disabilità poi non aiuta: sono comunque fuori dal gruppo, mi trattano tutti con”i guanti bianchi” troppo bianchi, oppure fanno prima, evitano complicazioni e non mi trattano affatto. Sigh).
 

6. Sono disordinata: nonostante io asserisca con forza di essere molto ordinata a modo mio…
Io sono irrimediabilmente, tremendamente, grandemente disordinata e mia figlia - per tornare a lei - purtroppo
insieme ai cappelli ricci, insieme alla timidezza, ha preso da me anche il "disordine".

7. Ultimo difetto che si ripercuote sulla cucina, in special modo sulla “pasticceria” e il mio pressappochismo - quante torte e biscotti ho buttato prima di capire che la pasticceria ha bisogno di precisione, di regole, non ci si può e non si deve improvvisare:
se nella ricetta c’è scritto che i grammi di farina devono essere 162 si può stare in un range tra 155g e i 165g ma non 170 grammi!
Se si dice che farina e lievito devono essere setacciati… farina e lievito devono essere "assolutamente" setacciati... 

Pena:
L'insuccesso.
L'onta.
La vergogna.
N.B. Io comunque continuo a fare esperimenti e vado a cercare ricette che differiscono per qualche grammo in meno di burro o di zucchero... è più forte di me!

E dopo questo bel quadretto di difetti con il quale sicuramente ho risparmiato molti euro di terapia, nomino i 15 blog a cui voglio dare il premio e zitta zitta me ne vado al Centro Commerciale Roma Est con mia figlia (cosa devo comprare?? Piatti e già che ci sono comprerò una teglia – ne ho PROPRIO bisogno).

1. http://squisitocooking.blogspot.it/
2. http://cocomerorosso.blogspot.it/
3. http://burro-e-miele.blogspot.it/
4. http://ledolcissimecreazioni.blogspot.it/
5. http://morenaincucina.blogspot.it/
6. http://www.monpetitbistrot.com/
7. http://glu-fri.blogspot.it/
8. http://diariodellemiericette.blogspot.it/
9. http://lagattacolpiattochescotta.blogspot.it/
10. http://giuliapignatelli.blogspot.it/
11. http://www.lacucinadimarble.it/index.php
12. http://cucinandoconpaola.blogspot.it/
13. http://fiordirosmarino.blogspot.it/
14. http://www.fotocibiamo.com/
15. http://zagaraecedro.blogspot.it/

Grazie del premio!

Dann

lunedì 18 marzo 2013

Crema delicata all’arancia

E’ senza glutine, senza latticini, con 1 solo uovo… è veramente molto leggera… DELICATA. 
 
Ingredienti:
3 arance non trattate
80g di amido di mais
100+200g di zucchero di canna bianco o Demerara
1 uovo
700+100cc di acqua
vaniglia vera (facoltativo)

Mettere l’uovo a temperatura ambiente, la vaniglia e lo zucchero in una ciotola e montare bene. Aggiungere pian piano l'amido sciolto nei 100cc d’acqua fredda; contemporaneamente mettere sul fuoco la buccia di 2 arance tolta con un pelapatate (non deve esserci il bianco perché è amaro) con i 700cc d’acqua e far bollire per 5 minuti. Dopodiché toglite tutte le scorze* e aggiungere a filo il composto uovo/zucchero/amido e girare finché non è tutto ben amalgamato .
Mettere nuovamente sul fuoco continuando a mischiare ancora con una frusta; appena bolle abbassare e continuare a girare. Se si fossero creati dei grumi date una frullata con il minipimer che la renderà più liquida; se così fosse fatela rassodare ancora sul fuoco.
Se avete usato un pentolino con il fondo spesso, toglietela subito a fine cottura altrimenti continua a cuocere e si rassoda troppo.
Non ci sarà bisogno di coprirla perché non essendoci il latte raffreddandosi non si creerà la “pellicina”.
Mettere in coppette monoporzione e far raffreddare.

Nel frattempo tagliate a fette la terza arancia, spremete le altre due e mettete il succo, le fette, i 200g di zucchero in una padella facendo andare a fuoco vivace inclinando e roteandola in modo che lo zucchero si sciolga tutto.
Dopo 5 minuti girare delicatamente le fette e far andare finché non si è assorbito tutto il liquido e le arance sono abbastanza asciutte (tutta questa operazione ha bisogno di un controllo continuo).
Fate raffreddare le arance candite e poi posizionate sulla crema che nel frattempo si sarà solidificata e servite.

P.S. Sarebbe meglio tagliare almeno in quarti le fettine.


* Non buttarle: farle asciugare poi tritarle ed usarle per profumare qualche dolce. 

martedì 12 marzo 2013

Gara di Torte (Eataly, Roma - 2013).

9a su 41
partecipanti
(Pensavo peggio).

In realtà alla fine sono andata via indignata (aveva vinto una torta da pasticceria e la motivazione dei giudici pasticceri era che sembrava una torta da acquisto - tanto di capello ma io non sapevo si premiasse anche l'estetica... non avrei partecipato!*) e senza aver assaggiato niente – per me i “buffet” sono veramente tanto complicati, anzi oserei dire, impossibili – e senza che nessuno assaggiasse la mia torta - in confronto alle altre non aveva un "bella faccia".
Insomma pensavo di aver fatto proprio pena… 
Invece.
La mia torta oltre ad essere palesemente "casalinga", puntava tutto sulla italianità e genuinità degli ingredienti - quindi ho scelto tutto biologico e quando possibile anche a "kilometri zero" (sono scelte che faccio normalmemnte senza essere però "talebana").
La mia scelta pare abbia pagato (non molto ma un poco ha pagato).

* con il senno di poi:
c'era una torta bellissima, coloratissima, con un nome altisonante, appena l'ho vista ho pensato "Questa vince!"...
beh...
è arrivata 41a (cioè ULTIMA, hi, hi, hi!).
MOLTO CATTIVA! 

Torta di mamma Italia

300g farina 00
120g zucchero
3 uova
200g robiola
50+10g pinoli
3 pere kaiser
20g miele 1000 fiori (o Eucalipto o Arancio)
50g burro
16g lievito
 
un pizzico di vaniglia vera in polvere
un pizzico di sale scarso


Procedimento:
Ho montato le uova a temperatura ambiente con lo zucchero finché non hanno raddoppiato o triplicato il loro volume.
Ho setacciato la farina con il lievito, aggiunto il pizzico di sale e la polvere di vaniglia e messo da parte.
In una padella ho fatto dorare il burro, unito i pinoli (tranne 10g che ho usato dopo) e fatti dorare anch'essi poi ho unito le pere tagliate a dadini (se sono di provenienza biologica o comunque sicura senza trattamenti chimici: non le sbucciate perché nella buccia c'è la maggiore quantità di vitamine) e fatte cuocere per un minuto. Spento sotto la padella, messo sopra la robiola a pezzetti e senza girare perché comunque si scioglierà con il calore e messo il coperchio.
In una ciotola molto grande ho unito le uova montate e  un poco per volta ho unito le polveri mischiando con delicatezza dal basso verso l'alto con un leccapentole (spatola).
Sempre con delicatezza ho unito il composto pere/pinoli/robiola che nel frattempo si è raffreddato.  Mischiato ancora delicatamente dal basso verso l'alto.
Riempito una teglia antiaderente da 26cm precedentemente oliata con un pennello da cucina (io non uso infarinare perché secondo me sporca la torta - e le mie torte già non "brillano" per la loro bellezza) e messo sulla superficie i pinoli che avevo tenuto da parte.
Cotto nel forno preriscaldato ventilato a 180° per 45' (comunque la cottura dipende da forno a forno).
Una volta fredda l'ho sformata e spennellata con il miele sciolto su fuoco bassissimo con un cucchiaio d'acqua.

sabato 9 marzo 2013

Vi aspettiamo:


Teatro dei Conciatori
via dei Conciatori, 5 - 00154 ROMA - Tel. 06 45448982
dal 19 al 24 marzo 2013

mar. mer. gio. ven. sab. ore 21.00, domenica ore 18.00

info@teatrodeiconciatori.it

giovedì 7 marzo 2013

Patate con le mele.

Non sono impazzita.
Non è un dolce.
Non è una ricetta tradizionale dell’Oceania né della Tanzania tanto meno della Birmania.
E’ un accostamento improvvisato e coraggioso ma molto ben riuscito e molto ambito (tanto è vero che per fare la fotografia ho dovuto nasconderne una piccola porzione che comunque è sparita il giorno dopo – Pedro Bò si è dichiarato colpevole).
Naturalmente la preparazione è semplicissima da fare e nonostante sia solita usare tutto strettamente biologico e a chilometri zero e stagionale e etc. etc. Questa volta sia le patate che le mele sono comprate in un normalissimo supermercato, le ho quindi ben lavate e ben sbucciate entrambe.
Se invece fossero state biologiche avrei sicuramente - per la gioia di coloro che mangiano le mie ardite preparazioni – lasciato la buccia a le une ed alle altre, perché nelle bucce si annidano, non i “nemici dell’igiene” ma tutte le vitamine che si è soliti assumere sotto forma di costosi “pilloloni”.
Orsù proviam e poi mangiam.

P.S. Nonostante il tentativo di un italiano ricercato: fino alla fine non ci sono arrivata.
Spero apprezziate lo stesso e soprattutto spero che apprezziate la preparazione.

 
600g/800g di patate
300g/400g di mele (io Golden)
100g di lonza
2 bicchieri di vino bianco per cucinare
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva (io il mio: QUESTO)
pepe nero al mulinello (io l’avevo finito)
sale q.b.

Sbucciare e tagliare a dadini patate e mele.
Da una fetta di lonza alta 5mm ho ricavato dei cubetti.
Ho messo tutti gli ingredienti in una ciotola o direttamente nella teglia ho mescolato con le mani in modo ce ilsale sia sciolto e tutto il liquido uniformente distribuito (non vi preoccupate se vi sembrerà eccessivamente bagnato: poi si assorbirà tutto).
Ho cotto per circa 30' minuti a 200° gradi mischiando di tanto in tanto facendo attenzione a non farle attaccare al fondo ma senza spappolarle.
Una volta tirate fuori dal forno e fatte raffreddae un po’ le ho assaggiate e, dato che serviva, le ho ancora regolate di sale.
Mischiate di nuovo le ho portate a tavola.

lunedì 4 marzo 2013

Orzo e scarola


orzo (2 tazzine da caffè a persona)
1.200g di scarola (vedi QUI)
100g
(circa) di olive di Gaeta snocciolate
80g di pinoli
olio extra-vergine d'oliva

3 spicchi d’aglio
peperoncino
sale q.b.

Scarola:
ho fatto il soffritto con l’aglio, l’olio e il peperoncino (è molto importane che il fuoco non sia “violento”, “alto” si, ma che non abbrustolisca troppo perché si avrebbe un sapore molto forte che pregiudicherebbe il risultato) ho dunque aggiunto sempre a fuoco vivo la scarola precedentemente lessata al dente in acqua salata e scolata molto attentamente, messo anche i pinoli e le olive e fatto andare per un minuto muovendo in modo che tutto si insaporisca nel soffritto; dopodichè ho abbassato il fuoco, messo il coperchio e fatto andare ancora per un paio di minuti.

Orzo:
nel frattempo ho lessato l’orzo al dente e dopo circa 10 minuti di cottura ho riempito una tazza dell’acqua di cottura e messa da parte.
Dopo 15 minuti (questo era il tempo indicato sulla confezione) ho scolato l’orzo e versato in una padella capiente dove avevo precedentemente messo la scarola (dovrebbe bastare il suo olio altrimenti mettetecene ancora un poco - senza esagerare). Dovrebbe bastare anche il liquido se invece ne servisse ancora usate un poco dell’acqua della tazza.

Scarola+orzo:
sempre sul fuoco alto ho fatto andare per un minuto mescolando in modo che si asciughi e amalgami tutto.
E’ pronto!

domenica 3 marzo 2013

200!!!

 

Sara è la duecentesima follower di
www.cucinaamoremio.com:
HA VINTO
un "Pronto-Cucina" che le sarà
spedito al più presto.
Brava Sara!
Ecco il collegamento al suo blog:

sabato 2 marzo 2013

Biscottini del riciclo


300g di avanzi d torta al cioccolato
100cc di latte scremato (50cc l. intero + 50cc acqua)
1 cucchiaino di zucchero di canna chiaro 

zucchero a velo

Mettere tutti gli ingredienti nel robot e azionatelo fino a che non si riduce tutto a delle grosse briciole.
Versare tuto in una teglia quadrata antiaderente oliata o in una in silicone sempre quadrata.
Pressate leggermene in modo da compattare il tutto e infornate in forno già caldo a 180° gradi per 15’ minuti.
Sfornate la teglia e fate raffreddare. Una volta freddo sformate e tagliate in rettangoli più o meno 2x4cm e spolverartei di abbondante zucchero a velo (ideale sarebbe lo zucchero a velo di canna QUI al n.6).