lunedì 29 luglio 2013

Sherbet light alla menta


E' un'idea fissa che ciclicamente ripropongo con qualche piccola modifica...
http://www.cucinaamoremio.com/2010/10/gelato-latte-e-menta-sherbet.html


250 g ricotta (QUI al n.25)
250 g di latte scremato
40 g di sciroppo di menta
20 g di sciroppo di orzata
30 g di zucchero
1 manciata di foglie di menta (6 per decorare)


Mettere le foglie di menta nel latte con lo zucchhero in un pentolino e fate prendere il bollore, spegnere e lasciar raffreddare.

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e con un frullatore ad immersione frullate fino a rendere il composto omogeneo.
Mettete questo composto nella gelatiera e fate andare per circa 30 minuti.
Servite in coppette guarnendone ognuna con una foglia di menta.

mercoledì 24 luglio 2013

Cetrioli & Menta

Per questa semplicissima ricetta devo ringraziare la Vergara, la Signora Luciana, cuoca e propietaria di un ristorante qui a Roma sulla Giustiniana dove si mangia sempre benissimo e dove una settimana fa ho preso questa semplicissimo contorno che mi è piaciuto talmente tanto che ho già rifatto un paio di volte.

3 cetrioli
10/15 foglie di menta
olio extravergine d'oliva
sale

Sbucciare e tagliare a cubetti i cetrioli mettere in una insalatiera condire con olio buono, foglie di menta e sale.

IMPORTANTE: dopo aver condito lasciare a temperatura ambiente per almeno un quarto d'ora, rimischiare e mangiare.

domenica 21 luglio 2013

É l'uovo per me, fatto apposta per me…

Nel 1964 Mina cantava QUESTA canzone ed io non me la ricordo da allora perché ero appena nata ma in seguito l’ho sentita 1000 volte e so che mina non me ne vorrà se l’ho pensata, storpiata e usata. 
 
1 uovo
½ fetta (h=0,5mm) di gambuccio un po’ grasso
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero di canna
4 pomodorini
1 cucchiaio di parmigiano
pepe nero
olio extravergine d’oliva

Tagliare a dadini il gambuccio e rosolarlo senza condimento finché il calore scioglie quel poco di grasso.
Unire lo zucchero e l’aceto balsamico e i pomodorini tagliati a metà.
In una cocottina dopo averla leggermente unta con l’olio, mettete sulla base un paio di cucchiai di prosciutto/aceto/pomodorini… un uovo precedentemente aperto in un’altra terrina e sopra un paio cucchiaio di prosciutto/aceto/pomodorini… e una spolverata di parmigiano.
Mettere in forno a 190° per circa 5 minuti.
Servite direttamente da forno la cocottina su un piatto di servizio avvisando che è bollente.

N.B. Non è una dimenticanza ma non c’è il sale perché con il gambuccio abbrustolito ed il parmigiano secondo me non serve.

giovedì 18 luglio 2013

Evviva, una torta tutta rotta come si deve!


Una torta simile a questa fantastica: al cioccolato, tutta rotta, tutta storta... 
la mangiai circa 9 anni fa, la portarono degli amici di lavoro di Pedro Bò per una cena a casa da noi. Allora non brillavo, nonostante la buna volontà, per i miei dolci ma brillavo da sempre per la mia innata golosità e quindi quando mi chiesero cosa preferivo che portassero risposi subito "portate il dolce".
Mi arrivò un dolce similissimo a questo accompagnato da panna montata (perfetto accompagnamento… io cerco di usare la panna il meno possibile, la sostituisco con lo yogurt greco “Total 0%”, con la ricotta, non la metto sul cono, non la uso per le mie mousse (QUI, QUI, QUI)…
Ma “quando ce vo ce vo”)!

Comunque lì per lì non chiesi la ricetta all’artefice di cotanta bontà (ciao e grazie Maricetta), poi finì il lavoro a Pedro Bò, ci perdemmo di vista e comunque la torta mi rimase impressa e in tutti questi anni cercai la ricetta perfetta.
Poi per sbaglio seguendo la ricetta di una Torta Caprese con coulisse di lamponi (poi ho usato una mia ricetta sicura e sperimentata più volte - QUI) che mi avevano detto fosse fantastica, con la sola modifica di abbassare la quantità di burro da 250g a 100g e al suo posto l’aggiunta di ricotta…
E’ venuta inaspettatamente questa qui.
FINALMENTE!
Ora la ricetta me la tengo ben stretta e anche se “Paganini non ripete” penso proprio che questa ricetta la ripeterò.
Mica sono Paganini!!!
Io ripeto e spero che l’errore venga bene.


Ingredienti:
250g di mandorle con la pelle
300g di cioccolato fondente (non oltre il 70%)
200g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
6 uova “0”
100g di burro
200g di ricotta (QUI al 25)
1/2 cucchiaino di sale

Procedimento:
Tenere le uova a temperatura ambiente per almeno ½ ora..
Montare le uova con metà dello zucchero e il pizzico di sale (devono triplicare il loro volume. Diventeranno gonfie, sode e giallino chiarissimo).
Tostare le mandorle in un padellina a secco per un paio di minuti, spegnere il fuoco e lasciarle raffreddare; in un robot aggiungete l'altra metà dello zucchero e tritatele molto finemente.
Mettete in un pentolino a fuoco bassissimo il burro e il cioccolato spezzettato per farli fondere oppure usate il microonde, fate raffreddare.Unite insieme la farina delle mandorle in una grande terrina e mischiate in modo che il composto risulti omogeneo. Ora unitelo al composto di uova/zucchero mescolando con molta cura e delicatezza, usando un “leccapentole” dal basso verso l’alto e girando la ciotola ad ogni spatolata di un quarto di giro (devono essere puliti i bordi e dovete prendere il composto dappertutto).
Prendete una teglia a cerniera e antiaderente da 28/30 cm precedentemente unta d'olio con un pennello, versate il composto (NON lo sbattete sul piano per livellarlo) e cuocete nel forno già alla temperatura di 170° per 35’ minuti (il tempo di cottura dipende tantissimo dal forno… controllate senza aprire mai per mezz’ora e poi tiratela fuori e infilzatela al centro con uno stecchino se esce pulito vuole dire che il dolce è pronto altrimenti proseguite per altri 5 minuti, comunque questa torta non deve essere secca deve risultare umida tipo “Brownies” – una volta tirato fuori lo stecchino pulito poggiatelo sopra le labbra sotto il naso, dove sono i baffetti: è una parte molto sensibile e si sente se è leggermente umido).
Fate raffreddare ed importantissimo prima di aprire la cerniera della teglia fate un giro tutt’intorno con la spatola leccapentole o con un coltellino di plastica in modo che la torta sia tutta ben staccata.
Ora aprite la cerniera togliete l’anello e sempre con la stessa spatola, infilandola di piatto, aiutatevi a sformarla e spostarla sulla grata del forno rivoltata dove starà per mezz’ora (se potete altrimenti servite).

mercoledì 17 luglio 2013

Re-Torta di cocco (vecchia ma nuova)

Questa torta è del giugno 2010 ma da allora l'ho fatta tante volte. E' stata di ispirazione per molte altre sempre con altra frutta fresca o secca.
Ho fatto delle piccolissime modifiche ma l'originale è QUI.

Ingredienti: 
250g di farina 00 
120g di zucchero di canna (Demerara)
250g di ricotta (vedi QUI al n. 25)
40g di burro
3 uova
150g di cocco fresco grattato*
150g di latte
di cocco* (vedi QUI al n. 13) 
1 yogurt magro
1 bustina di lievito per torte salate

semini o estratto di vaniglia

Preparazione:
Lavorare lo zucchero con le uova, fino a che non sono raddoppiati o quasi triplicati di volume
(vedi QUI al n. 19)
Dopo aver mescolato insieme in un'altra ciotola il burro morbido, la ricotta passata in un colino, lo yogurt, il cocco, il latte di cocco* e la vaniglia in modo da ottenere un composto liscio unire al composto uova/zucchero molto delicatamente aiutandovi con una spatola, con movimenti dal basso verso l'alto e girando la ciotola ad ogni girata ed unendo a piccole dosi anche la farina setacciata con il lievito lasciandola cadere a pioggia senza sgonfiare il composto.
Versare il composto ottenuto in una teglia quadrata di circa 24 cm e infornare per circa 40 minuti. Farla raffreddare, tagliarla a pezzi quadrati (circa 5x5) e servire. 


* I 40g di cocco con cui ho fatto il latte di cocco fanno parte dei 150g (contorta  come spiegazione!??!? Mi sono capida solo io??? 
Speriamo di no).

martedì 16 luglio 2013

Pan de’ Casonsèi

I "casonsèi" sono dei ravioli di rapa rossa, patata e papavero, tipici di Cortina, ecc. Ho voluto mettere la ricetta di questo pane, perché è più rara e comunque è un pane adattissimo ad affettati (specialmente Speck) e formaggi (tome, brie, camembert...).
Si lo so, è un pane molto invernale che poco si addice al caldo infernale di oggi...
ma l'ho fatto (anzi rifatto perché la ricetta originale
dell'8 giugno 2010 è la prima di questo blog QUI - solamente con un paio di modifiche) 3 settimane fa e nonostante fosse giugno inoltrato la giornata e il clima erano freddi e grigi da inizio febbraio... quindi questa ricetta era azzeccatissima.
 
Ingredienti per 6 porzioni:
300gr farina di segale
300gr farina di Manitoba
150gr patata lessa (pesata cruda)
15gr lievito di birra fresco
30gr burro
100gr latte
200gr succo o purè di rapa rossa (barbabietola)
20gr zucchero o malto o miele
2 cucchiai di semi di papavero
15gr sale

Per decorare:
1 cucchiaio di semi di papavero
1 uovo sbattuto

Preparazione: mettete nella planetaria (QUI al n° 23) il lievito sbriciolato, il latte tiepido uniti in precedenza con lo zucchero/malto/miele (così si scioglie meglio e la temperatura del latte scende un poco), le patate e la barbabietola lessate e schiacciate (tipo purè), le farine setacciate, i semi di papavero, burro fuso tiepido e acqua se serve.
Impastare il tutto, formare una palla e lasciare lievitare coperta per un’ora e mezza nel forno spento.
Se si usa la macchina del pane selezionare il programma “impasto” o “dought” (dura circa un’ora e mezzo) che mischierà il tutto e farà la prima lievitazione (procedere poi come di seguito).
Trascorso questo tempo, riprendere la palla, sgonfiarla e lavorarla (fare un rettangolo, piegare a portafoglio - in tre - girare spianare ancora in un rettangolo, piegare a portafoglio, girare, di nuovo formare un rettangolo, portafogli...).

finché la past non risulta della consistenza del lobo dell'orecchio.
Quindi formare un salsicciotto dopo aver arrotolato un rettangolo
- in questo caso ho messo il filoncino nello stampo a cassetta oliato con il pennello riempiendo solo a metà dell'altezza dello stampo – e far lievitare ancora per 30’ in un posto al riparo da correnti d’aria (ancora nel forno spento è l'ideale).
Quando l'impasto ha almeno raddoppiato il suo volume, il pane è pronto da infornare.
Prima di infornare spennellare molto delicatamente con l’uovo intero leggermente sbattuto il pane, spolverare con i semi di papavero.

Ora potete infornare a 200° per circa 40 minuti dopo aver fatto il fondamentale  “colpo di vapore” (QUI al n° 24).

sabato 13 luglio 2013

Piccoli plumcake capresi

E' lo stesso impasto di questa torta QUI, cioè stessi igredienti, stesso procedimento...
Cambia solo il tempo di cottura (io li ho cotti per 25 minuti) perché questi devono essere più asciutti e ancora differente è l'orario ideale per mangiarli: questi sono dolcetti da colazione, al limite a metà pomeriggio ma non da sera, al limite ancora da spuntino di mezzanotte!

giovedì 11 luglio 2013

Caprese e lamponi

La ricetta l'ho presa da QUI (un sito "gagliardo" di cui ci si può fidare, anche se DEVO sempre cambiare qualcosina).
Differenza in più:
ha la ricotta che io uso il più possibile perché è di molto leggera e buonissima e fa un effetto goloso. Non è come il burro, neanche come la panna ma sicuramente è più leggera. E' quella nel banco frigo (Locatelli, Pettinicchio o meglio ancora quella biologica che non mi ricordo che marca è - sta sempre nella confezione in plastica come le sorelle consumiste, ha l'etichetta verde... mah)...  
Differenze in meno:
non ha i canditi d'arancia e al posto del Cointreau ho usato un più italiano Amaretto - non per patriottismo ma per gusto.
Anche il procedimento è un po' diverso...
Insomma è un'altra torta!
Poi mi hanno consigliato di fare una mousse di ricotta per accompagnarla, ma io: dopo aver ascoltato, dopo aver annuito - quasi battendo i tacchi: perché questa persona è un "guru" della cucina per me... è uno chef "ca va sans dire" - entusiasta dell'ingrediente familiare e leggero, tornata a casa con i miei bei ingredienti naturalmente mi sono dimenticata... prima di fare la torta ho messo tutti gli ingredienti in fila sul piano - come una brava massaia aspirante chef che si rispetti - c'era anche la ricotta e non ricordando la mousse l'ho automaticamente messa all'inerno della torta. 

Ecco il perché dell'ingrediente.
Che tra l'altro sta benissimo.
L'allegerisce.
Sembra fatto apposta (va bene che la pasticceria si basa sulla precisione ma che solo alle sorelle Tatin o a quel "ganache" della ganache andò bene?
Oddio i paragonati erano pasticceri veri... Io?.. Neanche una briciolina di qualche loro creazione!)


Comunque per tornare alla mia Caprese...

Cos’è?
Perché si chiama così?

Qual'è la ricetta originale?
Posso solo dire che non ha nulla a che fare con la mozzarella, 
né con i pomodori 
e neanche con il basilico e l'olio d’oliva.
E’ una torta!
E’ buonissima!
E’ di cioccolato e mandorle!
Senza farina di grano, quindi senza glutine e coperta di zucchero a velo.
Di solito ci scrivono sopra “Caprese” o ci disegnano con il cacao i faraglioni di Capri per non confonderla con la sorella gemella del nord la signorina “Gianduia”.
Comunque, data la mia cultura da “Settimana Enigmistica”, vi conviene fare una bella ricerchina in internet (Google= "Torta Caprese" con le virgolette= circa 209.000 risultati… Arghhh!)… Sicuramente trovate qualcosina in più!



La mia Torta Caprese - per circa 12 persone (porzioni abbondanti)

Ingredienti:
300 gr di mandorle
300 gr di cioccolato fondente (non oltre il 70%)
200 gr. di zucchero di canna
6 uova
60 gr di burro
60 gr fecola di patate o amido di mais
vaniglia (l’interno di un bastoncino non la bustina!)
50cc di Amaretto
1 bustina di lievito per torte salate o biologico
1/2 cucchiaino di sale

Per decorare:
zucchero a velo
13 lamponi

Procedimento:
Tenere le uova a temperatura ambiente per almeno ½ ora e per lo stesso tempo mettere il cioccolato in frigorifero.
Montare le uova con metà dello zucchero e il pizzico di sale (devono triplicare il loro volume. Diventeranno gonfie, sode e giallino chiarissimo).
Tostare le mandorle in un padellina a secco per un paio di minuti, spegnere il fuoco e lasciatele raffreddare; in un robot aggiungete 20 grammi dei 100 rimanenti di zucchero e tritatele finemente ma non deve essere una farina, deve essere più grossolana; dopodiché unite il cioccolato frullate riducendolo ad una granella grossolana.
Sempre nel robot (senza lavarlo) unite il burro fuso, la ricotta e il liquore e fatelo andare per un paio di minuti (dovrebbero bastare ad amalgamare i tre ingredienti).
Setacciate la fecola (o amido) con il lievito nella terrina dove sono la granella di cioccolato e il trito di mandorle.
Mischiate in modo che il composto sia omogeneo. Ora unitelo al composto di uova/zucchero mescolando con molta cura e delicatezza, usando una patola dal basso verso l’alto e girando la ciotola
dopo ogni spatolata di un quarto di giro (orario o antiorario non importa l'importante è che i bordi siano puliti e che prendiate il composto dappertutto).
Prendete la teglia da 28 cm antiaderente a cerniera precedentemente imburrata, versate il composto (NON lo sbattete sul piano per livellarlo) e cuocete nel forno già alla temperatura di 180° per 30’ minuti (il tempo di cottura dipende tantissimo dal forno… controllate senza aprire mai per mezz’ora e poi tiratela fuori e infilzatela al centro con uno stecchino se esce pulito vule dire che il dolce è pronto altrimenti proseguite per altri 5 minuti).
Non deve essere secca ma leggerissimamente umida – una volta tirato fuori lo stecchino pulito poggiatelo sopra le labbra (sotto il naso, dove sono i baffetti: è una parte molto sensibile e si sente se è leggermente umido).
Fate raffreddare ed importantissimo prima di aprire la cerniera della teglia fate un giro tutt’intorno con la spatola in modo che la torta sia tutta ben staccata.
Ora aprite la cerniera togliete l’anello e sempre con la stessa spatola, infilandola di piatto, aiutatevi a sformarla e spostarla sulla grata del forno rivoltata dove starà per mezz’ora (se potete!). Spolverate di zucchero a velo e sempre con la spatola sotto aiutatevi a spostarla sul piatto di portata.
Decorate con lo zucchero a velo e mettete al centro 1 e tutt’intorno (come l'orologio) 12 lamponi.


Coulisse di lamponi

80g di lamponi fresche
40g di zucchero di canna chiaro o bianco


Lavate i lamponi  e tamponate con delicatezza e metteteli da parte. 
Frullate lo zucchero così "a secco" fino ad ottenere uno zucchero "quasi" a velo, polveroso (per facilitare questa operazione conviene "agitare" il robot scuotendolo, inclinandolo o se avete un macinacaffé usate quello perché è perfetto).  
Frullare i lamponi  con la polvere di zucchero precedentemente ottenuta. Passate al colino preferibilmente a maglie a rete metallica e schiacciate aiutandovi con la spatola (i lamponi costano molto quindi spremiamoli ben bene).

lunedì 8 luglio 2013

Cupcake base velocissimi


Uguali identici a QUESTI al limone ma questi qui non sono caratterizzati da alcun profumo specifico, quindi saranno adatti a molti tipi di glassa (vedi QUI e QUI il frosting alla ricotta, oppure QUI il frosting alla ricotta e cioccolato bianco, o anche QUI il frosting rosa sempre alla ricotta con indicazioni per ottenere una glassa colorata ma naturale. Sono tutti esempi molto leggeri e molto sani fatti per soddisfare la mia grandissima golosità senza però diventare “Cicciabombacannoniere” e neanche un alien geneticamente modificato).
Inoltre sostituendo il latte con uno yogurt (da 125g) alla frutta + 1 cucchiaio di semplice acqua
oppure
sostituendo 20g di zucchero con un cucchiaio della vostra marmellata preferita meglio ancora se fatta in casa da voi o da un “under 85”.
o anche
togliendo un cucchiaio di latte e mettendo un cucchiaio del liquore che volete…
Avrete ogni volta dei cupcake unici, leggeri e soprattutto velocissimi!

 
Ingredienti:
300g farina 00
150ml di latte scremato (o 75ml latte + 75ml acqua)
150g zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)
1 uovo e 1 tuorlo
80g di burro morbido
½ bustina lievito per dolci NON vanigliato o proprio per torte salate
1 pizzico di sale


Per la decorarazione:
1 albume a temperatura ambiente
40g di zucchero a velo
un cucchiaino di succo di limone
fiori di zucchero

Procedimento:
Accendete il forno a 180°.
Mescolate tutti gli ingredienti con un food processor: il latte/acqua bollente con burro dentro che avrà aiutato il raffreddamento/scioglimento, la farina e il lievito mescolati con un cucchiaio con lo zucchero e il pizzico di sale e infine l'uovo e il tuorlo.
Preparare i pirottini di carta (QUI al n.20) negli stampi da muffin, aggiungendo ¾ del composto (aiutandosi con un cucchiaio "a molla" da gelato è facilissimo).
Infornate a 180° per 25 minuti circa.
Una volta cotti, fateli freddare sempre nei pirottini sulla griglia del forno rivoltata che dovrebbe rimanere staccata dal piano lasciando circolare aria sotto.

Decorazione:
Mettete in una ciotola piccola l’albume, lo zucchero a velo e il succo, montate a neve morbidissima e mettete su ogni cupcake un cucchiaino di questo composto e sopra di esso un fiorelino di zucchero o della “mompariglia” (bastoncini
di zucchero piccolissimi e colorati).

P.S. Questa è solo un’idea di decorazione potete fare come vi sembra più giusto, come gli esempi leggeri che vi ho indicato oppure usando qualche classica glassa al burro americana (il web ed i libri sono pieni di queste ricette – a me personalmente non piacciono. Anzi).
Comunque potete usare la glassa che preferite… tanto loro si adattano.
 

Altro P.S. Se non utilizzate l’albume nella decorazione usate le due uova intere nell’impasto più un cucchiaio raso di farina oltre i 300g indicati.

domenica 7 luglio 2013

Rosa rosa di Rosa

L'ho fatta con il fondente rosa datomi dalla mia amica Rosa che lo ha realizzato lei stessa ed è buonissimo.
Per realizzare la rosa ho seguito un tutorial si YouTube che spiegava il procedimento passo-passo.
Purtroppo non mi sono appuntata l'indirizzo esatto comunqu se ne trovano vari.

venerdì 5 luglio 2013

Cupcake al limone

Ingredienti:
300g farina 00
150ml di latte scremato (o 75ml latte + 75ml acqua)
150g zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)  

1 uovo e 1 tuorlo
80g di burro morbido
½ bustina lievito per dolci
zeste di un limone biologico (buccia grattata)
1 pizzico di sale


 

Per la decorarazione:
1 albume a temperatura ambiente
40g di zucchero a velo
un cucchiaino di succo di limone
limoncini di zucchero

Procedimento:
Accendete il forno a 180°.
In un pentolino fate bollire il latte con dentro le zeste del limone, quando raggiunge il bollore, spengere il fuoco e lasciare in infusione per circa 30 minuti.
Mescolate tutti gli ingredienti con un food processor: il latte/acqua/zeste con burro dentro che avrà aiutato il raffreddamento/scioglimento, la farina e il lievito mescolati con un cucchiaio con lo zucchero e il pizzico di sale e infine l'uovo e il tuorlo.
Preparare i pirottini di carta
(QUI al 20) negli stampi da muffin, aggiungendo ¾ del composto (aiutandosi con un cucchiaio "a molla" da gelato è facilissimo). 
Infornate a 180° per 25 minuti circa.
Una volta cotti, fateli freddare sempre nei pirottini sulla griglia del forno rivoltata che dovrebbe rimanere staccata dal piano lasciando cicolare aria.

Decorazione:

Mettete in una ciotola piccola l’albume, lo zucchero a velo e il succo, montate a neve morbidissima e mettete su ogni cupcake un cucchiaino di questo composto e sopra di esso un limonino di zucchero o se non li avete delle zeste tenute da parte
(se vi sembra il caso raddoppiate i pirottini)
Fateli seccare per almeno un paio d'ore.

giovedì 4 luglio 2013

Gelatine alle albicocche

Bellissime e con pochissime calorie come QUESTE sono veramente facili e sane: è frutta fresca di cui solo una parte è stata portata ad alta temperatura.
Da provare! 

P.S. In giappone questi budini di frutta con l'agar-agar li chiamano "kanten": sono i dolci più leggeri in assoluto! 
Tra l'altro pare che "l’agar agar che è un’alga insapore, oltre ad essere un agente gelificante vegetale ha altri numerosi pregi: è lubrificante dell’intestino, leggermente lassativa, rilassante e stimolante della tiroide grazie al suo contenuto di iodio e quindi aumentando il metabolismo ha un piacevole effetto dimagrante!" dal blog http://blog.laviamacrobiotica.it/un-dolce-dimagrante-il-kanten-di-frutta/

 
Per 5 persone:
300+300g di albicocche denocciolate
100g di zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)
3,5g di agar-agar in polvere

Procedimento:
Direttamente in un pentolino capiente frullate 300g di albicocche con lo zucchero fino a che non si sia ben sciolto e il composto risulti omogeneo.
Unire l’agar-agar e frullate ancora un attimo. Mettete sul fuoco e fate bollire per 3/4 minuti girando con un cucchiaio.
Dopodichè unire le albicocche rimanenti tagliate in una dadolata di circa un centimetro unendo anche il liquido che sicuramente hanno fatto girando velocemente e accuratamente tutto con un cucchiaio.
Con questo composte riempite degli stampini monoporzione (io avevo questi a forma di rosa in silicone ma vanno benissimo anche quelli “usa e getta” di alluminio purché prima di versarci il composto abbiate l’accortezza di riempirli d’acqua togliendola subito lasciandoli ancora umidi.
Lasciate in frigorifero per almeno un’ora.
Al momento di servire rivoltatele e si dovrebbero staccare altrimenti aiutatevi con un coltellino se la forma ve lo consente o fate l’operazione con più “violenza” oppure, come mi ha suggerito una lettrice (Roberta Gavioli), mettete le coppette per un attimo (4 o 5 secondi) in acqua bollente senza che l'acqua arrivi fino all’orlo, girate e voilà la gelatina scenderà (Grazie Roberta!).

N.B. Per la quantità dell’agar-agar seguite le indicazioni sul vasetto. 



CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST:
 

mercoledì 3 luglio 2013

Oh pane nero, pane nero, pane ne, tu eri…


Sicuramente Lucio Battisti si rivolterà nella tomba (pensare che non è più tra noi – nonostante ci sia – mi fa ancora effetto) ma non posso fare a meno di storpiare questa sua canzone.
Si presta proprio all’occasione…
Come d’altronde quella vera si prestava a molte occasioni…
Ma parliamo di ingredienti, farina, lievitazione, ecc. ecc. 

 
330g di farina di segale integrale
330g di farina di grano integrale
330g di farina Manitoba
150g di fiocchi d’avena
500cc di acqua
25g di malto o miele* o succo d’agave o zucchero di canna
15g di lievito di birra
40cc di olio exttravergine d’oliva

* con un gusto non troppo “invadente” .


Per il procedimento...
Vedere QUI o QUI o QUI o anche QUI:
...più la data è vicina ad oggi e più la mia esperienza migliora – sarebbe perfetto oggi ma se non mangio qualche cosa svengo e solo la fotografia non serve a sfamarmi.
Sono già le nove…
Scappo!!!!!!!