Nasce, ‹‹Cotto e Bruciato›› (da una inconsapevole idea di Leonardo Malà: giornalista, scrittore, sceneggiatore, nonché mio amico), la rubrica di www.cucinaamoremio.com in cui appariranno gli strafalcioni, gli sfondoni, le pazzie che avete visto in TV, letto su qualche rivista o in internet, sentito alla radio o anche che ha detto vostra nonna/o (naturalmente il tutto a sfondo culinario).
Voi me li segnalerete lasciando un commento (nome/URL- don't worry, la URL è facoltativa, quindi dovete inserire solo il nome) qui sotto e io li inserirò nel blog, con il vostro nome, cognome, età e provenienza geografica; tutto ciò solo se volete, altrimenti... “Anonimo Anonimi, di anni X, proveniente da Moltolontano, ha detto:”.
Che si vince? Assolutamente niente, ma vuoi mettere cosa si prova a leggere il proprio nome in un blog?
3 commenti:
I miei primi bastoncini findus
Mi sembra giusto che l'inconsapevole ispiratore, onoratissimo della citazione, inauguri la rubrica raccontando la sua prima esperienza con i bastoncini di merluzzo.
Era il 1989, prima casa in affitto a Roma, via Cortina d'Ampezzo. Cucina di cinque fuochi, con vista sulla fermata dell'autobus, zona alta,
residenziale.
Ero appena rincasato fendendo la folla con in braccio
una busta della spesa, quelle di carta, da cuoco consumato capace di
sfornare capolavori con due pomodori e una melanzana. Vuotando la busta mi ero convinto che Paracucchi non fosse poi così irraggiungibile, quindi presi a maneggiare con destrezza la padella, irrorandone il fondo con olio d'oliva. Fuori della casa una densa fila di domestiche attendevano il pullman mentre i vicini, appena conosciuti e intenti a innaffiare le piante, sistemare i vasi di fiori, stendere panni, erano quasi intimoriti da quel giovane uomo così sicuro di sé. Per
velocizzare l'alta temperature dell'olio avevo messo il coperchio a coprire la padella, alzando la fiamma con gesto rapido e sicuro. Non mancava che aprire la scatola di bastoncini, metterli in fila e
sollevare...
Il fuoco divampò fino al soffitto, violento, oleoso e
soprattutto incapace di spegnersi. Così, al secondo giorno di vita
condominiale, la prima traccia di vita dell'interrno 8 fu un braccio
teso oltre la finestra che impugna una padella in fiamme. Praticamente
un tedoforo in allenamento. L'ostentazione del braccio fuori dalla finestrà duro il tempo del fuoco, QUATTRO MINUTI ESATTI, mentre dalla fermata e dai balconi tutti attendevano il discorso di inizio dei giochi. I miei cinque fuochi concentrici (fusi dalle fiamme) testimoniavano l'impresa.
I bastonici non erano poi così male...
Ciao, ti è mai capitato di cucinare qualcosa in un certo modo senza sapere perchè lo stai facendo proprio in quel modo? Spesso sono abitudini trasmesse in famiglia. Fino ad un pò di tempo fà mia madre quando cucinava l'arrosto tagliava via sempre le due estremità della carne, come faceva da sempre mia nonna. Un giorno è andata dalla madre e le ha chiesto il perchè facesse questo, sapete cosa ha risposto?
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Saluti da Federica Cellini
Risposta: "Non avevo una teglia abbastanza grande e per farci entrare tutto l'arrosto dovevo tagliarne via per forza una parte".
Saluti da Federica Cellini
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