martedì 16 dicembre 2014

Sei l'UOVO per me, fatto apposta per me!

Oggi niente ricetta ma una cosa importantissima da sapere:
Questa fotografia ce l'ho da un bel po' di tempo e non saprei assolutamente più da dove l'ho presa - internet si ma da quale sito?????? Boh - quindi non cito la fonte...

lunedì 15 dicembre 2014

Taralli al finocchio

Questa ricetta me l’ha data la sorella del mio compagno.
Lei è marchigiana,
io sono romana,
i taralli sono pugliesi…
Questo misto di regioni ha funzionato e penso che la mia ricerca della “ricetta perfetta” dei taralli finisce qui, con questa ricetta “marchigian-roman-pugliese.


Ingredienti:
400g di farina 0
100cc di olio extravergine d’oliva
150cc di vino bianco
2 cucchiai di semi di finocchio
1/2 bustina di lievito chimico per torte salate
un cucchiaino raso di sale

L’olio, il vino e i semi di finocchio vanno prima mescolati con il sale e poi leggermente riscaldati insieme (37°: la temperatura del figlio con gli occhi lucidi) e uniti alla farina.
Il composto può essere impastato sia a mano che con la planetaria. Si formerà una massa morbida e liscia.
Formare un “cordone” di 30cm con diametro del dito mignolo (circa 8mm) Tagliare dei pezzetti di 10 cm e chiuderli a cerchio sovrapponendo gli estremi a forma di ciambellina.
Inumidire la superficie con il vino rimasto e spolverare con il papavero o con il sesamo o lasciarli così.
Sistemarli su carta da forno con almeno 1 cm di distanza tra loro coprirli e lasciarli riposare per mezz’ora. Informare nel forno caldo 180°/200° per 15’.

domenica 14 dicembre 2014

Crema di zucca e ceci

1 kg di zucca
200g di ceci secchi
1 cipolla bionda
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
sale
ricotta salata
pepe nero fresco

Mettere a bagno dal giorno prima i ceci con ½ cucchiaio di bicarbonato.
Lessarli e scolarli tenendo da parte la loro acqua.
Far soffriggere in un tegame la cipolla tagliata a pezzetti nell’olio. Quando è diventata trasparente aggiungere la zucca sbucciata, tagliata a pezzetti e precedentemente lessata al dente.
Aggiungere i ceci e far rosolare un attimo dopodiché aggiungere l’acqua di cottura dei ceci fino a coprire tutto.
Regolare di sale considerando che l’acqua è già saporita.
Coprire e far cuocere per un quarto d’ora.
A cottura ultimata frullare direttamente nella pentola con il frullatore ad immersione (se fosse troppo denso aggiungere ancora l’acqua dei ceci e frullare di nuovo), far andare ancora sul fuoco per 2 minuti e servire spolverando di ricotta salata grattata con una grattugia a fori grossi.
Se potete usarlo ci andrebbe una macinata di pepe nero.

giovedì 11 dicembre 2014

Rieccomi qua!

"A tavola con lo Chef" ...ecco dove ero finita per tutto questo tempo:
Ed ho conosciuto tutti loro:
Grazie di tutto!!!!!!
Nonostante fossi notevolmente fuori con l'età (e per qualche altro motivo) non mi è mai stato fatto pesare nulla!"
Anzi, a volte ho fatto anche dei capricci per cose futili che sicuramente mi potevo risparmiare.
Anche le mamme piangono
e se sono anche disabili... hanno un caratteraccio!!!!

Comunque:
"in bocca al lupo" a tutti voi 
per una dolcissima e splendida carriera.
Ciao,
Dann

giovedì 25 settembre 2014

Frollini al caffè e cioccolato

Penso proprio che questi saranno gli ultimi biscotti – dolcetti - dolci – torte che inserirò per il futuro: da ora in avanti solo ricette di "salati"!!!!!
Questo perché sto frequentando un corso professionale di Pasticceria alla scuola A Tavola con lo Chef di Roma che è cominciato il 15 settembre.

Mi sto accorgendo che le mie idee erano sicuramente tante ma assolutamente ben confuse!
Avevo qualche certezza... smentita.
Convinzione? Sbagliata.
Principio? Inutile.
Insomma devo cominciare tutto da capo.
Comunque finora ho conosciuto solo due docenti… ma dato che “il buongiorno si vede dal mattino”… mi immagino gli altri.
Sono più che felice e dato che
pasticceria = scienza esatta
spero che qualcosa nella mia testa in cui regna
l’approssimazione,
l’istinto,
il pressapochismo,
il “più o meno”,
“un pizzico di questo” e “un’idea di quello”…
si crei un poco d’ordine che mi dia delle regole ferree (che io sicuramente infrangerò prima o poi... ma "poi" sarà almeno tra un paio di anni… Giuro!!!!!!!!!!)


E ora la mia umile ricetta dei miei semplici – ma buoni – frollini: 

 
300g di farina
1 uovo
130g di zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)
80g di burro
100g di cioccolato fondente
15g di caffè solubile
½ bustina di lievito (7g e non vanigliato)
un pizzico di sale
½ bicchiere d’acqua

Scaldare l’acqua e scioglierci il caffè e metterlo da parte.
Far ammorbidire il burro.
Mettere la farina, il lievito, lo zucchero, il sale In un robot e far andare a “pulse” per 5 o 6 volte.
Sciogliere il cioccolato in un pentolino dal fondo spesso a fuoco bassissimo e far intiepidire, unire ora l’uovo, il burro ed il caffè e far andare finché non si formano delle briciole.
Spegnere e raccogliere tutto in un disco alto 3 o 4 centimetri e mettere in frigorifero per 20 minuti avvolto nella pellicola.
Riprendere, rilavorare 10 secondi, stendere allo spessore di 4 millimetri e con un stampino formare i biscotti che posizionerete su di una teglia coperta da un foglio di cartaforno.
Mettere in frigorfero per 15 minuti e poi cuocere in fporno già caldo a 180° per 10/15 minuti
Far raffreddare su di una gratella prima di assaggiarli (cambia tantissimo la consistenza).

giovedì 11 settembre 2014

Ri-Torta di cioccolato e zucchine

Un’altra Ri-ricetta che ho “dovuto” rifare dato che avevo un carico di zucchine lasciatemi da chi partiva prima di me dal mare.
La versione originale è QUI ma comunque per comodità la riscrivo.

 
Ingredienti:
180g farina
200g zucchine
180g zucchero di canna (Demerara)
40g cacao
50g burro
30g latte
3 uova
80 g nocciole tostate
1 bustina di lievito
vaniglia o scorza di limone biologico

Preparazione:
Grattugiate o frullate le zucchine.
Fondete il burro in un pentolino (deve essere biondo chiaro).
Tostare e tritate grossolanamente le nocciole.
Montate le uova con lo zucchero fino a quando saranno bianche e spumose.
Setacciate la farina con il lievito e il cacao ed uniteli in un contenitore assieme all’aroma scelto e alle nocciole tostate.
Unire al composto montato delle uova prima le zucchine e poi le polveri, facendo molta attenzione a mischiare dal basso verso l’alto per non smontarlo.
Versate in una tortiera ad anello removibile di 26 cm di diametro precedentemente imburrata con burro fuso o oliata e infarinata con del cacao.
Cuocete a 180 gradi circa per 35 minuti.
Spolverizzate di zucchero a velo (sarebbe meglio zucchero a velo di canna - QUI al n.6).

venerdì 5 settembre 2014

Ri-Snack di ceci speziati


Una ricetta RI.... QUI l'oiginale.
Volevo rifarli per una cena a ferragosto ma non mi ricordavo assolutamente come si facevano e non potevo andarlo a vedere nel mio blog perché il collegamento internet era di una lentezza spaventosa...
Allora ho fatto i "ceci del pastore"
(li ho chiamati io "ceci del pastore" perché li avevo mangiati una sera in Sardegna a cena da un pastore - appunto - vicino alla nostra fantastica casetta al mare - in montagna direbbe una malalingua sarda con qualche millesimo in più ed anche "vista mare" - vabbé intanto noi qui a Roma abbiamo anche il panettone!!!!! ma questa è un'atra storia).
E' una ricetta molto diffusa nel Campidanese - talmente semplice e gustosa che sarà un mio "antipasto fisso" al posto dei "dadi di frittata (QUI) che ora mi hanno un poco stufata... la prossima volta che li rifaccio inserisco la ricetta.
Questi anche sono dei ceci che si fanno mangiare con disinvoltura:
Buoni buoni!
Uno tira l'altro (o meglio: 10 tirano altri 10... eppoi altri 10... eppoi altri 10 ancora)!
Grazie Arabafelice (la mamma di QUESTA ricetta. Ciao).
Dann

400g di ceci lessati (oppure quelli coservati in barattolo sciacquandoli bene) un cucchiaio ben colmo di farina
un cucchiaino circa di paprika dolce (o un mix delle vostre spezie preferite)
un cucchiaino di sale, circa
2 o 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Scolare i ceci dall'acqua di conservazione, sciacquarli sotto l'acqua corrente e asciugarli con della carta da cucina. Se invece sono lessati da voi, bastera' solo asciugarli.
Metterli in una ciotola e versare la farina, il sale e la spezia scelta. Ovviamente sale e spezia a vostro piacimento anche per la quantita', infatti nella foto vedete un po' piu' paprika di quella che ci andrebbe ;-)
Rigirare bene in modo che siano ben ricoperti e farina e spezie formino un film sottile attorno.
Versare i ceci in una teglia, non con carta forno o vengono meno croccanti, leggermente unta e versarvi sopra l'olio. Dare una girata in modo che siano uniformemente ricoperti e porre attenzione che siano su un solo strato e non uno sopra l'altro.
Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 30 minuti, girandoli ogni tanto, finche' l'esterno risultera' croccantino.
Servire appena tiepidi o meglio ancora a temperatura ambiente.

Note: fare attenzione al fatto che da freddi diventano leggermente piu' croccanti, quindi assaggiandoli da caldi si puo' avere un'impressione non corretta. Prolungare troppo la cottura li farebbe rinsecchire.

venerdì 29 agosto 2014

Torta/crostata alle mandorle ed arance

Torta fatta per il mio amico Roberto...
MIO!!!!
Ciao Roby. 
Siamo ancora qui ma già mi manchi!

250g di farina "0" o integrale
250g di mandorle con la pelle
50g di burro
250g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
150g di marmellata di arance
500ml di latte parzialmente scremato (o 250ml l. intero + 250ml acqua)
½ bustina di lievito
50cc di Cointreau o Grandmarnier
1 pizzico di sale

Tostate le mandorle per 5 minuti in un padellino “a secco”, metterne da parte 5 per la guarnizione.

Dopo averle fatte raffreddare frullare finemente le mandorle con 50g dello zucchero in un robot.
Tenerne da parte 100 grammi ed unire nel robot il burro freddo a tocchetti, la 150 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, il liquore all’arancia, il lievito ed il pizzico di sale; far andare agitando e sollevando il robot in modo che tutti gli ingredienti siano omogenei – se serve aggiungere un goccetto d’acqua.
Fermarsi quando si formano delle briciole tipo sabbia bagnata (ci vorranno circa 5 minuti). Raccogliete in una palla schiacciata, coprire con della pellicola e tenere in frigorifero per mezz’ora.
Preparare ora il ripieno:
in un pentolino mettere la i 100g di farina, le mandorle tritate e lo zucchero rimanenti mescolare in modo che le polveri siano omogenee poi unire il latte (o latte ed acqua) e la marmellata.
Cuocere mescolando frequentemente per non farlo attaccare finché non si rapprende un poco (circa mezz’ora a fuco basso).
Far intiepidire.
Riprendere la palla, posizionarla al centro di una teglia da 27cm e con le mani distribuite fino a farla uscire dal bordo.
Con un coltellino rendete il bordo omogeneo ed i ritagli – se sono pochi – distribuiteli sul fondo _ saranno nascosti dal ripieno - dopodiché versate il ripieno che ormai si sarà raffreddato, guarnite con le 5 mandorle tenute da parte mettendole al centro a mo’ di petali di un fiore ed infornare per 40’ minuti a 180° gradi.

lunedì 25 agosto 2014

Gnocchetti sardi con zucchine e zafferano

Una pasta tiepida che per la preparazione vi impegnerà poco e soprattutto solo fino a mezz'ora prima dell'inizio della cena/pranzo. 
 
Per 6 persone:
400g di gnocchetti sardi rigati (io li ho trovati solo lisci)
400g di zucchine
1 cipolla grande o 3 scalogni
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
100g di robiola
2 bustine di zafferano
pepe nero in grani
sale

Tagliare la cipolla a dadini e soffriggerla con l’olio a fuoco molto lento finché non diventa trasparente.
Tagliare a dadini le zucchine e cuocerle dopo aver alzato la fiamma tenendole molto al dente. Salarle e spegnerle mettendole da parte.
Sciogliere lo zafferano in un mestolo scarso di acqua di cottura salata dopodiché scioglierci anche la robiola fatta a tocchetti fino ad ottenere un liquido denso giallo.
Scolare gli gnocchetti, metterli in una grossa ciotola e condirli con il compost giallo.
Lasciarli intiepidire mischiando ogni tanto.
Dopo 10 minuti condire con le zucchine a che avrete fatto andare per un minuto a fiamma molto alta.
Una spolverata di pepe nero macinato fresco o se non l’avete prendete i grani, metteteli in un panno pulito o nella carta da cucina ripiegate e battete con un batticarne.
Servite.

venerdì 1 agosto 2014

Ri-Crema bianca o “crema di crema alla Edgar”

Anche oggi una Ri-ricetta del 2010 (QUI) a che ripropongo proprio perché ci sono molto affezionata…

E’ la crema degli Aristogatti: io l’ho immaginata così.
E’ semplice, anzi semplicissima ma molto, molto buona.
Parola di gatto… anzi aristogatto.
 

Ora (nota dell'8 marzo 2012) la vedrei perfetta per farcire un dolce dove ci sono tante uova (vedi pan di spagna et similia); o proprio per gli intolleranti alle uova...

1 lt di latte scremato
50 gr di burro
100 gr di farina*
80 gr di zucchero

Mettere a fondere i 50 grammi di burro in un tegamino capace. Fare sciogliere a fuoco lento, togliere dal fuoco e aggiungere la farina mescolata con lo zucchero.
Mescolare con un cucchiaio di legno per stemperare tutti i grumi, rimettere sul fuoco e fare cuocere finchè non assuma un colore leggermente marroncino (non più di due minuti – lo zucchero non si deve caramellare ed indurire). Aggiungere poco alla volta, sempre girando, il latte precedentemente riscaldato. 
Sempre mescolando far bollire la crema, finché non sarà raggiunta la densità desiderata. Passate il frullatore ad immersione, fate andare ancora prima di spegnere (passando il frullatore la crema si smonta e quindi diventa più liquida).
Volendo ottenere una crema un po' più densa è sufficiente aumentare la quantità di farina (senza esagerare); volendola, invece, più fluida, va aumentata la quantità di latte.

*
La farina può essere sostituita con uguale quantità di amido di mais (per intolleranze o semplici avversioni vs glutine).

giovedì 31 luglio 2014

Ri-Pizza di cipolle pugliese

E' una RI-ricetta: l'ho pubblicata a settembre del 2010 (QUI).
In questi 4 anni ho fatto qualche modifica, non per gli ingredienti che sono quelli dato che è una ricetta regionale di tradizioni molto radicate ma per il procedimento nella sua realizzazione. 
Questa pizza ripiena (detta anche Calzone) è uno dei miei cavalli di battaglia. E’ pugliese DOC, se non altro per come è nata:
Il fidanzato di mia sorella (Marco di Bari) me ne portò una da Bari dal migliore posto in cui la fanno: io ne avevo solo sentito parlare, l’ho assaggiata, annusata, esaminata e copiata… ma non fu la stessa cosa.

Allora trovai in YouTube il video di Nonna Stella (c’è anche il link qui a destra - ora nel 2014 ma su You-Tube c'è ancora... QUI), una nonna barese verace ripresa dal nipote, che insegna tutte le ricette pugliesi più importanti tra cui la pizza con le cipolle. Allora mi son fatta insegnare la Pizza di Cipolle e tutte le altre ricette pugliesi.
Poi il segreto finale, la dritta della pasta fatta con il vino bianco invece che con l’acqua: me la disse una mia amica di Castellana Grotte in provincia di Bari (Giusy).
Da allora l’ho fatta e rifatta, (e ora nel 2014 l'ho fatta e rifatta ancora!) un successine e con i ritagli li rimpasto e faccio dei “panini al vino”… buonissimi. 

INGREDIENTI PER 8 PERSONE:
600 g di farina “0” (o meglio 300g “0” + 300g Manitoba)
800g-1kg di cipolle bionde
300 ml di vino bianco
150 g (+o-) di olive verdi denocciolate
80g di acciughe sott’olio
uvette facoltative (io non le metto)
25 g d'olio e.v.o.
20 g di zucchero o malto o miele
25 g lievito di birra fresco

Emulsione:

1 cucchiaio di olio extavergine d’oliva
1 cucchiaio d’acqua
sale q.b.

Con il robot: mettere nel bicchiere gli ingredienti nell’ordine: vino a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo duro), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; accendere il robot e far andare agitandolo, sollevandolo e inclinandolo in modo che prenda tutti gli ingredienti e si raccolga in una palla.
Far andare ancora per un minuto, estrarre lavorare per un minuto, raccogliere in una palla e metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Con l’impastatrice: stesso procedimento deel robot trannee che non si deve muovere nulla.
 

Con la macchina del pane: più o meno procedimento simile al robot. Mettere nel cestello gli ingredienti nell’ordine: vino a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; far partire il programma “impasto” (circa 1h e 30’). Lasciar lievitare la pasta nella macchina per altri trenta minuti. 

 A mano: impastare tutti gli ingredienti dopo aver sbriciolato il lievito, portato il vino a temperatura ambiente e averne lasciato da parte 50g (usandolo solo se l’impasto risultasse troppo secco) e mettendo per ultimo l’olio.
Impastare per almeno un quarto d’ora, sbattere violentemente l’impasto sul piano di lavoro. Lavorare per altri 5 minuti, formare una palla, metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.


Qualsiasi metodo abbiate usato, dopop le 2 ore di lievitazione:

dividere la pasta in 2/3 e 1/3 abbondante. Stesa con il matterello la parte più grande, foderarci una teglia “usa e getta” da otto porzioni (mi sembra 33x43, boh, ora non ce l’ho). Tendetela tanto facendo sbordare abbondantemente la pasta (effetto tamburo – rimarrà cioè sollevata da fondo).
 

Nel frattempo preparate il ripieno: dopo aver affettato le cipolle mettetele in un tegame unto (ma non troppo) con olio extravergine d’oliva. Far andare a fuoco medio per circa 20i minuti (fino a che le cipolle non diventano trasparenti), unire le olive verdi e far andare ancora per 5 minuti. Ora aggiungere le alici sgocciolate bene dall’olio. Altri cinque minuti e spegnere.
Versare tutto il ripieno nel “tamburo” (il peso farà in modo che la pasta si assottiglierà ancora di più).
Prendete il terzo di pasta e spianatelo sottile con il matterello, coprite la teglia (sempre “effetto tamburo”).
Sigillate bene il contorno e con delle forbici tagliare il bordo a filo della teglia. Mettere da parte i ritagli di pasta (per i panini al vino), e rimboccare il bordo della pizza all’interno della teglia creando un “cornicione”.
Create ora l’emulsione: prendete gli ingredienti, sbatteteli in modo da amalgamarli (metteteli in un barattolo, chiudete e agitate fortissimo per 30 secondi), quindi distribuiteli sulla pizza con un pennello o con le dita.
Infornare e cuocere a 220° per circa 30/40 minuti.

sabato 26 luglio 2014

PlumCakini allo yogurt


Hanno origine da un classico molto conosciuto, la "torta allo yogurt dei 7 vasetti". Chi non l'ha provata almeno una volta?
Questa è la mia versione "merendina" (non c'è nulla da fare i bambini - e non - vanno matti per le "merendine" e a parte il cellophane chi al di sotto dei 6 anni può dire che questa non è una "classica merendina del supermercato"?
Comunque se capissero - lo spero tanto - la differenza io a mia figlia qualche anno fa, quando cominciava a fare troppe domande, dicevo che la notte era passata la "fatina dei dolci" e le aveva lasciate solo per lei ancora calde calde appena sfornate... ora che ha 14 anni non solo non ci crede più ma non vorrebbe neanche fare colazione.
Comunque questi piccoli plumcake sono velocissimi, semplicissimi e light!
Se non avete nulla per la colazione oppure se desiderate un dolcetto semplice che più semplice non si può…


300g di farina (preferibilmente “0”)
250g di yogurt bianco 0%
50ml di olio
2 uova
150g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
1/2 bustina di lievito (meglio quello per torte salate)
vaniglia vera (NO vanillina)
un pizzico di sale

Procedimento:

In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire l’olio e lo yogurt e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme e il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati.
Riempire una teglia apposita a forma di piccoli plumcake (io ho usato una teglia in silicone quindi non ho avuto bisogno di ungerla).
Cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.
Poco prima di servirli polverare con lo zucchero a velo.

venerdì 25 luglio 2014

Cupcake light al sambuco

Assaggiato all'IKEA e non potevo provare a rifarlo: sicuramente non ha nulla a che vedere con quello dell'IKEA ma a me è piaciuto assai.

300g di farina (preferibilmente “0”)
200g di yogurt bianco 0%
50ml di sciroppo di sambuco (elderflower)
50ml di olio
2 uova
150g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
1/2 bustina di lievito
vaniglia vera (NO vanillina)
un pizzico di sale

Frosting light al sambuco:

50g di cioccolato bianco
50g di di yogurt bianco 0%
50ml di sciroppo di sambuco
50g di zucchero a velo

Procedimento:
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire lo sciroppo, l’olio e lo yogurt e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme e il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati.
Riempire una teglia da muffin con gli appositi pirottini (QUI al n.20) e cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

Per il frosting:
Scaldare lo sciroppo in un pentolino finché non raggiunge l'ebollizione. Spegnere ed unire il cioccolato bianco fatto a pezzi piccoli.
Unite anche lo yogurt e lo zucchero a velo (se non si fosse sciolto totalmente il cioccolato bianco rimettete anche nuovamente tutto sul fuoco per un minuto).
Con il minipimer frulate tutto in modo da avere un composto omogeneo.
Con un cucchiaio colate su ogni cupcake il frosting e mettete in frigorifero per mezzora.
Decorate con un fiore di zucchero e servite.

giovedì 24 luglio 2014

Ri-Riso “oriente”

E’ una mia ricetta che da quando l’ho pubblicata (gennaio 2011 – QUI) l’ho rifatta tantissime volte con piccole variazioni e non.
Dato che non ho il tempo materiale ed anche la voglia di provare qualche ricetta nuova, ripubblico questa vecchia che è molto importante per me:

 

E' un riso che ci ha fatto il nostro amico Enrique, ora che siamo andati a trovarlo a Londra per il Capodanno (nda: 3 anni e 6 mesi fa... proprio la stessa temperatura di allora!).
Un modo stupendo per mangiare i fagiolini... io di solito non li amo.


400 gr di riso basmati
400 gr di fagiolini
30/40 gr di zenzero fresco pulito
2 spicchi d’aglio
40 gr di cocco essiccato*
200 gr di acqua
20 gr di pinoli tostati
olio extra-vergine d’oliva
sale q.b.


Le quantità possono essere imprecise. Essendo una ricetta salata vale per tutto il “più o meno”…

 

Preparazione:
Schiacciare l’aglio e grattare lo zenzero, con le polpe ottenute fare un soffritto a fuoco medio nell’olio d’oliva; una volta che si è dorato il tutto, alzare il fuoco, mettere i fagiolini precedentemente lessati al dente e salati (poco, il sale fa male); far andare 1 minuto poi aggiungere il riso (anch’esso lessato al dente e con poco sale), altro minuto, poi aggiungere i pinoli dopo averli tostati in una padellina, senza nessun condimento, finché non diventeranno dorati e “sudati”. Spegnere il fuoco e dedicarsi al “lattedicoccofattoincasa”:
Mettere il cocco essiccato* nel bicchiere del frullatore, aggiungere i 200cc di acqua bollente un pizzichino di sale e frullare per 2 minuti (se fosse poco liquido aggiungere un poco d’acqua).
Versare il composto in un passino e fate uscire più liquido possibile… questo è il “lattedicoccofattoincasa”.
Riaccendete il riso e quando è caldo mattete il latte di cocco (se avete aggiunto dell’acqua, fatelo gradatamente). Fatelo andare 1 minuto e voilà: il riso “oriente” è pronto.


* Ora – 24 luglio 2014 – vista la mia guerra dichiarata al cocco essiccato cosiglio di usare la stessa quantità di noce di cocco fresca grattata: si può grattare con una grattugia a fori grossi che si trova comunemente o con una più tecnica Microplane che sembra una lima da falegname.
Quella che si ottiene:

E' molto più buona.
Non sa di sapone.
E' certamente più sana per la presenza di vitamine e per il passaggio di calore per essiccarla.
E' molto più economica (farla fresca costa un quarto).
Ha solo un difetto prepararla è molto laborioso utilizzarla.
Però vale la pena.
E quello che avanza può essere conservata in freezer per un altro Riso "oriente" o per una torta (per esempio questa QUI).

sabato 19 luglio 2014

Carotine mie

Per la forma l’idea viene sicuramente dal web ma non mi ricordo assolutamente di che blogger fosse (mi ricordo che era giovane, carina e che aveva fatto un video in cui la aiutava la mamma… Boh).
Per la ricetta invece è un misto di QUESTA, di QUESTA, di QUESTA e di QUESTA e di altre che non ricordo.
Comunque una cosa è certa:
la fotografia fatta al volo con il mio cellulare - la macchina fotografica aveva la batteria scarica - faceva veramente pena allora ho passato un filtro di Photoshop ma non sono proprio soddisfatta!


300g di carote
300g farina
2 uova
400g di yogurt greco Total 0%
200g di zucchero di canna (Dulcita o Muscobado)
50ml di olio extravergine d’oliva (io il mio - Le Vie Bianche)
50ml di limoncello
1 bustina di lievito in polvere NON vanigliato
1 pizzico di sale

Con una grattugia a fori grossi o con il robot montando l’apposito disco, grattugiate le carote dopo averle mondate senza esagerare (se sono biologiche
per pulirle potete anche usare i guanti da scrub che si trovano al supermercato e costano 3 euro oppure passarci la lama di un coltello come facevano le mamme e le nonne prima che arrivassero i pelapatate).
Con delle fruste elettriche montate le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il sale per circa 15 minuti (devono raddoppiare il volume e diventare gialline).
Mischiate sempre con le fruste l’olio, il limoncello e lo yogurt - non devono montarsi ma solo essere omogeni: basterà un minuto.
Ora mischiate delicatamente con una spatola muovendola dal basso verso l’alto e girando la ciotola – mezzo giro della ciotola… poi una spatolata dal basso verso l’alto: così finché il composto non risulta omogeneo.
Dopo aver setacciato (passato in un passino) la farina con il lievito fate cadere a pioggia sul composto precedente e di nuovo delicatamente… mezzo giro della ciotola e poi una spatolata.
Così finché non risulta omogeneo di nuovo.
Ora riempite i pirottini o le formine in silicone e cuocete a 180° per 35’ minuti.
Io ho spolverato di zucchero a velo e fatto il ciuffo della carotina con della menta fresca (potete fare delle semplici tortine e guarnirle come volete).

lunedì 14 luglio 2014

Muffin light al limone e yogurt

 Ancora muffin!???!?!



350g di farina
250g di yogurt bianco 0%
50ml di olio (extravergine se è delicato altrimenti di mais o di riso o al limite un BUON burro)
2 uova
150g di zucchero di canna
150g di marmellata di limone
3 limoni non trattati
1 bustina di lievito
un pizzico di sale

Procedimento:
Grattate la parte gialla della buccia dei limoni con l’apposita grattugia e mettete da parte tutto quello che avete ottenuto (mi raccomando NON grattate il bianco – albedo – perché è amaro).
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o con una frusta per un paio di minuti.
Unire l’olio, il succo filtrato dei limoni, la marmellata  e lo yogurt e mescolare finché il composto non risulta omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme, il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati ma molto sommariamente (altrimenti si sveglia il glutine e chi lo sente quello!!!!).
Riempire una teglia con gli appositi pirottini (QUI al n.20) aiutandovi se lo avete in casa con il dosa-gelati a molla.
Cuocete nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

mercoledì 9 luglio 2014

Muffin light Chococherry

In testa ho un’idea fissa: muffin, muffin, sempre muffin e solo muffin.

300g di farina
250g di yogurt bianco 0%
100g di cioccolato fondente
50g di cacao
50g di burro
2 uova
150g di zucchero di canna
150g di marmellata di ciliege
50cc di liquore di ciliegia
50g + una manciata di gocce di cioccolato
1 bustina di lievio
un pizzico di sale

Procedimento:
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero ed alla marmellata con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire il cioccolato ed il burro fusi, lo yogurt e il liquore e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina, il cacao ed il lievito setacciati insieme, il sale e le gocce di cioccolato.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati senza esagerare (non più di venti volte).
Riempire una teglia con gli appositi pirottini (QUI al n.20) mettendo sopra ognuno qualche goccia di cioccolato e cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

martedì 8 luglio 2014

Tè freddo senza caldo

Non è un indovinello.
Piuttosto è una magia.
Una magica magia!
Letto sul blog dell’ArabaFelice e provato la sera stessa convinta che la magia a me non sarebbe mai venuta.
Invece è venuta!!!!!!
E’ facilissimo.

Da allora sono passati tre giorni ed l’ho già fatto tre volte.
Prima di andare a dormire prendo la mia brocca,
le mie bustine di tè,
la mia Stevia (n.d.a. dolcificante naturale),
metto l’acqua,
giro e metto in frigorifero.
E la mattina dopo…
Ahhhhhh, ci voleva proprio.
Angela, la mia cardiologa sarà fiera di me, non ho mai bevuto così tanto!
Dann

E ora la complicatissima ricetta… ih, ih, ih. 

 
un litro e mezzo d'acqua
4 bustine di tè
dolcificante (zucchero, miele, fruttosio... io 20 gocce di Stevia)
succo di limone (facoltativo)
fette di limone (facoltative) 


Versare l'acqua in una caraffa, dolcificarla a piacere mettere le bustine di te, il succo di limone se lo mettete.
Mettere in frigorifero per circa 12 ore, quindi eliminare le bustine e servire in un bicchiere con del ghiaccio e mettete le fette di limone se avete usato il succo.

P.S.: guardate i consigli dell’ArabaFelice QUI… Molto interessanti!