giovedì 11 settembre 2014

Ri-Torta di cioccolato e zucchine

Un’altra Ri-ricetta che ho “dovuto” rifare dato che avevo un carico di zucchine lasciatemi da chi partiva prima di me dal mare.
La versione originale è QUI ma comunque per comodità la riscrivo.

 
Ingredienti:
180g farina
200g zucchine
180g zucchero di canna (Demerara)
40g cacao
50g burro
30g latte
3 uova
80 g nocciole tostate
1 bustina di lievito
vaniglia o scorza di limone biologico

Preparazione:
Grattugiate o frullate le zucchine.
Fondete il burro in un pentolino (deve essere biondo chiaro).
Tostare e tritate grossolanamente le nocciole.
Montate le uova con lo zucchero fino a quando saranno bianche e spumose.
Setacciate la farina con il lievito e il cacao ed uniteli in un contenitore assieme all’aroma scelto e alle nocciole tostate.
Unire al composto montato delle uova prima le zucchine e poi le polveri, facendo molta attenzione a mischiare dal basso verso l’alto per non smontarlo.
Versate in una tortiera ad anello removibile di 26 cm di diametro precedentemente imburrata con burro fuso o oliata e infarinata con del cacao.
Cuocete a 180 gradi circa per 35 minuti.
Spolverizzate di zucchero a velo (sarebbe meglio zucchero a velo di canna - QUI al n.6).

venerdì 5 settembre 2014

Ri-Snack di ceci speziati


Una ricetta RI.... QUI l'oiginale.
Volevo rifarli per una cena a ferragosto ma non mi ricordavo assolutamente come si facevano e non potevo andarlo a vedere nel mio blog perché il collegamento internet era di una lentezza spaventosa...
Allora ho fatto i "ceci del pastore"
(li ho chiamati io "ceci del pastore" perché li avevo mangiati una sera in Sardegna a cena da un pastore - appunto - vicino alla nostra fantastica casetta al mare - in montagna direbbe una malalingua sarda con qualche millesimo in più ed anche "vista mare" - vabbé intanto noi qui a Roma abbiamo anche il panettone!!!!! ma questa è un'atra storia).
E' una ricetta molto diffusa nel Campidanese - talmente semplice e gustosa che sarà un mio "antipasto fisso" al posto dei "dadi di frittata (QUI) che ora mi hanno un poco stufata... la prossima volta che li rifaccio inserisco la ricetta.
Questi anche sono dei ceci che si fanno mangiare con disinvoltura:
Buoni buoni!
Uno tira l'altro (o meglio: 10 tirano altri 10... eppoi altri 10... eppoi altri 10 ancora)!
Grazie Arabafelice (la mamma di QUESTA ricetta. Ciao).
Dann

400g di ceci lessati (oppure quelli coservati in barattolo sciacquandoli bene) un cucchiaio ben colmo di farina
un cucchiaino circa di paprika dolce (o un mix delle vostre spezie preferite)
un cucchiaino di sale, circa
2 o 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Scolare i ceci dall'acqua di conservazione, sciacquarli sotto l'acqua corrente e asciugarli con della carta da cucina. Se invece sono lessati da voi, bastera' solo asciugarli.
Metterli in una ciotola e versare la farina, il sale e la spezia scelta. Ovviamente sale e spezia a vostro piacimento anche per la quantita', infatti nella foto vedete un po' piu' paprika di quella che ci andrebbe ;-)
Rigirare bene in modo che siano ben ricoperti e farina e spezie formino un film sottile attorno.
Versare i ceci in una teglia, non con carta forno o vengono meno croccanti, leggermente unta e versarvi sopra l'olio. Dare una girata in modo che siano uniformemente ricoperti e porre attenzione che siano su un solo strato e non uno sopra l'altro.
Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 30 minuti, girandoli ogni tanto, finche' l'esterno risultera' croccantino.
Servire appena tiepidi o meglio ancora a temperatura ambiente.

Note: fare attenzione al fatto che da freddi diventano leggermente piu' croccanti, quindi assaggiandoli da caldi si puo' avere un'impressione non corretta. Prolungare troppo la cottura li farebbe rinsecchire.

venerdì 29 agosto 2014

Torta/crostata alle mandorle ed arance

Torta fatta per il mio amico Roberto...
MIO!!!!
Ciao Roby. 
Siamo ancora qui ma già mi manchi!

250g di farina "0" o integrale
250g di mandorle con la pelle
50g di burro
250g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
150g di marmellata di arance
500ml di latte parzialmente scremato (o 250ml l. intero + 250ml acqua)
½ bustina di lievito
50cc di Cointreau o Grandmarnier
1 pizzico di sale

Tostate le mandorle per 5 minuti in un padellino “a secco”, metterne da parte 5 per la guarnizione.

Dopo averle fatte raffreddare frullare finemente le mandorle con 50g dello zucchero in un robot.
Tenerne da parte 100 grammi ed unire nel robot il burro freddo a tocchetti, la 150 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, il liquore all’arancia, il lievito ed il pizzico di sale; far andare agitando e sollevando il robot in modo che tutti gli ingredienti siano omogenei – se serve aggiungere un goccetto d’acqua.
Fermarsi quando si formano delle briciole tipo sabbia bagnata (ci vorranno circa 5 minuti). Raccogliete in una palla schiacciata, coprire con della pellicola e tenere in frigorifero per mezz’ora.
Preparare ora il ripieno:
in un pentolino mettere la i 100g di farina, le mandorle tritate e lo zucchero rimanenti mescolare in modo che le polveri siano omogenee poi unire il latte (o latte ed acqua) e la marmellata.
Cuocere mescolando frequentemente per non farlo attaccare finché non si rapprende un poco (circa mezz’ora a fuco basso).
Far intiepidire.
Riprendere la palla, posizionarla al centro di una teglia da 27cm e con le mani distribuite fino a farla uscire dal bordo.
Con un coltellino rendete il bordo omogeneo ed i ritagli – se sono pochi – distribuiteli sul fondo _ saranno nascosti dal ripieno - dopodiché versate il ripieno che ormai si sarà raffreddato, guarnite con le 5 mandorle tenute da parte mettendole al centro a mo’ di petali di un fiore ed infornare per 40’ minuti a 180° gradi.

lunedì 25 agosto 2014

Gnocchetti sardi con zucchine e zafferano

Una pasta tiepida che per la preparazione vi impegnerà poco e soprattutto solo fino a mezz'ora prima dell'inizio della cena/pranzo. 
 
Per 6 persone:
400g di gnocchetti sardi rigati (io li ho trovati solo lisci)
400g di zucchine
1 cipolla grande o 3 scalogni
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
100g di robiola
2 bustine di zafferano
pepe nero in grani
sale

Tagliare la cipolla a dadini e soffriggerla con l’olio a fuoco molto lento finché non diventa trasparente.
Tagliare a dadini le zucchine e cuocerle dopo aver alzato la fiamma tenendole molto al dente. Salarle e spegnerle mettendole da parte.
Sciogliere lo zafferano in un mestolo scarso di acqua di cottura salata dopodiché scioglierci anche la robiola fatta a tocchetti fino ad ottenere un liquido denso giallo.
Scolare gli gnocchetti, metterli in una grossa ciotola e condirli con il compost giallo.
Lasciarli intiepidire mischiando ogni tanto.
Dopo 10 minuti condire con le zucchine a che avrete fatto andare per un minuto a fiamma molto alta.
Una spolverata di pepe nero macinato fresco o se non l’avete prendete i grani, metteteli in un panno pulito o nella carta da cucina ripiegate e battete con un batticarne.
Servite.

venerdì 1 agosto 2014

Crema bianca o “crema di crema alla Edgar”

Anche oggi una Ri-ricetta del 2010 (QUI) a cui sono molto affezionata…

Crema di crema alla Edgar
E’ la crema degli Aristogatti: io l’ho immaginata così.
E’ semplice, anzi semplicissima ma molto, molto buona.
Parola di gatto… anzi aristogatto.
Ora (8 marzo 2012) la vedrei perfetta per farcire un dolce dove ci sono tante uova (vedi pan di spagna et similia); o proprio per gli intolleranti...


1 lt di latte scremato
50 gr di burro
100 gr di farina*
80 gr di zucchero

Mettere a fondere i 50 grammi di burro in un tegamino capace. Fare sciogliere a fuoco lento, togliere dal fuoco e aggiungere la farina mescolata con lo zucchero.
Mescolare con un cucchiaio di legno per stemperare tutti i grumi, rimettere sul fuoco e fare cuocere finchè non assuma un colore leggermente marroncino (non più di due minuti – lo zucchero non si deve caramellare ed indurire). Aggiungere poco alla volta, sempre girando, il latte precedentemente riscaldato. 
Sempre mescolando far bollire la crema, finché non sarà raggiunta la densità desiderata. Passate il frullatore ad immersione, fate andare ancora prima di spegnere (passando il frullatore la crema si smonta e quindi diventa più liquida).
Volendo ottenere una crema un po' più densa è sufficiente aumentare la quantità di farina (senza esagerare); volendola, invece, più fluida, va aumentata la quantità di latte.

*
La farina può essere sostituita con uguale quantità di amido di mais (per intolleranze o semplici avversioni vs glutine).

giovedì 31 luglio 2014

Ri-Pizza di cipolle pugliese

E' una RI-ricetta: l'ho pubblicata a settembre del 2010 (QUI).
In questi 4 anni ho fatto qualche modifica, non per gli ingredienti che sono quelli dato che è una ricetta regionale di tradizioni molto radicate ma per il procedimento nella sua realizzazione. 
Questa pizza ripiena (detta anche Calzone) è uno dei miei cavalli di battaglia. E’ pugliese DOC, se non altro per come è nata:
Il fidanzato di mia sorella (Marco di Bari) me ne portò una da Bari dal migliore posto in cui la fanno: io ne avevo solo sentito parlare, l’ho assaggiata, annusata, esaminata e copiata… ma non fu la stessa cosa.

Allora trovai in YouTube il video di Nonna Stella (c’è anche il link qui a destra - ora nel 2014 ma su You-Tube c'è ancora... QUI), una nonna barese verace ripresa dal nipote, che insegna tutte le ricette pugliesi più importanti tra cui la pizza con le cipolle. Allora mi son fatta insegnare la Pizza di Cipolle e tutte le altre ricette pugliesi.
Poi il segreto finale, la dritta della pasta fatta con il vino bianco invece che con l’acqua: me la disse una mia amica di Castellana Grotte in provincia di Bari (Giusy).
Da allora l’ho fatta e rifatta, (e ora nel 2014 l'ho fatta e rifatta ancora!) un successine e con i ritagli li rimpasto e faccio dei “panini al vino”… buonissimi. 

INGREDIENTI PER 8 PERSONE:
600 g di farina “0” (o meglio 300g “0” + 300g Manitoba)
800g-1kg di cipolle bionde
300 ml di vino bianco
150 g (+o-) di olive verdi denocciolate
80g di acciughe sott’olio
uvette facoltative (io non le metto)
25 g d'olio e.v.o.
20 g di zucchero o malto o miele
25 g lievito di birra fresco

Emulsione:

1 cucchiaio di olio extavergine d’oliva
1 cucchiaio d’acqua
sale q.b.

Con il robot: mettere nel bicchiere gli ingredienti nell’ordine: vino a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo duro), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; accendere il robot e far andare agitandolo, sollevandolo e inclinandolo in modo che prenda tutti gli ingredienti e si raccolga in una palla.
Far andare ancora per un minuto, estrarre lavorare per un minuto, raccogliere in una palla e metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.

Con l’impastatrice: stesso procedimento deel robot trannee che non si deve muovere nulla.
 

Con la macchina del pane: più o meno procedimento simile al robot. Mettere nel cestello gli ingredienti nell’ordine: vino a temperatura ambiente (lasciatene solo da parte 50g che aggiungerete solo se l’impasto fosse troppo secco), lievito sbriciolato, zucchero o il dolcificante scelto, farina e l’olio per ultimo; far partire il programma “impasto” (circa 1h e 30’). Lasciar lievitare la pasta nella macchina per altri trenta minuti. 

 A mano: impastare tutti gli ingredienti dopo aver sbriciolato il lievito, portato il vino a temperatura ambiente e averne lasciato da parte 50g (usandolo solo se l’impasto risultasse troppo secco) e mettendo per ultimo l’olio.
Impastare per almeno un quarto d’ora, sbattere violentemente l’impasto sul piano di lavoro. Lavorare per altri 5 minuti, formare una palla, metterla in una ciotola molto grande, coperta da un coperchio e farla lievitare per un paio d’ore.


Qualsiasi metodo abbiate usato, dopop le 2 ore di lievitazione:

dividere la pasta in 2/3 e 1/3 abbondante. Stesa con il matterello la parte più grande, foderarci una teglia “usa e getta” da otto porzioni (mi sembra 33x43, boh, ora non ce l’ho). Tendetela tanto facendo sbordare abbondantemente la pasta (effetto tamburo – rimarrà cioè sollevata da fondo).
 

Nel frattempo preparate il ripieno: dopo aver affettato le cipolle mettetele in un tegame unto (ma non troppo) con olio extravergine d’oliva. Far andare a fuoco medio per circa 20i minuti (fino a che le cipolle non diventano trasparenti), unire le olive verdi e far andare ancora per 5 minuti. Ora aggiungere le alici sgocciolate bene dall’olio. Altri cinque minuti e spegnere.
Versare tutto il ripieno nel “tamburo” (il peso farà in modo che la pasta si assottiglierà ancora di più).
Prendete il terzo di pasta e spianatelo sottile con il matterello, coprite la teglia (sempre “effetto tamburo”).
Sigillate bene il contorno e con delle forbici tagliare il bordo a filo della teglia. Mettere da parte i ritagli di pasta (per i panini al vino), e rimboccare il bordo della pizza all’interno della teglia creando un “cornicione”.
Create ora l’emulsione: prendete gli ingredienti, sbatteteli in modo da amalgamarli (metteteli in un barattolo, chiudete e agitate fortissimo per 30 secondi), quindi distribuiteli sulla pizza con un pennello o con le dita.
Infornare e cuocere a 220° per circa 30/40 minuti.

sabato 26 luglio 2014

PlumCakini allo yogurt


Hanno origine da un classico molto conosciuto, la "torta allo yogurt dei 7 vasetti". Chi non l'ha provata almeno una volta?
Questa è la mia versione "merendina" (non c'è nulla da fare i bambini - e non - vanno matti per le "merendine" e a parte il cellophane chi al di sotto dei 6 anni può dire che questa non è una "classica merendina del supermercato"?
Comunque se capissero - lo spero tanto - la differenza io a mia figlia qualche anno fa, quando cominciava a fare troppe domande, dicevo che la notte era passata la "fatina dei dolci" e le aveva lasciate solo per lei ancora calde calde appena sfornate... ora che ha 14 anni non solo non ci crede più ma non vorrebbe neanche fare colazione.
Comunque questi piccoli plumcake sono velocissimi, semplicissimi e light!
Se non avete nulla per la colazione oppure se desiderate un dolcetto semplice che più semplice non si può…


300g di farina (preferibilmente “0”)
250g di yogurt bianco 0%
50ml di olio
2 uova
150g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
1/2 bustina di lievito (meglio quello per torte salate)
vaniglia vera (NO vanillina)
un pizzico di sale

Procedimento:

In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire l’olio e lo yogurt e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme e il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati.
Riempire una teglia apposita a forma di piccoli plumcake (io ho usato una teglia in silicone quindi non ho avuto bisogno di ungerla).
Cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.
Poco prima di servirli polverare con lo zucchero a velo.

venerdì 25 luglio 2014

Cupcake light al sambuco

Assaggiato all'IKEA e non potevo provare a rifarlo: sicuramente non ha nulla a che vedere con quello dell'IKEA ma a me è piaciuto assai.

300g di farina (preferibilmente “0”)
200g di yogurt bianco 0%
50ml di sciroppo di sambuco (elderflower)
50ml di olio
2 uova
150g di zucchero di canna chiaro tipo Demerara
1/2 bustina di lievito
vaniglia vera (NO vanillina)
un pizzico di sale

Frosting light al sambuco:

50g di cioccolato bianco
50g di di yogurt bianco 0%
50ml di sciroppo di sambuco
50g di zucchero a velo

Procedimento:
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire lo sciroppo, l’olio e lo yogurt e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme e il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati.
Riempire una teglia da muffin con gli appositi pirottini (QUI al n.20) e cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

Per il frosting:
Scaldare lo sciroppo in un pentolino finché non raggiunge l'ebollizione. Spegnere ed unire il cioccolato bianco fatto a pezzi piccoli.
Unite anche lo yogurt e lo zucchero a velo (se non si fosse sciolto totalmente il cioccolato bianco rimettete anche nuovamente tutto sul fuoco per un minuto).
Con il minipimer frulate tutto in modo da avere un composto omogeneo.
Con un cucchiaio colate su ogni cupcake il frosting e mettete in frigorifero per mezzora.
Decorate con un fiore di zucchero e servite.

giovedì 24 luglio 2014

Ri-Riso “oriente”

E’ una mia ricetta che da quando l’ho pubblicata (gennaio 2011 – QUI) l’ho rifatta tantissime volte con piccole variazioni e non.
Dato che non ho il tempo materiale ed anche la voglia di provare qualche ricetta nuova, ripubblico questa vecchia che è molto importante per me:

 

E' un riso che ci ha fatto il nostro amico Enrique, ora che siamo andati a trovarlo a Londra per il Capodanno (nda: 3 anni e 6 mesi fa... proprio la stessa temperatura di allora!).
Un modo stupendo per mangiare i fagiolini... io di solito non li amo.


400 gr di riso basmati
400 gr di fagiolini
30/40 gr di zenzero fresco pulito
2 spicchi d’aglio
40 gr di cocco essiccato*
200 gr di acqua
20 gr di pinoli tostati
olio extra-vergine d’oliva
sale q.b.


Le quantità possono essere imprecise. Essendo una ricetta salata vale per tutto il “più o meno”…

 

Preparazione:
Schiacciare l’aglio e grattare lo zenzero, con le polpe ottenute fare un soffritto a fuoco medio nell’olio d’oliva; una volta che si è dorato il tutto, alzare il fuoco, mettere i fagiolini precedentemente lessati al dente e salati (poco, il sale fa male); far andare 1 minuto poi aggiungere il riso (anch’esso lessato al dente e con poco sale), altro minuto, poi aggiungere i pinoli dopo averli tostati in una padellina, senza nessun condimento, finché non diventeranno dorati e “sudati”. Spegnere il fuoco e dedicarsi al “lattedicoccofattoincasa”:
Mettere il cocco essiccato* nel bicchiere del frullatore, aggiungere i 200cc di acqua bollente un pizzichino di sale e frullare per 2 minuti (se fosse poco liquido aggiungere un poco d’acqua).
Versare il composto in un passino e fate uscire più liquido possibile… questo è il “lattedicoccofattoincasa”.
Riaccendete il riso e quando è caldo mattete il latte di cocco (se avete aggiunto dell’acqua, fatelo gradatamente). Fatelo andare 1 minuto e voilà: il riso “oriente” è pronto.


* Ora – 24 luglio 2014 – vista la mia guerra dichiarata al cocco essiccato cosiglio di usare la stessa quantità di noce di cocco fresca grattata: si può grattare con una grattugia a fori grossi che si trova comunemente o con una più tecnica Microplane che sembra una lima da falegname.
Quella che si ottiene:

E' molto più buona.
Non sa di sapone.
E' certamente più sana per la presenza di vitamine e per il passaggio di calore per essiccarla.
E' molto più economica (farla fresca costa un quarto).
Ha solo un difetto prepararla è molto laborioso utilizzarla.
Però vale la pena.
E quello che avanza può essere conservata in freezer per un altro Riso "oriente" o per una torta (per esempio questa QUI).

sabato 19 luglio 2014

Carotine mie

Per la forma l’idea viene sicuramente dal web ma non mi ricordo assolutamente di che blogger fosse (mi ricordo che era giovane, carina e che aveva fatto un video in cui la aiutava la mamma… Boh).
Per la ricetta invece è un misto di QUESTA, di QUESTA, di QUESTA e di QUESTA e di altre che non ricordo.
Comunque una cosa è certa:
la fotografia fatta al volo con il mio cellulare - la macchina fotografica aveva la batteria scarica - faceva veramente pena allora ho passato un filtro di Photoshop ma non sono proprio soddisfatta!


300g di carote
300g farina
2 uova
400g di yogurt greco Total 0%
200g di zucchero di canna (Dulcita o Muscobado)
50ml di olio extravergine d’oliva (io il mio - Le Vie Bianche)
50ml di limoncello
1 bustina di lievito in polvere NON vanigliato
1 pizzico di sale

Con una grattugia a fori grossi o con il robot montando l’apposito disco, grattugiate le carote dopo averle mondate senza esagerare (se sono biologiche
per pulirle potete anche usare i guanti da scrub che si trovano al supermercato e costano 3 euro oppure passarci la lama di un coltello come facevano le mamme e le nonne prima che arrivassero i pelapatate).
Con delle fruste elettriche montate le uova a temperatura ambiente con lo zucchero e il sale per circa 15 minuti (devono raddoppiare il volume e diventare gialline).
Mischiate sempre con le fruste l’olio, il limoncello e lo yogurt - non devono montarsi ma solo essere omogeni: basterà un minuto.
Ora mischiate delicatamente con una spatola muovendola dal basso verso l’alto e girando la ciotola – mezzo giro della ciotola… poi una spatolata dal basso verso l’alto: così finché il composto non risulta omogeneo.
Dopo aver setacciato (passato in un passino) la farina con il lievito fate cadere a pioggia sul composto precedente e di nuovo delicatamente… mezzo giro della ciotola e poi una spatolata.
Così finché non risulta omogeneo di nuovo.
Ora riempite i pirottini o le formine in silicone e cuocete a 180° per 35’ minuti.
Io ho spolverato di zucchero a velo e fatto il ciuffo della carotina con della menta fresca (potete fare delle semplici tortine e guarnirle come volete).

lunedì 14 luglio 2014

Muffin light al limone e yogurt

 Ancora muffin!???!?!



350g di farina
250g di yogurt bianco 0%
50ml di olio (extravergine se è delicato altrimenti di mais o di riso o al limite un BUON burro)
2 uova
150g di zucchero di canna
150g di marmellata di limone
3 limoni non trattati
1 bustina di lievito
un pizzico di sale

Procedimento:
Grattate la parte gialla della buccia dei limoni con l’apposita grattugia e mettete da parte tutto quello che avete ottenuto (mi raccomando NON grattate il bianco – albedo – perché è amaro).
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero con una forchetta o con una frusta per un paio di minuti.
Unire l’olio, il succo filtrato dei limoni, la marmellata  e lo yogurt e mescolare finché il composto non risulta omogeneo.
Unire la farina ed il lievito setacciati insieme, il sale e la vaniglia.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati ma molto sommariamente (altrimenti si sveglia il glutine e chi lo sente quello!!!!).
Riempire una teglia con gli appositi pirottini (QUI al n.20) aiutandovi se lo avete in casa con il dosa-gelati a molla.
Cuocete nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

mercoledì 9 luglio 2014

Muffin light Chococherry

In testa ho un’idea fissa: muffin, muffin, sempre muffin e solo muffin.

300g di farina
250g di yogurt bianco 0%
100g di cioccolato fondente
50g di cacao
50g di burro
2 uova
150g di zucchero di canna
150g di marmellata di ciliege
50cc di liquore di ciliegia
50g + una manciata di gocce di cioccolato
1 bustina di lievio
un pizzico di sale

Procedimento:
In una grande ciotola rompere le uova tirate fuori dal frigorifero mezz’ora prima e sbatterle insieme allo zucchero ed alla marmellata con una forchetta o una frusta per un paio di minuti. Unire il cioccolato ed il burro fusi, lo yogurt e il liquore e mescolare finché il composto è omogeneo.
Unire la farina, il cacao ed il lievito setacciati insieme, il sale e le gocce di cioccolato.
Mescolate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola avendo cura di prendere bene infondo e da tutti i lati senza esagerare (non più di venti volte).
Riempire una teglia con gli appositi pirottini (QUI al n.20) mettendo sopra ognuno qualche goccia di cioccolato e cuocere nel forno portato già alla temperatura di 170° per 25’ minuti.

martedì 8 luglio 2014

Tè freddo senza caldo

Non è un indovinello.
Piuttosto è una magia.
Una magica magia!
Letto sul blog dell’ArabaFelice e provato la sera stessa convinta che la magia a me non sarebbe mai venuta.
Invece è venuta!!!!!!
E’ facilissimo.

Da allora sono passati tre giorni ed l’ho già fatto tre volte.
Prima di andare a dormire prendo la mia brocca,
le mie bustine di tè,
la mia Stevia (n.d.a. dolcificante naturale),
metto l’acqua,
giro e metto in frigorifero.
E la mattina dopo…
Ahhhhhh, ci voleva proprio.
Angela, la mia cardiologa sarà fiera di me, non ho mai bevuto così tanto!
Dann

E ora la complicatissima ricetta… ih, ih, ih. 

 
un litro e mezzo d'acqua
4 bustine di tè
dolcificante (zucchero, miele, fruttosio... io 20 gocce di Stevia)
succo di limone (facoltativo)
fette di limone (facoltative) 


Versare l'acqua in una caraffa, dolcificarla a piacere mettere le bustine di te, il succo di limone se lo mettete.
Mettere in frigorifero per circa 12 ore, quindi eliminare le bustine e servire in un bicchiere con del ghiaccio e mettete le fette di limone se avete usato il succo.

P.S.: guardate i consigli dell’ArabaFelice QUI… Molto interessanti!

lunedì 7 luglio 2014

Ciambella alle ciliegie

Questa è una sfida ma senza vincitori né vinti: io questa ricetta l’ho fatta in maniera tradizionale ma la ricetta è nata per il Bimby (presa da www.bimbymania.com e con qualche minima modifica).
L’idea non è mia ma di Camilla collaboratrice del blog che ho conosciuto per un’intervista che mi ha fatto che non è ancora in rete (appena ci sarà metterò il link).
Insomma niente vincitori niente vinti ma tante fantastiche ciliegie che hanno avuto un periodo di gloria e poi sono ridiventate inavvicinabili e soprattutto “di plastica”…
Naturalmente in questa ciambella erano le ultime del primo periodo… anche troppo succose.
Ecco la ricetta per bimbisti e non:


Ingredienti:

400g di ciliegie
300g di farina 00
200g di zucchero di canna chiaro (tipo Demerara)
100g di latte parzialmente scremato
80g d’olio di semi
3 uova
1 bustina di lievito per torte salate
1 pizzico di sale
zucchero a velo 


Procedimento:

Tirare fuori dal frigorifero le uova circa mezz’ora prima (se vi siete dimenticati vedi QUI al X).
Disossare, asciugare e infarinare le ciliegie così in cottura non scenderanno tutte sul fondo, metterle in freezer in un vassoio una accanto all’altra senza sovrapporle e tenerle almeno mezz’ora..
Versare le uova, il latte, l’olio e il sale in una ciotola e amalgamare il tutto con una forchetta come si fa per una frittata.
Setacciare la farina con il lievito ed aggiungerlo al composto liquido.
Rendere tutto omogeneo e lasciarlo riposare per 10’.
Riprenderlo, mescolarlo delicatamente e metterlo alternato alle ciliegie in una teglia da ciambella oliato (se non fosse antiaderente anche infarinato basta che prima di riempirlo rivoltiate lo stampo e lo sbattiate sul piano di lavoro per eliminare l’eccesso che formerebbe un antiestetica patina sul dolce).
Cuocete a 180 gradi x 40/45 minuti (dipende dal tipo di forno).

sabato 5 luglio 2014

Mousse light di avocado e albicocche

Ispirata a questa QUI ma + magra apparte il cucchiaino di panna acida per quarnizione che volendo si può omettere ma che comunque ha il suo "perché".

Per 6/8 persone:
1 avocado 

6 albicocche
250g di ricotta confezionata
4 cucchiai di zucchero
50cc (+o-) di latte scremato (o 25g latte intero + 25g acqua)
succo di 1 limone
 

Per guarnire:
200g di panna acida
20g di pinoli

Tagliare a dadini l’avocado, unire tutti gli ingredienti tranne 10cc di latte/acqua e i pinoli e amalgamare con un frullatore ad immersione (la densità si vede già frullando quindi se fosse troppo “dura” aggiungere un poco di latte/acqua).
Mettere in bicchierini o tazzine e mettere in frigorifero per ¼ d’ora e servire. 

Prima di servire decorare con un cucchiaino di panna acida e con i pinoli tostati a secco in un padellino per 2 minuti al massimo.
Buona e sana anche questa.

giovedì 3 luglio 2014

Ri-Finocchio macinato

Copio pari pari il post del 27 maggio 2012 (QUI):

Ma che è?
Sì, lo so.
E' semplicemente un'idea.
Però devo dire: semplice, ma geniale:
non l'ho avuta io, ma il mio compagno (che qui nel blog ho soprannominato: Pedro Bò)... 
 ... una volta era lui ai fornelli e cercava da bravo marchigiano il "fior di finocchio", non trovandolo tra le mie innnumerevoli spezie (è difficilissimo da trovare in commercio) comincia una tiritera che più o meno faceva così: 
ah ilfiordifinocchioquà, ah ilfiordifinocchiolà, al paese mio sulle colline era pieno di fiori di finocchio, mia mamma ci cucinava questo, mia nonna ci cucinava quell'altro, ah ilfiordifinocchio, ah ilfiordifinocchio...
In effetti ho una quantità di spezie imbarazzanti. Ma di “fior di finocchio” neanche l'ombra.
Allora (mi semra anche che abbia emesso qualche "Uhm" o qualche "MumbleMumble" grattandosi la testa e il mento) ...ha avuto un idea (era il giorno buono, il neurone era con lui – è un “mononeurone” e l'unico che ha se lo divide anche con un amico e con il figlio dell’amico - Riccardo e Ale che saluto - quindi 2 giorni su 3 non ha neanche quello) e mi ha chiesto: 
“hai qualcosa per macinare?” io commossa da questa domanda ho risposto “certo!” ed ho tirato fuori nell’ordine:
- un pestello in marmo nero, 

- un pestello in marmo di carrara, 
- un pestello in pietra, 
- un pestello in legno, 
- un macinacaffé 
- e, infine, un minifrullatore che sminuzza e frantuma (tutt'e due le cose: perché c'è molta differenza tra "frantumato" e "sminuzzato"... vabbè... sto zitta)
Ha scelto il macinacaffé e dopo 10 minuti aveva macinato dei semi di finocchio normali ottenendo questa polvere che si avvicinava molto al benedetto fiordifinocchio.
Da quel giorno io tra le mie 1000 spezie ho anche questo “finocchio macinato” e lo uso in continuazione (forse qualche volta anche a sproposito).
Utilissimo!
 


Ingredienti per innumerevoli persone:
semi di finocchio

Procedimento:

Macinare i semi, conservare e usare all’occorrenza.

Fine

mercoledì 2 luglio 2014

Marmellata di frutti di bosco e limone

E’ praticamente la copia di questa QUI alla fragola.
C’è qualche piccolo cambiamento nella ricetta ma già allora avevo raggiunto un risultato buono e soprattutto poco calorico.
Io ho usato due confezioni di frutti di bosco surgelati: dovevo provare un gelato senza gelatiera da una ricetta di Jamie Oliver (QUI,
QUI, QUI e mi fermo perché ora lo conoscete un poco anche voi e quindi... "NON E' FANTASTICO!!!!!!!!!!) con yogurt greco e frutti di bosco per una cena. Ma come spesso mi succede mi sono dimenticata e le due confezioni sono rimaste in freezer al freddo e al gelo per lungo tempo. Lo yogurt l’ho usato per la colazione di mia figlia Mia… Ma i frutti di bosco? 

E quindi marmellata
E marmellata fiat!
Nel senso del verbo "essere" in latino non della Panda, della Punto o del Fiorino...
Bon Appétit!

1 kg di frutti di bosco
3 limoni non trattati
2 mele (per la pectina)
350g
di zucchero di canna (chiaro tipo Demerara) 
100g di limoncello

Mettere in una grossa pentola non di alluminio (sarà, se vi va, quella in cui sarà cotta la marmellata) i frutti, le mele grattate, lo zucchero, il limoncello e mischiate bene in modo che lo zucchero tocchi tutta la frutta.
Lasciare questo composto a macerare per 24 ore girandolo 4/5 volte.
Passato questo tempo prendere 1/3 del composto (50% di liquido zuccherato e 50% di frutta) e con un frullatore ad immersione frullarlo per renderlo omogeneo. Ora riversate questo composto ottenuto nella pentola.
Unite anche la buccia grattata dei limoni (vedere QUI al 4 a al 5), mescolate bene e cuocete per circa 1 ora. Fate la prova del piattino (come spiegato QUI al 7) e invasate la marmellata bollente - peggio del “piombo fuso” - in barattoli sterilizzati (QUI al 16) chiudete con tappi integri (a volte vale la pena comprarli tutti nuovi) sterilizzati anch’essi ben stretti e capovolgete (il calore fa creare il sottovuoto - importantissimo).
Una volta freddi o dopo 8 ore (circa la notte - io la marmellata la faccio sempre dopocena) rigirateli e conservateli al fresco.

N.B. Per un risultato più liscio frullate tutto con un frullatore ad immersione e passate tutto ad un setaccio di metallo aiutandovi ad estrarre tutta la polpa con una spatola di gomma o se non l’avete con il dorso di un cucchiaio – devono rimanere solamente i semini.

lunedì 30 giugno 2014

Peperoni e Patate

Più che una ricetta è semplicemente un felice accostamento che non mi voglio scordare.

patata lessa schiacciata
+
peperoni grigliati, spellati, conditi con aglio e olio
+
pepe nero