giovedì 9 gennaio 2014

Marmellata di pomodori rossi e castagne.

Un’altra marmellata, si!
Quest’anno era il mio regalino di Natale (regalino si ma dato che “A caval donato non si guarda in bocca…”* i gusti, come in questo caso, sono a dir poco particolari.
Però è buonissima… Fidatevi.  

Ho paura che la prossima sarà “Moscardini e Lamponi” o forse “Albicocche e Majonese” – anche se un bel chutney con Cipolle e Nero di Seppia non è una cattiva idea…
Devo sperimentare…
Vi farò sapere.

* E qui apro un capitolo a parte: fino all’età di 20 anni pensavo che il cavallo del detto si chiamasse Donato – bel nome per un cavallino – e sinceramente non capivo perché non bisognasse “guardargli in bocca”.
Gli dava fastidio?
Mordeva?
Gli puzzava l’alito?
Poi ho capito. 


Nota della nota: mi dicono che non si capisce nulla.
Il detto vuol dire: I REGALI SI ACCETTANO CON IL SORRISO ANCHE SE NON PIACCIONO (si può capire l'età di un cavallo guardandogli la denmtatura... Quindi se si riceve un cavallo in regalo non bisogna guarddargli in bocca perché può essere giovane ma anche molto vecchio).

Importante:
1. Seguite attentamente il procedimento.
2. Controllate che una volta freddi i barattoli abbiano la capsula rientrata – indica l’avvenuto sottovuoto.
3. Fate una confezione corredata di etichetta - SCRIVETE LA DATA oltre al contenuto e raccomandate che una volta aperta deve essere conservata in frigorifero per non più di un mese. Se invece il barattolo è ancora chiuso si può conservare per un anno in un luogo fresco e possibilmente al buio.


1kg di pomodori rossi da sugo (tipo San Marzano)
500g di castagne 

2 mele (per la "pectina")
750g di zucchero di canna biondo (tipo Demerara)
150cc di Cognac
1 bacca di vaniglia

Sbuccio e pelo le castagne dopo averle lessate (non so esattamente la differenza del peso tra cotte e crude ma diciamo che più o meno è uguale).
Ai pomodori faccio un’incisione a croce sulla parte opposta del picciolo e li metto in acqua bollente per 2/3 minuti. Si deve vedere la pellicina che ha leggermente alzato i quattro angoli. Scolateli, aspettate un paio di minuti per non ustionarvi e spellateli.
Ora tagliateli a pezzi senza perdere l’acqua di vegetazione e metteteli in una grande terrina; mettete anche le castagne tagliate in quattro o sbriciolate, lo zucchero, l’interno della bacca di vaniglia raschiato con un coltello a lama liscia e la bacca stessa anche e il cognag.
Con l’apposito schiacciapatate “a manico” schiacciate grossolanamente il tutto.
Aggiungete ora le mele a pezzettini che avrò sbucciato solo se non biologiche (le vitamine sono quasi tutte lì). Mescolate e lasciate nella terrina coperta per almeno 12 ore mescolando 3 o 4 volte.
Trascorso questo tempo, levo la bacca - che sciacquerò lascerò asciugare benissimo e che frullerò con il robot o con il macinacaffè e terrò da parte per un’altra ricetta… Una bacca di vaniglia si butta a fatica! - mescolo di nuovo e faccio cuocere per circa un’ora (levo la schiuma che si crea e la conservo in frigorifero per altri usi).
Dopodiché con un frullatore ad immersione, frullo tutto molto grossolanamente.
Faccio cuocere ancora fino a che non raggiungo la consistenza desiderata tenendo presente che raffreddandosi la marmellata diventa più solida (infatti faccio la “prova piattino”: QUI o in alto: “Una più del diavolo” n° 7): non più di mezz’ora!
Invaso la marmellata bollente - attenzione è peggio del “piombo fuso” - in barattoli sterilizzati (sempre QUI o in alto: “Una più del diavolo” n° 16), chiudo con tappi integri (guardare bene sotto la capsula – magari sembrano perfetti ma non lo sono – a volte vale la pena comprarli tutti nuovi) sterilizzati anch’essi ben stretti e li capovolgo (il calore fa creare il sottovuoto - importantissimo).
Una volta freddi o dopo 8 ore (circa la notte - io la marmellata la faccio sempre dopocena) rigirateli e conservateli al fresco.

1 commento:

  1. Un'abbinamento davvero insolito ma io amo questi gusti un po' azzardati e non posso che cedere in tentazione :-P
    Buon we cara <3
    la zia consu

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